Splendida traversata dei Sibillini! Stampa E-mail
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Cronache - Cronache varie
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 02 Gennaio 2016 15:30

CON IL GRUPPETTO STORICO DI TREKKINGMONTIAZZURRI UNA STRAORDINARIA GALOPPATA "COAST TO COAST"!!!

Tutto iniziò il  27 Luglio 2015 giorno in cui al mio amico Tony venne in mente di inviare un'email con l'intenzione di fare una "pazzia": in un giorno da F.ca di Presta fino a Casali. Il 18 Agosto era la data predestinata. E quando c'è da fare qualcosa al di fuori del comune difficilmente ci si tira indietro se le condizioni meteo lo permettono e.........aimèh........quel giorno lo permettevano.

Così, per non perdere troppo tempo la mattina, il pomeriggio precedente lasciai la mia auto a Casali e fu anche l'occasione di fare una breve passeggiata alle pendici del Bove Nord con la mia famiglia in uno scenario davvero suggestivo. Tornato a casa preparai lo zaino; non che dovessi preparare chissà che cosa. Inserii qualche maglietta di ricambio in più del normale ed anche scorte d'acqua più abbondanti considerato la scarsità di fonti disponibili lungo l'intero percorso.

In quattro ci trovammo ad affrontare quella strepitosa avventura: insieme a me e Tony, Aldo e l'intramontabile Angelo. Ormai l'inverno è entrato nelle nostre case (anche se in ritardo), sui Sibillini le prime nevicate con temperature rigide ed è proprio in questo momento che il ricordo di quella esperienza si fa più forte rimpiangendo quella bella calda giornata.

Beh, tanto calda non iniziò considerato che a F.ca di Presta di primo mattino ci trovavamo al di sotto dei 10 gradi. Ma il Sole c'era ed il cielo era tutto sgombro di nuvole: l'ideale per iniziare la cavalcata verso il rifugio Zilioli. Quella infatti era la nostra prima piccola tappa. Pronti e.....via, pieni di entusiasmo e di voglia di andare alle 8:45 eravamo in cammino. Come se ci corresse dietro un orco cattivo pronto a divorarci, iniziammo la giornata quasi a correre....va bene che di strada ce n'era tanta ma almeno potevamo sgranchirci le gambe pian pianino. Con il senno del poi posso dire che forse era meglio se davvero ci eravamo messi a correre sul serio considerato l'arrivo a Casali ma c'è ancora molto da raccontare.....!

Raggiungiamo e superiamo gruppi di ragazzi partiti almeno 30/45 minuti prima di noi; ogni persona davanti a noi è uno stimolo per raggiungerla e  così, tra una foto e l'altra, tra una battuta ed una sosta per ammirare il panorama (o meglio per riprendere fiato), in un'oretta circa arriviamo allo Zilioli. Breve sosta per rifocillarci dopo la veloce partenza che ci a messo davvero a dura prova. Inizia qui il lungo braccio di ferro tra Angelo e la sua macchina fotografica. Si era accorto già qualche tempo prima, dopo una rovinosa caduta a terra, che la sua amata compagna di mille escursioni aveva iniziato a perdere colpi non riuscendo più a memorizzare la data e l'ora correttamente e di conseguenza Angelo non poteva salvare più le foto con l'ora e la data giusta sul computer. Un problema che sembrava risolto ma che si è ripresentato inesorabilmente proprio quel giorno in cui di foto ce n'erano da fare.....

L'espressione del suo volto era cambiata, un misto tra desolazione ed incazzatura per quell'inconveniente che gli avrebbe creato un mare di problemi una volta scaricate le foto sul computer. ".....ma dopo sul computer mi tocca a cambiare la data foto per foto.....ma come si fa....ma perchè non funziona....vedi, quando reimposto la data e l'ora ma la mantiene per un pò e poi.....ecco.....vedi....adesso non funziona più.....!! Aldo lo rassicurava "......ma no Angelo stai tranquillo ci sono dei programmini che ti sistemano tutto in pochi minuti.......fidati......te lo faccio io....basta che mi paghi e te lo faccio io...!!!! Dallo Zilioli fino a Cima del Lago (nella miniatura a destra l'ennesima sosta durante la salita!!) è stato sempre un susseguirsi di battute su Angelo e la sua amata macchina fotografica con Angelo che ogni 10 passi si fermava per provare a risolvere il problema. Poi ci ha messo una croce sopra e sinceramente ancora non so se abbia risolto l'inconveniente o se la sua fotocamera abbia terminato i suoi giorni al termine di quella straordinaria escursione.

Dopo aver fatto la miliardesima e una foto al Lago di Pilato (ormai i Chirocefali si mettono in posa quando ci vedono passare da quelle parti!) raggiungiamo Pizzo del Diavolo per l'affilatissima cresta dove facciamo un'altra breve sosta prima di ripartire. Sono quasi le 11:30 e la strada è ancora molta. Pizzo del Diavolo è la nostra quinta vetta dopo Vettoretto, Punta di Prato Pulito, Cima del Lago e Redentore.  

La discesa verso Forca Viola non avviene per il canonico sentiero ma per la cresta e tocchiamo quindi le altre due cime conosciute, Cima dell'Osservatorio e Quarto San Lorenzo ed una un pò meno famosa che sulla carta topografica non è neanche riportata ma che qualcuno in vetta ha voluto chiamare, ovviamente, Cima di Forca Viola. E' impressionante la quantità di Stelle Appenniniche che ci troviamo davanti durante questo tratto; ce ne sono davvero tantissime ed è stata una gradevolissima sorpresa. <<< Inizio articolo

Da Cima di Forca Viola scendiamo su prati senza sentiero; è una discesa abbastanza semplice seppur molto ripida ma quello che ci frulla in testa è il fatto di dover perdere 300 metri di dislivello in così poco tempo per poi recuperarli immediatamente dopo risalendo in direzione dell'Argentella prossima vetta da conquistare. A Forca Viola le nostre strade si dividono per un pò: io e Tony decidiamo di prendere di petto dritto per dritto l'imponente salita mentre Aldo ed Angelo preferiscono percorrere un breve tratto del sentiero che conduce alla Fonte delle Fate ed al casale dell'Argentella per risalire con una pendenza leggermente più lieve.

Durante questa ascesa, Tony ha il piacere di fotografare una bella vipera molto schiva che gli ha fatto perdere anche quota per immortalarla tra il folto falasco. Terminata la salita facciamo un'altra breve sosta accanto ad un grosso omino di pietra che contraddistingue questa cima senza nome ma che potremo battezzare con "molta" fantasia "Cima di Forca Viola Nord". Da qui in avanti ci rilassiamo per un bel pò; davanti a noi l'imponente massiccio di Palazzo Borghese con alle spalle il Porche. Il dibattito, mentre ci accingiamo a raggiungere l'Argentella a quota 2.200 metri, si accentra proprio sul Monte Porche: saliamo in vetta o lo aggiriamo??? Decidiamo naturalmente di salire anche se la tentazione di passare sul sentiero ad Ovest è molta. Comunque per il momento c'è l'Argentella da raggiungere che conquistiamo intorno alle ore 14:20. 

Scendiamo quindi in direzione del Porche e poco dopo Passo di Palazzo Borghese abbiamo la bella sorpresa di incontrare un gruppetto partiti da Rubbiano con muli ed asini ed intenti a raggiungere i Monti della Laga in un trekking di una settimana. Animali davvero formidabili, ci racconta una guida del gruppo. Una esperienza da dover provare prima o poi. E così, ai piedi del Porche, il dilemma si ripropone inesorabilmente forse perché inizia a sentirsi la stanchezza, le gambe cominciano a pesare ma, neanche il tempo di riflettere un pò, che inizio a tirare dritto per dritto verso i 2.233 metri trascinandomi dietro, tra lo sconforto di una impettata che si poteva benissimo evitare, il resto del gruppetto.

Alle 15:30 siamo in vetta alla decima montagna della giornata. Brevissima sosta e ci incamminiamo in direzione della cresta Nord per ricongiungerci poi al classico sentiero che ci conduce, senza troppa fatica, alle pendici del Monte Bove Sud. inizia a fasi spazio dentro di noi la consapevolezza che arriveremo alle auto in piena notte. Anche se ormai l'unica vera salita rimasta è quella del Bove, la strada è comunque molta e Passo Cattivo sembra non arrivare mai. Lungo il tragitto siamo scortati visibilmente da maremmani impegnati a custodire il loro gregge di pecore ed Aldo trova anche il tempo di soffermarsi e stringere "amicizia" con uno dei cani. 

Qualche nuvolone nero, a dir la verità troppo isolato per essere una minaccia concreta di pioggia, è sufficiente per creare bellissimi scorci di luci ed ombre soprattutto in direzione Est dove la Sibilla si illumina a festa colpita dai raggi del Sole che si fanno strada tra gli squarci lasciati aperti dalle nuvole. Un'altra piccola salita e raggiungiamo la nostra undicesima vetta: si tratta di Cima di Vallinfante e sono le 16:40. Ci divertiamo a scendere per la caratteristica cresticina rocciosa; davanti a noi l'ascesa al Bove Sud, ancora distante qualche decina di minuti, ci sembra impossibile da affrontare anche perchè più si perde quota verso Passo Cattivo e più ci ammazza psicologicamente anche se è l'ultima rimasta. Questa volta non c'è alternativa: bisogna affrontarla. <<< Inizio articolo

A questo punto della giornata anche la discesa verso le pendici del Bove ci sembra faticosa. Le gambe appesantite tremano ad ogni passo e dietro l'angolo incombe anche il più banale degli incidenti come una lieve distorsione che potrebbe cambiare il corso della giornata fin qui praticamente perfetta. A Passo Cattivo facciamo un'altra sosta dando riserva e condividendo ciò che è rimasto nello zaino. Cerchiamo di posticipare il più possibile l'inizio di quest'ultima salita ma più si aspetta e peggio è: le gambe si raffreddano il ritmo preso pian piano si disperde ed il cronometro non è dalla nostra parte anche se siamo muniti di torce; così alle 17:40 iniziamo la salita ritrovandoci in vetta alla dodicesima e ultima cima alle ore 18:10. Le ombre si allungano inesorabilmente, il Sole è sempre più vicino all'orizzonte ma i colori e la luce sono eccezionali per foto meravigliose. Maestoso il Pizzo Berro con la sua "paretona" rocciosa da dove ha inizio la famosa ferratina e straordinaria è la Forcella della Neve o Forca della Cervara terminale ultimo della verdeggiante Val di Panico con le sue numerose doline.  

Tira un bel venticello fresco al Bove Sud e di comune accordo decidiamo di incamminarci praticamente subito scendendo verso la forcella sperando di ripararci un pò da quell'aria che, nonostante fossimo adeguatamente vestiti per il periodo, riusciva a penetrarti tra i vari strati di vestiario indossati facendoci rabbrividire. Aggiriamo Forca della Cervara sul sentierino che percorre il suo versante Sud ed in breve ci  troviamo proprio ai piedi del Berro da dove ha inizio la dura ascesa verso la ferratina. E' qui che decidiamo di fare un'ultima sosta prima di affrontare per tutta la sua interminabile lunghezza, la Val di Panico. Diamo fondo alle ultime scorte di cibo e di acqua ripercorrendo la straordinaria giornata fin qui trascorsa. Ma non è ancora finita....Sono ormai le 19 quando ci rimettiamo in cammino.

Il Sole sta per nascondersi dietro il Bove Sud quando iniziamo la discesa. Le gambe, ormai stanchissime, sembrano andare per conto proprio senza alcun controllo. In questo frangente è il roccioso e sempre suggestivo Bove Nord a dare spettacolo. La sua sagoma si erge in un cielo che da azzurro inizia ad imbrunire sempre più. E' prossima ormai l'accensione delle torce. Sono passate le 20 e la discesa presenta insidie considerata tutta la galoppata fin qui fatta ed è bene vederci nel miglior modo possibile. La lunga Val di Panico sembra interminabile. In lontananza l'ululato di cane pastore riecheggia per tutta la valle; ci ha già fiutato e ci avvisa della sua presenza. Accampato non troppo distante dalla fonte di Panico infatti c'è un gregge con il pastore ed uno dei suoi cani che ci scorta con lo sguardo fino al raggiungimento della carrareccia che ci condurrà fino a Casali ed alla tanto sospirata auto.

Io e Tony ci fermiamo al raggiungimento della strada ed aspettiamo Angelo ed Aldo che si sono un pò attardati e che ci raggiungono nel giro di dieci minuti. Ci resta così da percorrere la carreggiata in direzione del piccolo paesino dirimpetto al massiccio del Bove Nord che ci allieta della sua presenza per tutta la lunghezza di quest'ultimo tratto in compagnia di un delizioso spicchietto di Luna. Raggiungiamo l'auto alle 21:20 dopo più di 2.000 metri di dislivello e circa 28 km percorsi. Siamo abbastanza provati ma ora arriva la vera fatica: guidare fino a Forca di Presta e poi ritornare verso casa. Personalmente mi ritrovo nella mia dimora intorno alle 23:30. Una stupenda giornata in compagnia dei primi "amici montanari" che ho conosciuto tramite Trekkingmontiazzurri e con i quali ogni tanto ci ritroviamo a fare escursioni un pò pazzoidi ma divertenti come queste. E la prossima volta?????? Speriamo non troppo tardi.......! <<< Inizio articolo

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Commenti  

 
0 #1 tongald 2016-01-03 19:53
Che GRANDE PROVA...12 cime sopra ai 2000 mt in una sola giornata...e che bella giornata indimenticabile !!! Ciao Paolo e un abbraccio grande a tutti, BUON 2-0-1-6!!!
TONY
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0 #2 robyz0303 2016-01-04 17:21
Grande! Bellissimo! Avrei voluto fare una cosa simile quest'anno: pensavo di partire dall'Hotel Felicita per arrivare a Forca di Presta. Sfortunatamente non ho potuto organizzare con il mio compagno per motivi logistici (ci mancava la seconda auto in quel momento). Leggere il tuo racconto mi ha fatto venire ancora di più la voglia di provarci: sarà per il 2016!!
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0 #3 Patrizio 2016-01-04 18:15
Un bel percorso.Si possono fare anche lunghi giri tornando al punto di partenza,ne segnalo 2 fatti nell'estate scorsa. 1° giro: Foce-Vettore(passand o per monte Torrone)-Redentore-Argentella-Porche-Cima Vallelunga-Sibilla-Foce. 2°giro:Infernac cio-Capotenna-Sibilla-Porche-Monte Bove Sud-Berro-Priora-Infernaccio
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0 #4 tongald 2016-01-05 00:12
Belle mazzate Patrizio! Fatti parzialmente questi anelli, ma quello che mi ispira da tempo ancora da fare è proprio Infernaccio-Capotenna-Bove Sud-ferratina Berro-Berro-Priora-Infernaccio! Tony
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0 #5 Patrizio 2016-01-06 09:49
Avevo fatto il giro che hai descritto all'incontrario Tony. Avendo impiegato abbastanza tempo,un pò per la ripida salita che porta alla Priora un pò per 2 piccoli sbagli di sentiero credevo di non riuscire ad aggiungere anche la Sibilla e il Porche. Quando sono partito per effettuare il 2° giro precedentemente descritto avevo intenzione di ritornare a Capotenna prima di prendere la salita del Bove Sud. Ho deciso sul posto di continuare vista l'ora, poco dopo mezzogiorno ero sotto il Bove Sud, all'incrocio che porta a Capotenna. Qualcuno sa dirmi quanti chilometri possono essere questo giro?
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0 #6 tongald 2016-01-06 12:01
Ciao Patrizio, secondo me una trentina di Km o forse più....guarda alcuni esempi:

M.Priora dall'Infernaccio per la cresta sud-est, e discesa per la cresta nord-est e C.le della Priora, sono una VENTINA DI KM.... https://picasaweb.google.com/106813430639625549684/MPrioraDallInfernaccioPerLaCrestaSudEstDiscesaPerLaCrestaNordEstECLeDellaPriora?noredirect=1

La VALLE LUNGA dal rif.Sibilla-Sibilla-sent.del Meschino-CapoTenna-V.le Lunga-Cma Vallelunga-Sibilla ne sono 24 KM
https://picasaweb.google.com/106813430639625549684/LaVALLELUNGADalRifSibillaSibillaSentDelMeschinoCapoTennaVLeLungaCmaVallelungaSibilla?noredirect=1

Infernaccio-Capo Tenna-Passo Cattivo-M.Bove sud, un'altra VENTINA DI KM
https://picasaweb.google.com/106813430639625549684/InfernaccioCapoTennaPassoCattivoMBoveSudUnaCavalcataDi27Km

tutti gli album su https://picasaweb.google.com/106813430639625549684?noredirect=1
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0 #7 bigsheep 2016-05-10 11:05
Ciao Patrizio,
riusciresti a darmi qualche indicazione più precisa su Infernaccio-Capotenna-Sibilla-Porche-Monte Bove Sud-Berro-Priora-Infernaccio. Volevo farla appena trovo una giornata adatta con un pò d'amici.

Grazie
Giovanni
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0 #8 Patrizio 2016-05-11 00:12
Ciao Giovanni
le informazioni sul percorso le ho prese su questo sito, per la Sibilla ho seguito quello del Guerrin Meschino, sono andato da solo,ho impiegato poco meno di 9 ore, a Capotenna ho preso 2 litri d'acqua e li ho finiti prima di arrivare alla fontana dell'Eremo di San Leonardo.
fammi saper com'è andata, saluti Patrizio
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