Spezzato il volo libero di un'Aquila Reale! Stampa E-mail
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Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 16 Gennaio 2012 10:23

 UN PATRIMONIO DEI SIBILLINI ABBATTUTO DAI BRACCONIERI!

Dopo la decapitazione di uno splendido esemplare di lupo, a distanza praticamente di un anno preciso, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è scosso da un altro bruttissimo fatto di cronaca. A farne le spese questa volta è stata una bellissima Aquila Reale ferita molto gravemente dai bracconieri che con i loro fucili non hanno alcuna pietà. Divulgate le foto che mostrano l'Aquila ferita alle prese con le cure dei veterinari.

Per rispetto delle persone sensibili, Trekkingmontiazzurri non mette in primo piano le immagini del rapace. Per chi volesse prenderne visione può cliccare sui seguenti collegamenti: foto1  foto2.

"Nel pomeriggio di Venerdì 12 Gennaio, sull’altopiano di Macereto, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è stato ritrovato uno splendido individuo adulto di Aquila reale, gravemente ferito da arma da fuoco e, in particolare, da un fucile da caccia. L’animale, subito soccorso per le prime cure dai veterinari del Parco, è stato oggi trasferito dal Corpo Forestale dello Stato di Visso al Centro di recupero rapaci di Pescara, gestito sempre dal C.F.S. Dai primi esami si sono potute constatare alcune fratture ad un’ala e la perdita di un occhio: ferite che, come ha affermato il veterinario Luca Brugnola del C.F.S., escludono purtroppo la possibilità di un completo recupero dell’Aquila e, quindi, di restituirla al suo ambienta naturale.

L’Aquila reale è  uno degli uccelli rapaci più maestosi dei nostri cieli, avendo un’apertura alare che può superare i 2 metri di lunghezza, ed è una specie rara e protetta anche a livello comunitario. All’interno del Parco dei Sibillini se ne contano 4 o 5 coppie nidificanti, mentre una quindicina sono le coppie che nidificano nell’intero Appennino umbro-marchigiano. Questa specie,  oltre a svolgere un importante ruolo ecologico e a risultare praticamente innocua nei confronti delle attività umane, rappresenta anche un importante elemento di valorizzazione dei territori montani, per le indimenticabili emozioni che riesce a regalare quando la si osserva in volo.

Si tratta quindi dell’ennesimo grave atto di bracconaggio che va ad aggiungersi ad altri nei confronti di specie particolarmente protette avvenuti negli ultimi anni nell’area protetta. Ricordiamo, infatti, che nel solo 2011 erano stati ritrovati ben tre Lupi uccisi, di cui due al laccio, e altri tre Lupi erano stati ritrovati morti per avvelenamento da stricnina nel 2009. Relativamente all’Aquila reale, specie di interesse comunitario, un altro individuo ferito da arma da fuoco era stato ritrovato nel 2001 nei pressi di Bolognola: ora questo animale, dopo essere stato curato presso il Centro di recupero del WWF di Fabriano, è ospitato dallo scorso anno nel Centro Faunistico di Castelsantangelo sul Nera.

“Il fenomeno del bracconaggio nel Parco sta raggiungendo livelli preoccupanti” dichiara Franco Perco, Direttore del Parco Nazionale, “e richiede urgenti misure straordinarie di prevenzione e repressione non solo all’interno del Parco ma anche nelle aree circostanti”. “Tolleranza zero” dunque nei confronti di questi odiosi e ingiustificabili crimini contro la natura e, quindi, contro il più prezioso dei beni comuni. A tal fine il Parco, congiuntamente con il Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del C.F.S. di Visso, sta avviando un piano straordinario “anti-bracconaggio”. Ma il Parco si è appellato anche al Ministero dell’Ambiente, affinché si attivi per consentire il completamento dell’organico, fortemente carente rispetto a quanto previsto dalla legge, del C.F.S. in servizio nel Parco."

Fonte Web: cronachemaceratesi

 

 

Commenti  

 
0 #1 tongald 2012-01-17 11:29
Ciao a tutti!Episodio g-r-a-v-i-s-s-i-m-o,del resto come i precedenti (i vari lupi,come un'altra aquila lo scorso anno).Da non far passare in sordina.E ce ne sono molti altri che non vengono riportati sui giornali o su internet.Occorrono più agenti della forestale nel nostro Parco (e non solo nel Parco).La tutela del nostro patrimonio riguarda tutti noi.La salute del nostro ambiente,è la nostra salute. Vi farò sapere di iniziative future con associazioni di volontariato per manifestazioni in tal senso.Un abbraccio indignato!Toni.PS:"L'AQUILA REALE E' UNA SPECIE MONOGAMA,CHE RIMANE UNITA TUTTA LA VITA.ALLEVA IN MEDIA UN PICCOLO OGNI DUE ANNI,CHE DOPO 80 GIORNI DI PERMANENZA AL NIDO(FINE LUGLIO),SI INVOLA E RIMANE CON GLI ADULTI FINO ALLA FINE DELL'INVERNO.SUPERPREDATORE AL VERTICE DELLA CATENA ALIMENTARE,REGO LATORE NATURALE,SELEZI ONATORE E CONTROLLORE DELLE POPOLAZIONI DI PREDE(SQUILIBRI CAUSATI DA EPIDEMIE/INCREMENTI DEMOGRAFICI).." di J.Angelini, I rapaci conoscerli per tutelarli
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0 #2 pierfabio 2012-03-02 11:36
Questi bastardi vanno fermati anche da noi, soprattutto da noi che andando in giro possiamo notarli. Quando vediamo qualcuno col fucile dove non dovrebbe essere prendiamo nella manina il telefonino e diamo un'avviso al 1515 almeno sanno dove devono andare a controllare. Quando troviamo un appostamento di caccia idem. Non dico che la forestale senta proprio la missione di salvaguardare gli ambienti protetti perchè sarebbe prorpio una ca....a ma se nemmeno gli rompiamo le palle siamo anche noi dei chiaccheroni e basta.
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0 #3 patrizia ricci 2013-02-11 10:33
salve,mi sono registrata ora e ho letto la notizia della giovane aquila con l'ala spezzata dai bracconieri vorrei avere notizie e se l'avete liberata dal centro faunistico grazie
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0 #4 cycca 2013-02-13 15:20
Ciao Patrizia, purtroppo non sono riuscito ad avere notizie sull'eventuale liberazione dell'Aquila. Se qualcuno ha qualche news, speriamo ci faccia sapere qualcosa presto.
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0 #5 patrizia ricci 2013-02-13 17:33
lo spero anch'io ...vorrei saperla libera!!! vederla ferita mi ha spezzato il cuore
grazie.
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0 #6 tonigald 2013-02-13 18:40
Ciao carissimi.Per l'Aquila ferita a Macereto, ad un occhio, non penso sia stato possibile la liberazione (era stata portata al CRAS di Pescara della Forestale); per l'altra, curata dapprima al centro di recupero animali selvatici del Bosco di Frasassi del WWF dal'espertissimo Jacopo Angelini e poi portata al centro faunistico di Castel Sant'Angelo: si potrebbe chiedere a quest'ultimi...ma anche per questo esemplare, se nel giro di 4/5 settimane dalla guarigione non è riuscito con i protocolli riabilitativi (nelle voliere apposite), sarà costretto alla cattività in gabbia: spesso infatti non è sufficiente far raggiungere quella adeguata fitness in grado di farli sopravvivere in natura, e riprendere le loro particolari tecniche di caccia. In poche parole, meno tempo sta con gli umani per la riabilitazione, più probabilità c'è di liberarli. Centro faunistico Castel Sant'Angelo 339 3210083
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