La Sacra Sindone di Arquata Stampa
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Da Arquata del T. - Notizie e curiosità da Arquata del T.
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 16 Dicembre 2011 16:45

AD ARQUATA DEL TRONTO NON UNA COPIA MA L'ESTRATTO DELLA SACRA SINDONE DI TORINO

Nota bene: a causa del sisma che ha colpito l'Italia centrale il 24 Agosto 2016 ed in particolare i paesi di Accumoli, Amatrice, Pescara del Tronto ed Arquata del Tronto, la chiesa di S. Francesco non è al momento visitabile. 

Forse non tutti sanno (e fino a qualche tempo fa neanche io) che, nella chiesa di S. Francesco in Arquata del Tronto, più precisamente nella piccola frazione di Borgo, risiede un estratto della Sacra Sindone di Torino, il lenzuolo che si ritiene abbia avvolto il corpo di Cristo dopo la sua morte in Croce. In una pergamena datata 1 Maggio 1655 in possesso del ricercatore Don Alberto Bucciarello, si menziona che il vescovo Giovanni Paolo Bucciarelli abbia fatto sovrapporre sull'autentica reliquia di Torino, un lenzuolo di ugual misura e tessuto in presenza di una speciale commissione. Così facendo e per mezzo di una tecnica non descritta, una seconda immagine identica all'originale è rimasta impressa sul lenzuolo.

All'interno della chiesa di S. Francesco è presente anche una lapide commemorativa del vescovo posta dal fratello Massimo  che ricorda anche l'incarico che ebbe come segretario del cardinale Federico Borromeo dei Promessi Sposi. Sempre di fianco alla Sindone, un altare con due dipinti, uno vicino all'altro, dimostrano il legame tra la famiglia Borromeo e la Sacra Sindone: il primo ritrae S. Carlo Borromeo in ginocchio davanti ad un altare mentre nel secondo è raffigurato Gesù che guarda un lenzuolo disteso. 

Era il 1578 quando Emanuele Filiberto di Savoia trasferì la Sacra Sindone da Chambery nella nuova capitale Torino per agevolare il pellegrinaggio di S. Carlo Borromeo. Quest'ultimo infatti decise di adempiere al voto fatto durante la pestilenza di Milano e cioè quello di recarsi a piedi fino a Chambery, la città che ospitava la Sacra Sindone. Il viaggio durò quattro giorni e per commemorare l'avvenimento, Emanuele Filiberto fece anche coniare una medaglia particolare.

Tornando a noi, non è molto chiaro del perchè sia stata riprodotta una "fotocopia" della Sacra Sindone. La tradizione vuole che i francescani del convento, gelosi custodi per secoli del sacro lenzuolo, ne volessero uno di appartenenza ecclesiastica considerando che quella posta a Torino era di proprietà dei Savoia e di conseguenza riposta in un luogo sicuro e riservato. Quella conservata nella chiesa di S. Francesco ad Arquata del Tronto è situata in una teca con sotto 100 lumini/candele tante quante erano, secondo una leggenda, quelle che seguivano la Sacra Sindone durante le processioni in occasione di guerre, carestie e siccità.

La Sindone di Arquata viene considerata un estratto dell'originale e non una copia; questo vuol dire che anche se in modo impercettibile, del sudore e del sangue di Cristo sono riposti anche qui. E' sicuramente motivo di grande interesse sia per chi crede che in quel lenzuolo ci siano davvero tracce di Gesù Cristo e quindi spunto di riflessione e meditazione, sia per chi invece crede che il prezioso documento sia "semplicemente" la conferma che qualcuno di davvero importante abbia fatto parte del nostro passato.   

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