Castello della Rancia e la prima battaglia d'Indipendenza Stampa
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Rocche-Castelli - Castello della Rancia
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Domenica 01 Febbraio 2009 19:14
 ORARI E VISITE
 
Per gli orari e le visite al castello, è consigliabile telefonare allo 0733 973349 oppure alla Pro-Loco 0733 972937. L'ingresso è a pagamento. L'ala Nord ospita il Museo Civico Archeologico. 
 
LA GUERRA PER L'INDIPENDENZA PASSO' ANCHE DA QUI
 
E' senza'altro uno dei castelli più belli della provincia di Macerata ricco di storia e luogo di battaglie memorabili. Non lontano dall'abitato di Tolentino e facilmnte raggiungibile attraverso la superstrada (SS 78). Nel bel mezzo della pianura formata dal fiume Chienti, spicca maestoso e possente con tutta la sua mole.
 
Fu costruito nel 1357 per ordine, guarda caso, di un potente signore appartenente alla famiglia dei Varano di Camerino, un certo signor Rodolfo Varano il cui scopo era quello di costruire una specie di fattoria fortificata imitando quelle dei cistercensi alle dipendenze dell'Abbazia di Fiastra. Il suo nome deriva da quest'ultime chiamate "grance" per indicare un nucleo rurale nel quale venivano immagazzinati i prodotti agricoli.
Il castello della Rancia, dal punto di vista architettonico, ha il suo punto di forza nella cinta muraria merlata alla quale fanno capolinea due possenti torri. Pobabilmente era circondato anche da un fossato attraversabile per mezzo di un ponte elevatoio; al suo interno un bellissimo e suggestivo cortile circondato da porticati a volta, al piano terra e geometrici al piano superiore.
 
La parte principale del castello, il mastio, si sviluppa su più piani collegati da scale a chiocciola; quello più basso era adibito quasi sicuramente a carcere mentre il più alto fungeva da punto di osservazione. Nel mezzo gli altri piani tra cui anche quello abitato dal nobile del periodo.
 
Fu teatro di molte battaglie con protagonisti anche illustri: Giovanni Acuto, condottiero inglese che dopo aver conbattuto la guerra dei 100 anni, arrivò in Italia al servizio dei fiorentini; Braccio da Montone, altro condottiero ma questa volta italiano che con le sue imprese fu il primo a cercare di unificare e di creare uno stato dell'Italia centrale intorno al XV secolo; Nicolò Piccinino che intraprese la sua carriera militare alle dipendenze di Braccio da Montone e divenne la guida del suo condotto dopo la sua morte e quella del figlio, avvenuta durante l'assedio di l'Aquila; Francesco Sforza, condottiero italiano, duca di Milano e primo duca della dinastia degli Sforza.
 
Ma sicuramente lo scontro più importante che viene ricordato è la prima battaglia per l'indipendenza del 2-3 maggio 1815 tra i Napoletani di Murat che volevano unificare l'Italia e gli Austriaci. La sconfitta di Tolentino però fu una "mazzata" tremenda e fece tramontare definitivamente il primo sogno di un' Italia unita. Per ricordare questo evento, i primi di Maggio, ogni anno, vi è una rievocazione storica di pieno successo con moltissimi figuranti. 
 
Al centro perciò di molti scontri, guerre e battaglie tra i due eserciti,  il castello della Rancia fu più volte ceduto e poi riconquistato. Vi anno trovato la morte numerosissimi soldati; molti addirittura bruciati e gettati senza troppi scrupoli in grandi cisterne. In loro ricordo vi è l'Ossario del Rotondo non lontano dal castello sul quale il principe Bandini fece piantare numerosi cipressi. Nel primo centenario dell'unità della patria, è stata deposta una stele nella quale è incisa la seguente epigrafe del prof. Zazzaretta Alessandro:
 
"Qui - tra fiume e monte - nel nome d'Italia e per le armi di Re Gioacchino - il 2-3 Maggio 1815 - divampò la battaglia che il voto di Alessandro Manzoni - divinava - foriera di nuovi destini - per l'Italia rediviva - rifatta - consapevole - che un nome illustre - è meno testimonianza di un passato - che severo monito per l'avvenire.
 
Le ossa dei caduti - disseminati per questi campi - ricordino agli italiani - che mal si aspira a grandezza - ove il sangue dei morti - non arda - come fiamma animatrice - nel cuore dei vivi".
 
E' senza dubbio un monumento da visitare e da non farsi scappare se siete di passaggio....e dalle sue torri i Monti Sibillini sono veramente un incanto trasmettendo, insieme al fascino del castello, un mix di sensazioni d'altri tempi.
 
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