La Romitoria di S. Lorenzo Stampa E-mail
Share
Da Castelluccio - I sentieri lungo i Piani di Castelluccio
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 13 Novembre 2009 17:50

VICINO FONTE S. LORENZO, I RESTI DELLA LOCANDA ALLA QUALE BUSSO' IL GUERRIN MESCHINO (difficoltà T)

Una semplice ma davvero carina escursione senza fatiche eccessive, ci porta ad effettuare un giro ad anello che da Castelluccio e più precisamente dal Pian Perduto, si snoda verso la caratteristica quanto graziosa Portella del Vao che significa "sentiero incassato per il guado" fino al raggiungimento di quella che probabilmente fu la locanda dove il famigerato ed impavido cavaliere Guerrin Meschino entrò per chiedere informazioni riguardo la fata Sibilla in grado di svelargli le proprie origini.

Non si hanno al momento notizie documentate riguardo quest'eremo situato su di una collinetta appena oltrepassata la rocciosa Portella del Vao lungo quella importante via che dal Pian Perduto si snoda fino a Palazzo Borghese attraverso l'importantissima Strada Imperiale antica via di collegamento commerciale con l'Impero.

Attualmente sono ben visibili dei ruderi che testimoniano la presenza indiscutibile di una piccola costruzione ad opera dell'uomo con pietre ben intagliate e disposte che sembrano delimitarne il perimetro esterno.

E' un'escursione emozionante se immaginiamo di percorrere questo itinerario con la mente proiettata a molti secoli fa quando a farla da padrone erano cavalieri, negromanti e maghi di ogni genere ognuno con il proprio scopo ed il desiderio di raggiungere luoghi magici o infestati da demoni e forze maligne con i quali barattare la propria anima in cambio di una felicità effimera ed ingannevole.

Sopra le orme di questi personaggi che hanno popolato e fatto una parte di storia importante sui Monti Sibillini, oggi calpestiamo questo sentiero che ha inizio da uno dei luoghi più significativi dei Piani di Castelluccio: il Pian Perduto.

Proveniendo da Visso e scendendo verso Castelluccio da Forca di Gualdo, si incontra a destra una piccola cava non più utilizzata appena si inizia la risalita verso il paesino, famoso per la sua lenticchia. Qui si può parcheggiare l'auto; c'è un piccolo spiazzo ricavato ai margini della strada proprio in prossimità della cava. Oppure potete parcheggiare direttamente al paese e poi scendere a piedi come ho fatto io. A questo punto non resta che attraversare la strada asfaltata dove incrocerete una mulattiera che si dirige, proseguendo verso destra, ai piedi di Castelluccio attraversando la valle Piè di Vallone. Dovete proseguire invece verso sinistra dove, dopo poche decine di metri, intersecherete una traccia che si allontana dalla strada per dirigersi verso il centro del Pian Perduto; è questa la via che dovete seguire.

Sulla carta dei sentieri, state percorrendo il sentiero N. 201 ed anche se è ben visibile, inizialmente non è segnalato. Ci si trova nel bel mezzo di quel fazzoletto di terra che è stato testimone di numerosissime battaglie tra gli eserciti di Norcia e quelli di Visso che nel medioevo si contendevano questi fertili terreni. Mentre proseguite, a sinistra c'è un grande recinto all'interno del quale possono trovarsi dei cavalli e se spazziate con la vista più lontano intravederete già la Portella del Vao che dovete raggiungere; si tratta di uno stretto passaggio attraverso delle caratteristiche roccette. Sembrerebbe proprio un luogo adatto al transito di cavalieri erranti come il Guerrin Meschino. Vi confesso che nell'attraversarlo un piccolo brivido mi è corso via lungo la schiena....

Comunque, prima di arrivare a questo passo, la traccia svolta leggermente verso destra per aggirare una piccola collina dopo di che si prosegue in direzione della Portella del Vao scavalcando anche qualche recinzione di filo spinato. <<< Inizio articolo

Non esiste nessun tipo di difficoltà ed il sentiero ora è anche segnalato (ogni tanto) ma non dovete preoccuparvi: impossibile sbagliare quando sapete dove andare. E' tutto alla luce del sole e Castelluccio è sempre là che vi osserva dall'alto del suo colle.

Il sentiero attraversa letteralmente il Pian Perduto con a destra (Castelluccio alle spalle!) i Colli alti e Bassi ed il Monte Abuzzago dietro al quale c'è la Capanna Ghezzi che raggiungerete più tardi ed a sinistra i quasi 2.000 del Monte Lieto. Giunti a questo davvero particolare e grazioso passo, si spalanca avanti a voi una bellissima quanto piccola pianura sulla quale spicca un basso promontorio proprio avanti a voi. Già da lontano si possono intravedere alcune pietre sopra di esso a testimonianza di una antica costruzione. Il sentiero lo costeggia sul lato destro per giungere in pochissimo tempo alla fonte di S. Lorenzo. Non dovete far altro che salire dove volete per osservare i ruderi di questo antichissimo eremo al quale il Guerrin Meschino probabilmente fece visita.

Il tempo qui si è davvero fermato. Certamente non riusciamo ad immaginare l'atmosfera di quei tempi così difficili ma è sicuro che dimorare in un piccolo eremo in questo sperduto ed affascinante luogo fa venir la pelle d'oca quando il buio inizia a prendere il sopravvento sulla luce e le ombre delle maestose montagne iniziano a giganteggiare come fossero vive....

L'escursione prosegue lungo la sterrata che proviene da Madonna della Cona ed in men che non si dica vi ritroverete alla fonte di S. Lorenzo luogo di partenza anche per il lago di Pilato. Da qui in avanti, proseguendo in direzione di un piccolo casaletto, vi aspetta un breve tratto con una salita non trascendentale all'interno della macchia di S. Lorenzo. Un'altra fontana con una croce che ricorda l'apparizione della Madonna nel 1971 a Marisa Rossi in presenza del futuro vescovo Claudio Gatti, indica che la direzione è quella giusta.

La traccia prosegue al di sotto della croce e si immerge dentro la faggeta. Ce n'è anche un'altra che si snoda invece sopra la croce (mai fatta) e dovrebbe comunque condurvi ugualmente alla Capanna Ghezzi vostro prossimo punto di arrivo. Usciti dal bosco sarà subito visibile il rifugio con il Cordone del Vettore impareggiabile protagonista.

Non vi resta che ridiscendere per la carrareccia decisamente maltrattata da pioggia e neve per ritornare a Castelluccio e raggiungere la vostra auto. Sulla carta dei sentieri è segnalata con il N. 203. Se avete parcheggiato alla piccola cava, poco prima di raggiungere la strada asfaltata, c'è una evidente mulattiera che fiancheggia tutto il paese di Castelluccio verso destra. Avete già percorso la parte terminale di questa stradina proprio all'inizio dell'escursione. 

Oppure da Capanna Ghezzi avete un'alternativa: proseguire per il lago di Pilato e scendere da Forca di Presta.....ma questa è un'altra storia e soprattutto è decisamente troppo ma.......non impossibile..... 

Durante questa carinissiama escursione, vi imbatterete in almeno quattro fonti ben distribuite per rifornirvi di acqua; volendo potete anche non portarvi nulla da bere. Alla fonte S. Lorenzo ce ne sono due, una a Capanna Ghezzi ed un altro paio a destra mentre scendete verso Castelluccio. Soltanto il breve tratto all'interno della macchia di S. Lorenzo è all'ombra; il resto è tutto a sole. Buon divertimento!!! <<< Inizio articolo

<<< Torna ai Sentieri dai Piani di Castelluccio  Torna alla Home Piani Castelluccio  Home