Dal Pian Perduto per la Val Canatra e Poggio di Croce Stampa E-mail
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Da Castelluccio - I sentieri lungo i Piani di Castelluccio
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 27 Novembre 2009 00:45

UN ANELLO AFFASCINANTE CON UNA PROSPETTIVA DEI SIBILLINI DAVVERO ECCEZIONALE E CASTELLUCCIO POI...E LA VALLE DI NORCIA....(difficoltà E)

Proveniendo da Visso e scendendo quindi da Madonna della Cona proprio nel bel mezzo del Pian Perduto poco prima di iniziare a risalire verso Castelluccio, è presente a destra una piccola cava abbandonata dove poter parcheggiare l'auto ed iniziare questa davvero entusiasmante escursione non particolarmente difficile ma comunque degna di una certa predisposizione alla camminata.

Il sentiero si snoda, dal punto in cui avete parcheggiato, verso destra. Impossibile sbagliare, c'è una evidente stradina tra i prati-campi che si dirige dritta dritta alle pendici del Monte Lieto per poi svoltare con decisione verso sinistra dopo qualche centinaia di metri inoltrandosi verso la piccola ma bellissima Val Canatra.

Sulla cartina dei sentieri, questo breve tratto è segnalato con un tratteggio e si ricongiunge con il Sentiero Italia (SI), inizialmente una strada che proviene da Castelluccio, in prossimità della fonte Val Canatra. Già da qui il Porche, Palazzo Borghese, Forca Viola e la repentina ascesa verso Quarto S. Lorenzo si mostrano i tutta la loro bellezza ma questo è nulla rispetto a ciò che scoprirete una volta risaliti  all'interno della Coste i Valloni fino a scoprire immensi pascoli e vedute inedite che non avreste mai immaginato.

Giunti in prossimità della fonte (in realtà ce ne sono due di cui una all'interno di un recinto), si prosegue lungo l'evidentissima strada verso destra che segue l'andamento naturale della Val Canatra tra il Monte Veletta ed il Monte Lieto. Il sentiero non è segnalato con le consuete bandierine rosse e bianche, anzi, proprio non ne troverete nemmeno una ma ci sono ogni tanto degli evidenti pallini gialli. Comunque è praticamente una bella carreggiata quindi non ci si può confondere.

L'unico punto in cui bisogna far attenzione per centrare la direzione giusta è quando sopraggiungierete ad un evidente slargo dove bisogna iniziare la salita all'interno del canalone chiamato Coste I Valloni proseguendo verso sinistra. Il sentiero infatti a quota 1.486 circa, si divide e proseguendo diritti si raggiunge la sella tra il Monte Lieto ed il Monte delle Rose. Un itinerario questo che descriverò nell'apposita sezione relativa al Monte Lieto appunto.

Comunqe ci sono dei punti di riferimento per non sbagliare ma non è difficile state tranquilli; il primo è un'evidentissimo "segnale stradale" azzurro tanto evidente quanto orribile che potrebbe essere tranquillamente tolto visto la sua inutilità. Ci informa di un piano di sviluppo rurale tra il 2000 ed il 2006.  Il secondo punto di riferimento sono le meno invasive segnalazioni gialle poste su di una pietra proprio lungo il nostro cammino a sinistra. Una freccia un pò sbiadita ci indica la direzione da prendere. Non vi resta che risalire il canalone con il Monte Lieto alle spalle.

La pendenza aumenta un pò ma è decisamente abordabile e per nulla complicata. L'importante è salire prendendosi tutto il tempo necessario con le giuste pause. Attraverso questo  bosco a tratti così....silenzioso, questa escursione relativamente semplice ma molto gratificante dal punto di vista paesaggistico, prosegue lungo una traccia che diventa una bella stradina al termine della salita. Il bel sentiero sopra il quale ora poggiate i vostri piedi, girandovi alle spalle, si infila dentro il bosco e percorrendolo vi riporta a Castelluccio terminando anticipatamente l'uscita ma se non volete perdervi delle straordinarie vedute è meglio non considerare questa eventualità e procedere.

Da qui in avanti si esce definitivamente dalla macchia (se non ritornare sotto le affettuose "braccia" degli alberi per un brevissimo tratto poco più avanti). Si prosegue i tutta tranquillità e sicurezza; il sentiero "spiana" decisamente fino ad giungere in prossimità della sella tra il Monte Rosa e l'anteprima della cima di Poggio di Croce. Qui ragazzi, fermatevi un pò e fatevi un giro a 360 gradi per ammirare la bellezza di questo luogo. <<< Inizio articolo

Alle imponenti vette dei Monti Azzurri si contrappongono quelle più dolci del versante umbro anche se la croce del Monte Patino domina incontrastata da lassù in alto questo splendido angolo dalle mille sorprese. Evidente il percorso da intraprendere per raggiungere la sua vetta conquistando prima il Monte delle Rose e quindi attraversando la forcella di Giuda...ma questa è un'altra storia che non vedo l'ora di raccontare. Facendo qualche passo in avanti si scopre Norcia con la deliziosa valle di Ancarano e gli occhi spaziano ancora più lontano fino ai monti reatini con visuale sul Terminillo. Spettacolare.

Sicuramente avrete già notato il GAS (Grande Anello dei Sibillini) che transita proprio in questo punto con le segnalazioni bianche e rosse sui consueti paletti di legno. A questo punto avete un paio di opzioni per ritornare a Castelluccio; potete evitare di salire verso Poggio di Croce percorrendo il GAS verso sinistra (in direzione opposta alla croce del Monte Patino), raggiungere un crocevia pieno di frecce segnaletiche e continuare di nuovo a sinistra congiungendovi in breve tempo con una carrareccia che in tutta tranquillità vi riconduce al punto di partenza; oppure potete iniziare l'ascesa per Poggio di Croce proseguendo sempre in direzione sinistra quasi parallelamente al GAS. Si raggiunge una prima cima alta circa 1.800 metri e volgendo lo sguardo veso il la possente cresta che conduce al M. porche, ecco spuntare anche la sagoma inconfondibile della Priora. Avanti a voi invece è il Pian Grande a lasciarvi a bocca aperta con l'imponente Fosso dei Mergani, la caratteristica "ferita" che convoglia le acque all'interno dell'Inghiottitoio.

Da qui si scende all'interno di una piccola sella per risalire questa volta in cima a Poggio di Croce dove ad attendervi ci sarà un bell'ometto di pietra. Sulla sinistra c'è anche un sentierino ma è più divertente tirare "dritto per dritto no?? Arrivati in cima, una splendida visuale di Castelluccio, dei suoi immensi piani e del massiccio del Vettore sarà lì ad attendervi per mostrarsi in tutta la sua bellezza. E' davvero tutto molto molto bello.

La discesa ora avviene attraversando la Coste le Prate  dirigendosi a sinistra con i Piani di Castelluccio di fronte. Si scende un pò e si risale per raggiungere un'altra piccola cima dopo di che inizia la discesa vera e propria in direzione di Castelluccio. Il sentiero non esiste nel senso che si percorre un tratto di cresta segnalato inizialmente con un paio di omini di pietra; sulla cartina dei sentieri è il N. 31 indicato con un tratteggio. Vi condurrà sulla carrareccia (sentiero SI) che fiancheggia il Poggio di Croce per ritornare al punto di partenza.

E' davvero una bellissima escursione; raccomandazioni particolari non ce ne sono. Dopo una prima parte in ombra, l'altra metà del percorso è tutto a sole. Le fonti d'acqua le trovate poco dopo l'inizio della passeggiata ed anche se non è molto faticosa, l'escursine non si può definire certamente tra le più corte perciò l'acqua di scorta non guasta mai. La difficoltà E sta soprattutto nella lunghezza del tracciato e se salite a Poggio di Croce. Se desiderate aggirarlo percorrendo il GAS come descritto, la difficoltà scende un pò ma resta il fatto che ci vuole, come detto all'inizio, una predisposizione alla camminata. Spero di essere stato abbastanza esauriente. Ci si incontra per le terre selvagge...... <<< Inizio articolo

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