L'anello della Macchia Cavaliera Stampa E-mail
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Da Castelluccio - I sentieri lungo i Piani di Castelluccio
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Martedì 26 Ottobre 2010 18:50

DA FORCA DI PRESTA UN LUNGO ANELLO INTORNO AD UN BOSCO MOLTO ANTICO A RIDOSSO DEL PIAN PICCOLO: LA MACCHIA CAVALIERA (difficoltà E)

La difficoltà E attribuito a questo percorso non è certamente dovuto al dislivello da superare che è davvero esiguo ma dal fatto che il sentiero non è sempre segnalato e soprattutto perchè l'escursione è abbastanza lunga il che, pur presentandosi molto semplice, comporta una certa predisposizione alla camminata.

E' un lungo anello che si sviluppa dapprima su di una docile cresta (sentiero N. 29) che unisce tre cime di certo non irresistibili sopra la Macchia Cavaliera: M. Forciglieta, M. Pelliciara e M. Macchialta . Quest'ultimo risulta essere il più alto della piccola catena con i suoi 1.750 metri di altitudine; poi inizia la semplice discesa verso il rifugio Colle le Cese posto praticamente a metà dell'escursione (attraverso il GAS).

Infine si scende al di sotto della Macchia Cavaliera percorrendo il sentiero N. 207 che attraversa una zona denominata Dogana e che riconduce al punto di partenza passando ai margini del Pian Piccolo. Non per caso questa zona riporta il nome di Dogana; un tempo infatti rappresentava il limite oltre il quale si accedeva alle terre dello Stato Pontificio e bisognava pagare un dazio per entrarvi. 

Parcheggiata l'auto in prossimità del rifugio degli Alpini a Forca di Presta, si inizia a percorrere il  sentiero/sterrata che sale leggermente a destra difronte al rifugio e che si snoda al di sopra della strada bianca principale che prosegue più in basso. Quest'ultima rappresenta una parte del GAS lungo il quale corre anche quello che doveva essere il "Sentiero per tutti" un percorso di 3 Km circa fino ad un Belvedere adatto anche a persone con difficoltà motorie. Dico "doveva essere" perchè allo stato attuale è praticamente inutilizzabile per via di un fondo che non consente il transito con carrozzine o altro e questo è un vero peccato.

Il sentiero intrapreso è evidentissimo fino al raggiungimento dell'ampia cresta prativa; la si raggiunge in poco tempo aggirando il dolce M. Forciglieta che, durante questo breve tratto iniziale, vi siete lasciati alla vostra destra. Il panorama è di notevole interesse con la Macchia Cavaliera proprio sotto i vostri piedi ed il Pian Piccolo e la zona della Dogana ad indicarvi già la via del ritorno. Non manca naturalmente lo splendido massiccio del Vettore con in risalto il trafficato sentiero che da Forca di Presta si inerpica fino allo Zilioli. 

Giunti a questo punto e gustato il panorama, si inizia a percorrere la semplice cresta verso sinistra lasciandosi alle spalle il Monte Vettore e a destra la Macchia Cavaliera; niente di impegnativo: una leggera salita vi condurrà sul Monte Pellicciara a quota 1.687 metri dopo di che, una bella discesa vi porta fino alla sella tra quest'ultimo ed il Monte Macchialta. E' il punto più vicino con il parallelo GAS che si snoda sotto di voi a sinistra. Osservando invece verso la Macchia Cavaliera a destra, si nota un sentiero che più avanti penetra nel bosco. Questa traccia è indicata sulla carta topografica anche se non riporta nessun numero di riferimento; fiancheggia tutto il bosco fino al punto di attraversarne un pezzettino per poi ricollegarsi con il GAS. Possiamo considerarla come una variante del sentiero di cresta N. 29 che state percorrendo. <<< Inizio articolo 

Arriva ora il tratto più "impegnativo" dell'intera escursione: raggiungere la vetta del Monte Macchialta tirando dritto per dritto sui prati senza un sentiero apparente. E' un dislivello di circa 150 metri che sicuramente non desterà nessuna preoccupazione. Ad attendervi ci sarà un omino di pietra mentre la Macchia Cavaliera sembra una immensa "lingua verde" che si propaga verso la sottostante piana della Dogana e del Pian Perduto. 

Giunti a questo punto non vi resta che scendere in direzione Ovest (verso destra) su ampi prati dove in breve vi ricongiungerete con l'evidente e segnalato sentiero del Grande Anello che potete percorrere tranquillamente fino al rifugio di Colle le Cese. In realtà il sentiero N. 29 continua più in alto dopo aver condiviso un piccolo tratto con il GAS ricollegandosi con lo stesso poco più avanti. Si continua su di un'ampia cresta prativa dopo di che, quando lo riterrete più opportuno, dovete scendere diagonalmente verso sinistra per raggiungere la strada che sicuramente avrete già intravisto. Potete seguire ora le indicazioni del GAS (leggermente sopra la sterrata che corre a sinistra sotto di voi) o se preferite percorrere proprio la strada. 

Il rifugio di Colle le Cese è un ottimo punto di riferimento e ristoro posto a metà dell'escursione. Calcolando bene i tempi potete ristorarvi con tranquillità e rilassatezza assoluta gustando delle ottime pietanze con un bel pranzetto. Manca ancora un bel pò di strada da per raggiungere le auto ma non ci sono difficoltà di nessun genere tranne un piccolo strappetto di poco conto proprio verso la fine per raggiungere Forca di Presta. Con questo presupposto posso assicurarvi che il pranzo è davvero un toccasana.

Dopo essersi ripresi dall'eventuale abbuffata e, a pancia piena, ci si rimette in marcia lungo il sentiero N. 207 (praticamente una strada) che corre adiacente all'edificio. Si scende in una sorta di zig-zag dentro una piccola macchia fin quasi a raggiungere la fonte del Vescovo che troverete un pò distante a sinistra con ben 14 abbeveratoi di cemento. Compaiono ogni tanto anche le bandierine del CAI.

Dopo la fonte, molto caratteristici sono il Silos Amati ed il Laghetto che assomiglia più ad un piccolo stagno acquitrinoso con le sponde alquanto melmose perciò prudenza nell'avvicinarvi. E' un bacino che raccoglie in pratica le acque provenienti  dai costoni circostanti che racchiudono questa valle; sia il Laghetto che il Silos li troverete alla vostra sinistra. Si prosegue su prati dove la vista dell'intera Macchia Cavaliera è davvero molto suggestiva unita alla cresta percorsa all'andata.

Un'altra bella ed all'apparenza recente fontana dal nome molto particolare, vi attenderà più avanti: fonte Lu stazzu de lu Magu. Invitante è il luogo per un'altra pausa-spuntino e godersi la tranquillità di questo angolino davvero speciale e non molto frequentato se non da qualche mountain-bike che subito si dilegua. Il massiccio del Vettore, con le cime di Punta di Prato Pulito e Cima del Lago, svetta di fronte a voi insieme al particolarissimo Scoglio dell'Aquila. E' tutto molto bello.

Proseguendo lungo il sentiero che si snoda poco sotto la fonte, si giunge in breve, dopo una ventina di minuti, alle porte del Pian Piccolo dove non è escluso trovare ragazzi che praticano l'aquilonismo da trazione; si tratta in pratica di un aquilone manovrabile di grandi dimensioni che grazie alla sua estesa superficie velica offre una notevole spinta in grado di trainare persone con pattini o skateboard ai piedi. Da qui in avanti vi conviene tagliare verso destra in qualsiasi momento senza seguire la traccia sull'erba per riprendere poi  il sentiero che vi condurrà al casotto Amati altrimenti vi allontanerete troppo dalle auto.

Raggiunto quindi i ruderi del casale si prosegue poco dopo a destra abbandonando la stradina che stavamo calpestando. E' questo l'ultimo tratto di salita all'interno de Il Vallone che si snoda sotto la strada asfaltata e che vi condurrà fino a Forca di Presta.

E' una bella e semplice escursione anche se un pò lunga; non ci sono tratti ombreggiati e quindi c'è bisogno di cappello e crema solare in giornate particolarmente soleggiate. Abbondanti scorte d'acqua non sono necessarie anche se la prima metà dell'escursione fino al rifugio di Colle le Cese non si incontrano fonti ma la fatica non è certo trascendentale. Per l'altra metà invece abbiamo a disposizione almeno due fontane senza considerare poi che al rifugio potete rifocillarvi a volontà. <<< Inizio articolo 

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