Abbazia di Fiastra


Abbazia di Fiastra: Cistercensi all'opera nel 1142 Stampa E-mail
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Abbazie - Abbazia di Fiastra
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 16 Gennaio 2009 15:50

ABBAZIA DI FIASTRA NELL'IMMENSO VERDE

E' una bellissima abbazia non solo per quel che riguarda la parte architettonica ma anche per la sua ubicazione: immersa in una splendida riserva naturale ideale per trascorrere giornate in tranquillità, nel verde del suo bosco o sdraiati sui suoi prati. Una breve storia sulla sua nascita.

I lavori del monastero iniziarono nel 1142 ad opera di monaci Cistercensi provenienti dall'Abbazia di Chiaravalle di Milano il 29 Novembre sul territorio, a quel tempo, di prorpietà di Guarniero II duca di Spoleto e Marchese della Marca di Ancona che donò la terra, tra il fiume Chienti ed il fiume Fiastra, ai religiosi.

Essi utilizzarono pietre e materiale vario anche dalle vicine rovine di Urbis Salvia, cittadina romana che fu distrutta da Alarico tra il 408 e il 410; inoltre si dedicarono anche alla bonifica di tutta la zona, caratterizzata soprattutto da boschi ed estese paludi. L'abbazia, per più di 300 anni, risultò molto florida e rigogliosa; il suo territorio, suddiviso in sei grance (aziende agricole), favorì lo sviluppo non solo economico ma anche sociale e religioso fino ad avere sotto il suo controllo 33 tra chiese e monasteri.

 
La Riserva Naturale dell'Abbadia di Fiastra Stampa E-mail
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Abbazie - Abbazia di Fiastra
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 24 Gennaio 2009 21:47

 UN'AREA PROTETTA DI IMPORTANZA ASSOLUTA

E' estesa per più di 100 ettari ed è giunta fino a noi praticamente quasi intatta grazie all'uso molto oculato che ne fecero i suoi possessori.

Primi tra tutti i monaci Cistercensi che, avendo bisogno di un luogo molto solitario, silenzioso e boscoso (il Romitorio) per pregare, preservarono l'intero bosco dalla deforestazione e dal taglio selvaggio.

Successivamente fu la famiglia Bandini insieme alle regione Marche a preservarla dichiarandola Area Floristica Protetta.

L'intera foresta, è importantissima in quanto costituisce l'ultimo esempio di bosco, di una certa superficie, che ricopriva l'intera fascia collinare delle Marche dall'inizio del 1700; prevalentemente costituita dal cerro, c'è poi la roverella, l'acero campestre, l'orniello, la farnia ed anche il carpino orientale (una specie molto rara nelle Marche); c'è l'elleboro di Bocconi, l'alisaro, lo zafferano. Lungo i sentieri ci sono inoltre il leccio, molte conifere, e il bosso.