Piani di Castelluccio: una battaglia memorabile! Stampa E-mail
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Da Castelluccio
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 13 Novembre 2009 17:45

PIAN GRANDE-PIAN PICCOLO-PIAN PERDUTO-L'INGHIOTTITOIO: UN TEMPO C'ERA UN IMMENSO LAGO

Un vasto altopiano circondato da vette imponenti, monopolizza il confine tra Marche ed Umbria con al centro il caratteristico paesino di Castelluccio. Sono i famosi Piani di Castelluccio dalle quale terre viene ricavata la lenticchia famosa in tutta Italia e non solo.

Da circa metà Giugno fino alla metà di Luglio, si può ammirare la splendida fioritura di questi campi con sfumature di colori ogni anno differenti. Un fenomeno davvero speciale che vale la pena sicuramente visitare e se poi ci abbinate anche un'escursione sopra una delle creste che sovrastano l'immensa pianura, rimarrete a bocca aperta per come la Natura, con tanta semplicità, riesce a mostrare così tanta bellezza. La vista dall'alto è una visuale d'insieme davvero eccezionale e la grandiosità di questo fenomeno, per quanto vasto esso sia, è un granellino di sabbia in confronto a tutto ciò che lo circonda.

I Piani di Castelluccio, sono formati da più distese pianeggianti ognuno con uno specifico nome e che nell'insieme formano questo altopiano nel cuore dei Monti Sibillini. Ha una estensione di circa 15 Km2. Inizialmente era una un immenso lago che poi, prosciugandosi, ha lasciato in eredità immensi campi molto fertili. 

Scendendo dalla Forca di Gualdo in direzione di Castelluccio, la prima pianura che si incontra è chiamata il Pian Perduto. Il suo nome si deve alle numerose battaglie che qui si sono svolte tra gli eserciti di Norcia e quelli di Visso per il possesso di queste terre un tempo importantissime per l'attività agricola considerato la scarsità di campi coltivabili in un ambito così montuoso.

In particolare si fa riferimento alla battaglia del Luglio 1522 che mise termine a scontri secolari tra i due eserciti. In un poema scritto da un ignoto pastore letterario nel quale descrive la vita pastorale del luogo, più di seimila soldati di Norcia furono sconfitti da circa 600 soldati di Visso.

Sbizzarrendomi un pochino ho immaginato di vedere gli eserciti uno di fronte all'altro ai piedi di Castelluccio nel tentativo di prevalere per il predominio di questo fazzoletto di terra importante anche dal punto di vista strategico.

Il Pian Perduto ha un'estensione di circa 123 ettari ed è collocato a cavallo tra Marche ed Umbria tra le province di Macerata e Perugia. Si trova comunque quasi interamente in territorio marchigiano fatta eccezione per una piccola porzione più a Sud. E' circondato da un lato dal Monte Lieto con i suoi quasi 2.000 metri di altezza (1.944m) e dall'altro dalle rotondità dei Colli Alti e Bassi, con altezze variabili comprese tra i 1.300 e 1.450 metri e dal Monte Abuzzago la cui altezza è di 1.624 metri. 

La sua superficie è pressochè pianeggiante anche se in realtà presenta un discreta conca chiusa nella quale è presente un caratteristico stagno che si crea in seguito alle piogge ed allo scioglimento delle nevi. La sua dimensione varia a seconda delle precipitazioni che ci sono durante l'arco dell'anno non essendo alimentato da emissari. Nella miniatura a destra, ho scattato una foto alla piccola depressione dalla cima del Monte Lieto (a Novembre) e si notano effettivamente delle piccole pozze d'acqua che probabilmente si uniscono quando le precipitazioni sono abbondanti. Questo specchio lacustre, il secondo dopo il Laghetto presente nel Pian Piccolo, si chiama lo Stagno Rosso ed ha una particolarità importante. Da come ho appreso da diverse fonti, non avendo avuto modo di verificarlo di persona, da Giugno fino a Settembre assume un colore rosso-violaceo per la comparsa di un'alga unicellulare chiamata "Euglena sanguinea". <<< Inizio articolo

Questo fenomeno è stato scoperto per la prima volta in questa depressione carsica del Pian Perduto, il 19 Giugno del 1995 ma era già conosciuto da circa una quarantina di anni in quanto verificatosi ai Pantani di Accumuli per un breve periodo.

La fioritura di questa particolare alga, è nota per aver "colorato" il lago di Tovel in Trentino; l'alga è ancora presente ma non è più sufficientemente numerosa per dare al lago questo particolare colore rossastro dal 1964. Il motivo dell'interruzione del fenomeno sembrerebbe dovuto al fattore inquinamento ed il fatto che sia ricomparso sui Monti Sibillini testimonierebbe proprio la presenza di un ambiente ideale e privo di sostanze inquinanti. Inoltre, questo fenomeno, potrebbe essere legato anche alla presenza del bestiame che usufruisce dello stagno per abbeverarsi. Ci sarebbero infatti dei legami tra le sostanze organiche lasciate dagli animali e la presenza dell'alga che tra l'altro ha una velocità di riproduzione molto veloce. 

Sinceramente, non sono riuscito a trovare delle foto recenti che testimoniano il color rossastro che assume il lago durante il periodo estivo e vista ormai che la bella stagione è decisamente terminata non mi resta che immortalare l'evento il prossimo anno se ancora sarà presente. 

C'è anche una graziosa leggenda legata a questo laghetto rosso: narra di una fata, la più pasticciona quella del colore rosso, che nel dipingere un'arcobaleno fece sgocciolare della vernice rossa sui campi sottostanti. Si formò quindi un lago dal colore rosso visibile solo in circostanze particolari: così come l'arcobaleno può essere visto in condizioni climatiche ben precise, lo stagno tranne che nei mesi estivi, assume il normale aspetto di color verdastro. 

Dopo il Pian Perduto, troviamo il Pian Grande che in pratica è quello che si attraversa proseguendo da Castelluccio verso Norcia. E' di circa 22 Km il suo perimetro e sono circa 1.300 gli ettari che costituiscono questo immenso ed un tempo bacino idrico che poi con il passar del tempo si è svuotato attraverso delle profonde cavità carsiche formatesi nel sottosuolo.

A testimoniare questo fenomeno è l'Inghiottitoio una specie di imbuto profondo una ventina di metri parte terminale di una gigantesca fenditura lunga circa 1.5 Km  chiamata Fosso dei Mergani che attraversa la parte più meridionale del Pian Grande.

Qui, confluiscono in modo naturale, le acque piovane e quelle derivanti dallo scioglimento delle nevi e spariscono nelle profondità del terreno per riemergere all'incirca 900 metri più in basso vicino al paese di Norcia.

Salendo verso Forca di Presta, abbiamo il Pian Piccolo vicino al quale è presente una splendida faggeta, nella quale trovano rifugio anche diversi Lupi, scampata alla deforestazione causata dall'uomo negli anni passati: la Macchia Cavaliera. Un piccolo laghetto arricchisce e non poco l'interesse per questa zona dei Piani di Castelluccio situato in una valle chiamata Dogana per via del fatto che un tempo, era presente una specie di "posto di blocco"; oltrepassarlo significava entrare nello Stato Pontificio e per farlo bisognava pagare un pedaggio. 

L'altopiano di Castelluccio è senza dubbio uno dei luoghi più conosciuti ed importante dell'intero Parco dei Monti Sibillini. Da qui si snodano sentieri che si intrecciano tra loro dando origine a numerose escursioni: dalle più semplici passeggiate a quelle un pò più impegnative; ci si può sbizzarrire alla grande scegliendo ogni volta un percorso diverso e tutte le volte sarà un'emozione diversa. E' un luogo ideale anche per semplici sgambate all'aria aperta in bicicletta con tutta la famiglia per non parlare poi in inverno quando i piani vengono presi d'assalto per ciaspolate e sci di fondo. Insomma ce n'è davvero per tutti i gusti. A voi la scelta. <<< Inizio articolo

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