Bolognola. La partenza per la valle del Fargno Stampa E-mail
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Da Bolognola - I sentieri dal paese di Bolognola
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 12 Settembre 2009 23:45

ALLA RISCOPERTA DI UNA VALLE DAL FASCINO INASPETTATO: QUELLA DEL FARGNO (difficoltà E)

Un'altra valle decisamente importante e degna di nota è quella del Fargno. Incastonata tra la Costa delle Vetiche e parte della cresta che da Pizzo Tre Vescovi raggiunge il M. Amandola, si sviluppa da Bolognola fino al rifugio del Fargno sotto il quale ha vita il torrente Fiastrone che ci accompagna in questa passeggiata immersi in tanto verde e pareti roccise molto spettacolari e dalle forme bizzarre.

Il sentiero che si percorre, è il N. 311 ed ha inizio dopo il paese di Bolognola imboccando con l'auto la sterrata in corrispondenza del primo tornante lungo la strada che conduce verso Pintura.

Si può proseguire per un bel tratto fino ad un discreto spiazzo dove lasciare la macchina in corrispondenza del quale ci sono anche tavolini per banchettare tranquillamente anche carne alla brace da cuocere nell'apposita area dedicata.

Il sentiero, si snoda lungo una traccia inizialmente inconfondibile visto la sua dimensione: è una strada. Non considerate eventuali scappatoie che si possono incontrare a sinistra; proseguite sempre lungo la via maestra.

Dentro le valli, è praticamente impossibile perdersi anche se capita di non imboccare la via giusta come più avanti spiegherò che comunque porta sempre a destinazione. Il sentiero dopo un bel pò, si restringe decisamente assumendo (finalmente) il tipico aspetto del "viottolo" di montagna: ci si immerge nella fitta vegetazione e si percorre ogni tanto dei tratti che assomigliano a delle ramificazioni del torrente che probabilmente a primavera con lo scioglimento delle nevi, sono pieni d'acqua. Il fiume lo si attraversa più di una volta ma ad Agosto con la bassa portata d'acqua, ci sono ben pochi problemi.

Nonostante il dislivello che in totale raggiunge poco più di 700 metri, 2/3 del percorso è da considerarsi in leggera salita decisamente abordabile a chiunque. E' l'ultimo terzo dove si concentra l'ascesa più dura con il sentiero che sale più repentinamente.

Lo scenario più bello è quando le valle si restringe dando origine ad un passaggio più stretto tra rocce decisamente caratteristiche. Una “incisione” a forma di cuore è praticamente impossibile da non notare. Qui, spesso possono venir giù dal versante sinistro per chi sale, degli smottamenti di neve che si accumulano sul fondo valle ed è facile trovare, ancora ad Agosto, un ghiacciaio che stenta a sciogliersi. Se addirittura si ha l'opportunità di effettuare questa escursione anche prima, ci si può imbattere in dei tunnel sotto la neve creati dal torrente Fiastrone come documentato dalle foto di Diaplon24.

Giunti a questo punto del percorso e cioè dopo il tratto più chiuso della valle del Fargno, il sentiero inizia a farsi più duro. In corrispondenza di una piccola cascatella, la traccia si snoda a destra salendo decisamente ed allontanandosi dal letto del torrente che non dovrete più seguire a meno che....

All'inizio non è che sia proprio visibile ma è l'unica via. Ci sono dei tubi dell'acqua che vi accompagneranno per un po' e vi condurranno nei pressi di un piccola costruzione dalla quale probabilmente le tubature partono per lo smistamento delle acque. Proseguite oltre; il sentiero è ben visibile fino al raggiungimento della strada sterrata che da Pintura conduce al Fargno. Da qui a destra fino al vicinissimo rifugio.

Dicevo....a meno che....

Dal punto in cui dovete salire a destra lungo il sentiero principale, si potrebbe proseguire diritti seguendo il Fiastrone ancora per un po'. Con la voglia di fiancheggiare il torrrrente si può perdere di vista questo "incrocio" per salire lungo la via maestra. Ci si avvicina sempre di più alle sue sorgenti, si raggiunge un'altra graziosa cascatella ma da qui in avanti o si torna indietro oppure si procede fuori sentiero arrampicandosi a destra in direzione della piccola costruzione di cui sopra.

E' un tratto consigliabile a persone un pochino più esperte o quanto meno abituate a qualche tratto dove bisogna arrangiarsi come si può per salire e soprattutto che non soffrano di vertigini. Mi spiego, non ci sono tratti esposti o balzi nel vuoto però se ci si volta, potete trovarvi in soggezione per il pendio del versante della parete che vi trovate a salire. Raggiunta questa “casettina” di cemento, non ci saranno più problemi.

Un colpo d'occhio davvero fenomenale dal piccolo "terrazzamento artificiale" ideale per riposare, ristorarsi e godersi la valle con la consapevolezza di chi sa che non è rimasto molto per il Fargno. Siete praticamente arrivati al termine di una bellissima cavalcata che da Bolognola vi ha portato dritti dritti a quota 1.820 metri in un percorso ombreggiato all'inizio ma decisamente più assolato poi. Non ci sono sorgenti durante il tragitto se non quella che trovate all'inizio ma in fine, l'acqua del torrente, è decisamente fresca e potete attingere in tranquillità (al momento sono ancora vivo....). Scarpe da trekking naturalmente e se impermeabilizzate è ancora meglio. In estate inoltrata probabilmente non troverete difficoltà nell'attraversamento del fiume ma se andate a fine primavera o in autunno, il livello dell'acqua sarà sicuramente maggiore. 

Ah....un'ultima cosa....l'intera escursione è classificata con una difficoltà E ma se non volete arrivare fino alla forcella del Fargno ma fermarvi fino ai balzi rocciosi della stretta valle ed ammirarne tutta la lora bellezza, diventa poco più di una passeggiata adatta a tutti. Attenzione comunque sempre nell'attraversamento del torrente.

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