Aspettando il vero inverno... Stampa E-mail
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Cronache - Cronache da S. Liberato
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 06 Gennaio 2010 15:35

A PIZZO META E SASSOTETTO UNA PICCOLA CIASPOLATA IMPROVVISATA IN SOLITARIA

Le feste ormai sono tutte quante alle spalle; resta solo l'Epifania (che come si dice, se le porta tutte via). Un giorno infrasettimanale che comunque spezza piacevolmente la settimana alleggerendo la prima di questo 2010 che inizia con una felice sorpresa. Il freddo è ricomparso (piacevolmente!) dopo un fine anno quasi "estivo" ma non è stato sufficiente per apportare abbondanti nevicate sui nostri Sibillini e questo un pò sinceramente mi preocupa. Speriamo nei giorni futuri.

Armato di molto ottimismo e...di ciaspole, il giorno che precede l'arrivo della Befana in molte piazze delle città, mi dirigo verso Sarnano per un giretto esplorativo ignaro di conoscere cosa mi aspettasse. Di sicuro non una montagna di neve ma almeno quella per affrontare una passeggiatina all'aria aperta in vetta a Pizzo Meta con il piacere delle racchette sotto i piedi e dei fiocchi sopra la testa.

E già, queste benedette ciaspole, regalo inaspettato di due carissimi amici, Emanuele e Francesca, che da Natale stanno ancora appese al chiodo in attesa di una decente nevicata che stenta davvero ad arrivare. E così se la neve non arriva cerco di andarla a trovare e se possibile senza far troppa strada e in una zona decisamente tranquilla. Certo che di questi tempi forse sto pretendendo troppo ma non si sa mai; in finale farò l'ennesima rilassante passeggiata che non mi stanca mai.

Con l'escursione alle Lame Rosse, che lasciava sperare ad un inverno come si deve, si era aperta la stagione invernale ma la neve così, come era arrivata (anche a quote relativamente basse), si è sciolta nel giro di pochi giorni. Difficile trovarla in questo inizio dell'anno sotto i 1500 metri. Probabilmente ai Piani di Castelluccio il manto nevoso ci sarebbe stato sicuramente ma non avevo voglia di fare così tanta strada.

L'arrivo a Sarnano non infonde certamente euforia di nessun genere; desolatamente priva di qualsiasi traccia "bianca" l'impressione che ho è quella che per raggiungere quota neve, debba salire molto più in alto dei 1600 metri che offrono queste stupende montagne a ridosso della piccola cittadiana turistica. Una cosa per volta....intanto iniziamo a salire verso gli impianti da sci di Sassotetto poi vedremo.

Qualche tetto imbiancato si intravede a Piobbico, mentre lungo una strada totalmente sgombra, qualche timida macchia biancata iniza a far capolinea. Il tempo è grigio e nebbioso e la temperatura non è certo polare. Ci sono 2 gradi a quota mille e qualche goccia di pioggia inizia a picchiare sul parabrezza.

Con lo sguardo spazio sopra i boschi più in alto; sono imbiancati ma non riesco ad intravedere ancora le piste da sci per rendermi conto di quanta neve ci sia. Qualche chilometro più avanti ed ecco che lo scenario inizia a cambiare radicalmente. E' certo che ormai non manca molto per giungere alla Maddalena ma inizio ad intravedere la concreta possibilità di sbizzarrirmi sui prati innevati alle pendici di Pizzo Meta. Tutti desolatamente chiusi purtroppo gli impianti da sci. Il manto nevoso non è sufficiente lungo le pendici del Monte Sassotetto ma è certo che è largamente abbondante per permettere ai genitori di far divertire alla grande i figli che approfittano di ogni sorta di discesa per salire in sella al proprio slittino. Parcheggio, ciaspole sotto i piedi, guanti, cappello, piccolo zaino, bastoncini e via si parte.

Raggiungo la vetta di Pizzo Meta in 25 minuti e nel mezzo tanta, tanta tranquillità e rilassatezza. Il silenzio domina incontrastato interrotto da qualche timida auto che fa dietro-front nell'osservare gli impianti di risalita immobili, come congelati. Alle 9:15 non c'è nessuno: le famigliole di cui ho parlato sopra, arriveranno più tardi. <<< Inizio articolo

Una sensazione di piacevole solitudine dove la bellezza della Natura ti entra dentro più che in ogni altra occasione. Mentre inizio la salita per raggiungere la vetta, mi volto indietro e posso solo immaginare in che direzione si trova il Pizzo della Regina. Una spessa coltre nuvolosa, non permette di spaziare molto con lo sguardo ed in certi momenti è già tanto che riesca a vedere il vicino Sassotetto. Comunque è sempre un bello spettacolo. Mi trovo come "schiacciato" tra due pagine di un libro: un primo strato di nebbia e nuvole ogni tanto sale dal basso avvolgendomi con il suo lenzuolo freddo ed umido mentre dall'alto le altre inarrivabili nubi iniziano a far scendere delicati fiocchi che volteggiano leggiadri in aria.

Raggiunta la croce, qualche piccola raffica di vento era lì paziente ad aspettare il mio arrivo come a darmi il benvenuto. Su questo balcone mi siedo a contemplare l'mmensità che ho di fronte e chissà quanti occhi indeiscreti dal bosco di fosso di Meta già avranno notato la mia presenza. Impronte di lupi che si dirigevano al suo interno le avevo notate prima dell'ascesa. Mi ritorna in mente lo splendido incontro avvenuto proprio qui con questi ammirevoli animali circa due mesi fa. Un'emozione che non scorderò mai.

Le nuvole basse, vanno e vengono in una sorta di balletto divertente e dopo la discesa da Pizzo Meta, percorro un tratto del GAS sopra questi invitanti prati ricoperti di neve fresca. In certi punti la furia del vento l'ha accumulata fino a metà stinco in altri invece raggiunge a malappena la cavaglia. I fiocchi aumentano di intensità e grandezza ed un nuvolone nero sopra la mia testa sembra quasi spegnere la luce. Si fa improvvisamente più scuro, quasi buio il vento si alza notevolmente ed i ticchettii dei fiocchi che colpiscono il mio giubbotto è una gradevole compagnia in questa "landa desolata". Proseguo un altro pò in direzione di Punta di Ragnolo consapevole comunque che non sarà un'altro obbiettivo della giornata.

Torno alla macchina tra lontani schiamazzi ed urla di bambini intenti a scorrazzare su e giù per i prati della Maddalena. Una piacevole impressione che per un'istante mi ha fatto tornare bambino, sommerso dai ricordi dell'infanzia. Avanti a me ora il Monte Sassotetto che raggiungo, anche in questo caso, in venticinque minuti percorrendo la strada che conduce in cima agli impianti di risalita. C'è decisamente più neve su questo versante; si fa più fatica anche se le ciaspole in questo caso fanno davvero la differenza. Un peccato davvero osservare gli impianti spenti in questo periodo dell'anno, trasmettono un pò di tristezza.

Non mi soffermo molto in cima al Sassotetto sotto il ripetitore che sembra il padrone di casa; giusto il tempo di un piccolo spuntino per ripartire quasi immediatamente a causa di un forte vento che si è alzato all'improvviso. A differenza della "brezza" a Pizzo Meta, questo è nettamente più forte e sembra addirittura parlare attraverso i sibili che emette nell'attraversare gli alti gelidi tralicci delle antenne. Un lamento costante e continuo che mi accompagna per un pò durante la mia discesa. 

Le raffiche di vento non cessano, come pensavo, abbassandomi rapidamente di quota; ormai tutto il versante del Sassotetto è sferzato da quest'aria gelida che non risparmia nessuno. Mi sembra di camminare con il freno a mano tirato quando ce l'ho contro e con l'acceleratore pigiato quando invece mi spinge alle spalle. E' davvero forte e non vedo l'ora di giungere alla macchina. Per di più ci si mette anche la pioggia; avete capito bene, la pioggia e la cosa mi ha stupito un bel pò. I ragazzini, ignari di tutto, continuano a divertirsi come matti mentre è divertente osservare come i genitori li tengono d'occhio indirizziti più che mai con la voglia forse di tornarsene al più presto al calduccio. 

I vetri dell'auto si appannano immediatamente, metto in moto e non vedo l'ora che si scaldi un pò. Mi avvio in strada e alle 13:40 sono a casa pensando già "a quando la prossima volta?" Poi, faccio mente locale: se tutto va bene, sarà molto presto; tra poco inizierò un corso relativo alle escursioni su ambiente innevato dove si prevedono almeno cinque uscite. Speriamo bene e che tutto sia confermato e soprattutto che ci sia la NEVEEEEEEEEEEEE!!!!!!!! <<< Inizio articolo

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