La mia prima volta con i lupi Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da S. Liberato
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 02 Novembre 2009 18:00

EMOZIONANTE RITORNO A P.ZO META VENT'ANNI DOPO!! SPLENDIDO INCONTRO CON TRE LUPI !

Era esattamente il 23 Luglio 1989 la prima e ultima volta che ero salito sulla cresta che conduce a Punta di Ragnolo e Pizzo Meta, poco più di ventanni fa. Non ancora diciottenne, tracorsi una splendida giornata sui prati di S. Liberato con un numeroso gruppetto di  amici con il quale ho vissuto probabilmente il periodo più bello e spensierato. Ricordo tutto come fosse ieri: dalla mattina fino a sera ci divertimmo a scorrazzare per lungo e largo sopra quei prati. Al tempo ci bastava un pallone ed eravamo tutti felici.

Poi la decisione di avventurarci lassù in cima, in cresta senza troppo pensare. Andammo su, "dritto per dritto" senza preoccuparci di sentieri e vie da seguire con la spensieratezza e l'ingenuità dell'età adolescenziale. Non che ora sia cambiato più di tanto e sinceramente non mi dispiace.

Più di una ventina di ragazzi e ragazze che affollavano la montagna; e si la montagna perchè Pizzo Meta, Punta di Ragnlo Punta di Chioggia non sapevamo nemmeno cosa fossero...per noi era davvero bello stare semplicemente lassù in vetta tutti insieme....Ciò che mi rimase molto impresso fu la quantità industriale di mariole o coccinelle presenti in cresta; erano praticamente dapertutto, impossibile non calpestarle poverine ce n'erano talmente tante che non sapevamo in certi punti dove poggiare i piedi.

Nella foto grande siamo io e le mie due sorelle: Laura, al centro, e Silvia. Ma che bellissima giornata abbiamo trascorso e per fortuna che certi ricordi non si cancellano con il trascorrere del tempo...anzi!! Non avrei mai immaginato di ricordare quel giorno in questo spazio. E' un tuffo piacevolissimo nel passato ed ora mi sono ritrovato di nuovo a calpestare le mie impronte con venti anni in più sopra le spalle. Poco male ragazzi, gli anni passano ma l'importante è che lo spirito rimanga sempre giovane....!!!

E così, dopo le tante escursioni sopra quota 2.000 con la fatica che in certi momenti si faceva veramente sentire, l'occasione per rilassarsi un pò arriva domenica 25 Ottobre. La decisione di tornare nei paraggi di Pizzo Meta ventanni dopo, era da un bel pezzetto che mi balenava in testa ma causa un tempo decisamente avverso per quindici giorni abbondanti con addirittura la prima neve sui Monti Azzurri, mi aveva portato a rimandare ogni volta.

Inoltre, con il ritorno all'ora solare, si fa notte prima e perciò, per tagliare la testa al toro, preferivo una escursione più breve ma allo stesso tempo speravo fosse ricca di spunti e panorami davvero speciali. Alla fine è stato proprio così anche se quello che conta per me è sempre il fatto di condividere il piacere della compagnia immersi nella natura con chi riesce ad intervenire alle mie escursioni. Ma questa è stata davvero una straordinaria escursione per i suoi contenuti nonostante l'altitudine di appena 1.600 metri ed uno sforzo fisico pressochè nullo che ha amplificato ancor di più il gusto di assaporare una fantastica giornata in montagna. <<< Inizio articolo

L'orario della partenza non è poi così traumatico: ci troviamo alle 8:30 al solito punto di ritrovo alla frazione di Piediripa; siamo io, Giampiero, mia sorella Silvia ed Aldo. Al convento di S. Liberato ad attenderci c'è anche Beniamino. E via, puntualmente si parte. 

Giunti sui prati al di sopra del santuario, lo scenario non è il massimo: un'immensa distesa di nebbia e nuvole ci preclude la vista in ogni direzione e la speranza è quella che si dissolva presto con il trascorrere dei minuti. Nel frattempo con questa speranza nel cuore, ci incamminiamo lungo il tracciatissimo Grande Anello dei Sibillini per raggiungere la meta....ah scusate....Pizzo Meta....

Dopo qualche centinaio di metri, ci rendiamo subito conto che la giornata è davvero propizia e che le nuvole considerate nostre acerrime nemiche fin dall'inizio, ora invece potranno essere le nostre migliori alleate per regalarci  suggestivi e svariati panorami.

In un'oretta circa giungiamo in vetta a Pizzo Meta ma ciò che ci emoziona prima, è davvero straordinario. Tutto ci aspettavamo tranne d'incontrare tre splendidi lupi che ci attraversano avanti a circa trecento metri di distanza. E' Silvia, mia sorella, ad accorgersi per prima di qualcosa di strano che si muove e che si confonde con il color marrone del terreno. "....E' un lupo è un lupo" esclamiamo...e via una raffica di scatti fotografici degni della più famosa star mondiale. Beniamino si accascia ed in men che non si dica tira fuori tutto il suo arsenale fotografico a tempo di record; Aldo fa altrettanto.

Il lupo, come incuriosito, si ferma per un attimo per controllare e poi, via con andatura sicura e senza sbavature. E non finisce qui perchè quasi immediatamente dietro, eccone altri due che seguono le stesse orme del primo.

Un breve minuto per una lunghissima emozione che ha arricchito e non poco questa seplicissima escursione. "In certi casi non sai se immortalare il tutto con fotografie o goderti in pieno e fino in fondo lo spettacolo per imprimerlo bene in testa...." Parole sante di Giampiero. Diciamo che siamo stati fortunati perchè abbiamo avuto l'occasione di fare entrambi le cose. Si sono dileguati poi all'interno del Fosso di Meta e chissà per quale altra destinazione. <<< Inizio articolo

Ripensando a questa esperienza davvero importante, iniziamo la breve arrampicata alla conquista della vetta e, guardandoci attorno, non ci sembra vero ciò che si osserva; la nebbia è magicamente sparita e le nuvole sotto di noi formano tante piccole pecorelle che sembrano volteggiare in aria.

I piccoli paesi ai nostri piedi appaiono e scompaiono come per magia mentre alle nostre spalle i Monti Azzurri si lasciano ammirare con le loro vette che emergono come iceberg da un mare bianco che sommerge invece le straordinarie valli.

Il panorama cambia ogni secondo così come la luminosità quando il sole si cela ogni tanto dietro leggeri strati nubi che ne attutiscono anche, e non poco, il calore. Restiamo in vetta per circa un'ora sgranocchiando qualcosa sotto i denti, facendo prove di orientamento e soprattutto godendoci questo momento davvero speciale. La fatica fin qui è stata praticamente nulla mentre la soddisfazione è stata grandiosa.

Il ritorno ci porta a cavalcare la cresta per Punta del Ragnolo che raggiungiamo in breve tempo percorrendo i prati sopra il bosco di Fosso di Meta. Le nuvole continuano a sbizzarrirsi nel dipingere un quadro dai mille colori; l'autunno fa il suo splendido lavoro ed i boschi rilasciano sfumature davvero fatate.

L'auto è ormai quasi a portata di mano. E' stata un'escursione breve ma molto intensa; sono quasi le due quando ci rimettiamo in macchina pregustando un caffè al bar del santuario di S. Liberato offerto dall'impareggiabile Giampiero.

Un pensiero mi balena in testa: questa volta ragazzi vi ho risparmiati ma.....non è che poi vi abituate troppo a queste splendide passeggiatine senza troppo impegno.....??? Quando l'occasione sarà propizia qualche "dritto per dritto" non ve lo toglie nessuno......Lo so che ne sentite già la mancanza.....A presto nelle terre selvagge..... <<< Inizio articolo

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