S. Liberato. Un anello...da improvvisare un pò.. Stampa E-mail
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Da S. Liberato/Sarnano - I sentieri da S. Liberato/Sarnano
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 30 Settembre 2009 23:10

L'ANELLO DI S. LIBERATO: UNA "STRANA" ESCURSIONE CHE HA INIZIO LUNGO LA STRADA PER L'EREMO DI SOFFIANO (difficoltà E)

Quando si parla di escursioni, forse siamo abituati a passeggiate ad alta quota o attraverso gole e forre suggestive, ma l'anello di S. Liberato non ha nulla a che vedere con questo ma nonostante tutto offre una bella veduta su Pizzo Meta e Punta del Ragnolo nonchè passaggi su splendidi pascoli sulle piane di S. Liberato dai quali gli occhi possono spazziare giù giù fino al mare nelle giornate più limpide.

Innanzitutto c'è da dire che questo percorso ad "anello" potrebbe risultare deludente  per via di segnalazioni un pò vaghe soprattutto quando si raggiungono i prati di S. Liberato dove una freccia ci indica di proseguire a destra scendendo per la strada asfaltata. Da qui in avanti non ci sarà più nessuna indicazione che ci venga incontro se non quella vicino al campo di decollo di deltaplani e parapendii  che segnala "Itinerari escursionistici" ma senza sottolineare da che parte bisogna proseguire per l'anello di S. Liberato.

Perciò, qualcuno che non conosce bene la zona, è portato alla fine a proseguire lungo tutta la strada principale per tornare al punto di partenza. Lo scopo è raggiunto ugualmente, l'anello è stato fatto ma certo che passeggiare su di una strada asfaltata non è che sia proprio il massimo. Ma c'è una alternativa che spiegherò tra poco con ordine, che limita il tratto di strada trafficata dalle auto di un bel pò. Probabilmente è questo l'anello di S. Liberato ma mancano le segnalazioni...o meglio ci sono ma per un'altra cosa....

Diciamo prima di tutto che la fatica non è eccessiva ma la difficoltà E sta nel fatto che l'inizio, dopo aver percorso una strada tutt'altro che impegnativa, si snoda attraverso un sentiero che a volte si può perdere di vista se non si presta attenzione nel rintracciare qualche bandierina di segnalazione e quindi abituati ad un certo modo di aguzzare la vista. Inoltre, questa escursione non è nemmeno segnalata sulla carta dei sentieri (almeno quelle che ho a disposizione io!); anzi per essere precisi e indicato solo il primo tratto di strada. Nella sezione download ho disegnato grosso modo la traccia nella cartina topografica. 

Come iniziare questa escursione?? Con l'auto si raggiunge il convento di S. Liberato e si prosegue oltre fino ad oltrepassare la fonte dopo di che all'incrocio con la strada asfaltata si prosegue in discesa a sinistra e quindi quasi immediatamente a destra su sterrata. All'inizio di questa strada trovate le indicazioni per l'eremo di Soffiano e per l'anello di S. Liberato. Il parcheggio per l'auto potrebbe risultare un problema. Proseguendo per circa 400 metri, c'è un'altra indicazione sulla destra per il percorso; in questo punto, la strada si allarga un pochino e c'è dello spiazzo per lasciare una o due auto. Poco più avanti, seguendo l'indicazione dell'anello, a destra c'è un ampio "parcheggio" naturale ma forse con una macchina "normale" è un pochino rischioso. Valutate voi. In finale, se si ha del tempo disponibile e non si ha fretta, si può parcheggiare al convento e proseguire a piedi.

Per un bel pò non ci sono troppe difficoltà; la strada è inconfondibile e la si segue fino in fondo. Osservando bene, è una zona questa decisamente impervia nonostante ci sia questa comoda via da seguire e si capisce del perchè, i benedettini per primi, costruirono l'eremo di Soffiano proprio sotto la strada che vi accingete a percorrere. La tranquillità è davvero notevole nonostante la "civiltà" sia a due passi da qui e vi accorgerete di tutta la maestosità del luogo non appena uscirete allo scoperto e sarete sormontati da un rossiccio quanto mai splendido balzo roccioso a destra ed il profondo Fosso di Meta a sinistra; avanti a voi la Punta del Ragnolo ed il Pizzo Meta. <<< Inizio articolo

La strada termina con un piccolo spiazzo dove è evidente il sentiero da salire alla vostra destra segnalato anche con delle bandierine. Da qui in avanti arriva il tratto più "complicato" anche per via di segnalazioni non troppo evidenti; cercherò di spiegarmi nel miglior modo possibile per rendervi le cose più semplici.

Appena si inizia a salire, già ci troviamo difronte un bivio ma non è presente nessuna segnalazione. Bisogna prendere a sinistra dove al momento è evidente il sentiero da percorrere. Sugli alberi ogni tanto ci sono  le bandierine rosse e bianche anche se in certi casi non sono semplici da vedere soprattutto quando la traccia, poco più avanti, si confonde tra rami, cespugli e la si perde di vista. Proseguite senza cedere alla tentazione di seguire apparenti vie verso il basso. Cercate di mantenere la stessa altitudine o al più salite leggermente. Più avanti ricompariranno le segnalazioni ed il sentiero sarà decisamente più marcato.

Non è che ci sia gran che da vedere in questo frangente; immersi in un ambiente totalmente selvaggio e ostico ideale per un possibile incontro ravvicinato del terzo tipo....Comunque, a parte gli scherzi, proseguendo ci si ritrova nel bel mezzo di un canalone che bisogna risalire seguendo le ormai nostre amiche bandierine rosse e bianche disegnate sugli alberi.

E' questo un altro tratto durante il quale il sentiero si perde interrotto da frane, smottamenti, rami ed alberi caduti e come se non bastasse le nostre amichette di cui parlavo sopra, sembrano ogni tanto divertirsi a giocare a nascondino.

Se non riuscite a rintracciare i segnali, posso dirvi che in ogni caso dovete risalire il fosso ma vedrete che prima o poi qualche bandierina spunta fuori. Basta cercarle, ovvio....qui le cose semplici non ci piacciono. Cercate di spaziare con la vista anche più distante.

Si continua a salire tra segni di "civiltà" abbandonati lì non si sa in che modo, fino a giungere ad un bosco decisamente più aperto ed accogliente dove la via prosegue fino a giungere ad un bivio contrassegnato da un cartello che indica fonte Calente.

Per il momento ignorate questa indicazione e continuate diritti avanti a voi. Si esce allo scoperto finalmente ed le pareti rocciose miste a boschi di Punta di Ragnolo e Pizzo Meta sono davvero belle. Seguite finchè è presente il sentiero perchè da lì a poco scomparirà ma la direzione sarà data dalle amiche bandierine che questa volta non fanno capricci e si fanno vedere in tutto il loro splendore dipinte su tronchi di pino e  su dei paletti di legno quasi tutti distesi per terra!!

Non so se il bosco dentro il quale vi accingerete ad entrare ha un nome; io lo chiamerei "Il bosco oscuro" per quell'atmosfera tetra, grigia, secca dove tutto sembra morto e dove tutto sembra morire ancora prima di nascere. Il tempo si è fermato davvero qui dentro, qualcuno ha fatto un incantesimo, un incantesimo dove sembra che qui non sia concessa la vita e la sensazione che si ha, è quella di essere osservati da non si sa quali occhi indiscreti in un luogo dal quale non si vede l'ora di uscire....E' davvero impressionante constatare come al di fuori di questo boschetto, i prati sono verdi mentre dentro non ce n'è per nessuno....

Comunque, dopo questa breve parentesi un pò macabra, una volta usciti in breve tempo raggiungerete la strada asfaltata dove un segnale vi indicherà la direzone da prendere e cioè verso destra. Questo sarà l'ultimo cartello con l'indicazione dell'anello di S. Liberato dopo di che se non volete tornare al punto di partenza lungo l'asfalto, poco più avanti trovate l'indicazione "Sentieri escursionistici" che vi conduce lungo una traccia da dove potete osservare, più in basso verso sinistra, il luogo di deccollo per deltaplani e parapendii.

Proseguendo scendendo i prati dal lato destro, vi imbatterete prima in una fonte per abbeverare le numerose mucche che potreste incontrare e successivamente all'indicazione per la fonte Calente a destra. E' questo il sentiero che dovete intraprendere. Raggiungerete immediatamente la fontana e, passandogli avanti, proseguite scendendo lungo il sentiero che poco più avanti si biforca ma non considerate quello che risale verso sinistra. 

In pratica, questo primo tratto vi riporterà sul punto in cui, durante la risalita dell'andata, avete incontrato la prima indicazione per la fonte; E' logico che incrocerete tutte le indicazioni in senso contrario. Una volta ricongiunti con il sentiero dell'andata percorrendo un breve tratto in discesa un pò scivoloso, con l'indicazione della fontana Calente alle spalle non potete non notare il sentiero che prosegue, quasi pianeggiante, diritti a voi o se volete leggermente alla vostra sinistra. E' una traccia decisamente visibile e percorribile in tranquillità al di sopra di quella percorsa all'andata; il sentiero poi si snoda fuori dal bosco.

Un'altra indicazione contraria per la fonte, indica che state viaggiando bene ma da qui in poi la tracca si confonde un pò sotto i prati dell'area di decollo. Proseguite in direzione opposta alla freccia al di sopra degli alberi dove un'altro paletto, decisamente più avanti, vi rassicura sulla direzione presa. Da qui ci si immerge di nuovo dentro un breve tratto all'interno del bosco che vi conduce finalmente sulla strada asfaltata da percorrere fino al raggiungimento della vostra auto. 

E' decisamente una escursione diversa durante la quale si intervallano tratti di assoluta selvaggità immersi in canaloni e boschi dove talvolta la via da seguire potrebbe risultare un pochino faticosa, a tratti in cui si ritorna alla "civiltà" sopra i prati di S. Liberato per poi rituffarsi di nuovo lungo i sentieri più nascosti ed inconatminati. Un bel giretto insomma che non impegna più di una mattinata che si potrebbe abbinare o con un bel pranzetto finale in qualche ristorantino o meglio ancora con un bel pic-nic all'aria aperta. <<< Inizio articolo

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