Sarnano. La partenza per Pizzo Meta Stampa E-mail
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Da S. Liberato/Sarnano - I sentieri da S. Liberato/Sarnano
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 17 Ottobre 2012 19:15

A PIZZO META PER IL PIU' SUGGESTIVO SENTIERO DEL TORNANTE 6 SULLA STRADA PER SASSOTETTO (difficoltà E)

Si può tranquillamente dire che il sentiero è sconosciuto alla maggior parte degli escursionisti. D'altronde, se si esclude la prima breve parte dove il tracciato è inconfondibile e adatto anche per una breve scampagnata famigliare, il resto del sentiero, ormai non più percorso, si confonde con tracce di animali perdendosi nel nulla. Per raggiungere Pizzo Meta non è sicuramente il tracciato più adatto ed il dislivello non è da sottovalutare considerato i pochi chilometri da coprire; inoltre bisogna fare attenzione per un brevissimo tratto tanto suggestivo per quanto è esposto. 

L'escursione, sulla carta dei sentieri, è anche segnalato ma non riporta nessun numero identificativo. Per questo motivo l'ho battezzato il "sentiero del tornante 6" considerato che ha inizio proprio dal piccolo parcheggio in corrispondenza del curvone numero 6 per chi si accinge a percorrere la provinciale che da Sarnano raggiunge le piste da sci della Maddalena.

E' una breve escursione per chi volesse osservare un pò più da vicino il roccioso versante Nord-Est di Pizzo Meta. Una variante più impegnativa rispetto al semplice sentiero che parte dalle piste da sci di Sassotetto e che ha in comune un tratto del GAS. Si parte quindi in corrispondenza del tornante n. 6 devastato dal passaggio di una valanga che nel mese di Febbraio del 2012 ha coinvolto più tornanti della strada obbligandone la chiusura per ripristinare la viabilità. Per fortuna non ci sono state vittime.

L'inizio, come detto, è molto semplice e la prima parte si sviluppa all'interno del bosco con una ascesa molto blanda; il sentiero è contraddistinto da diversi pallini di colore arancio e non dalle classiche bandierine del CAI bianco/rosso. E' ottimamente visibile e la vista spazia, oltre che sulla cittadina di Sarnano, su di un enorme e suggestivo sperone roccioso. Dopo qualche tornante, l'evidente sentiero si affievolisce in corrispondenza di una indicazione che ci invita a risalire a sinistra, dirigendoci sul filo di cresta. Volendo, prima si può proseguire ancora diritti dirigendoci fin sopra al balzo roccioso per gustarsi fino in fondo la strepitosa vista. <<< Inizio articolo

Risalendo quindi a sinistra, in breve tempo ci ritroviamo sopra una breve cresta da percorrere verso Sud-Ovest dalla quale si può ammirare l'orrido ed impervio Fosso di Meta compreso tra la Punta di Ragnolo e Pizzo Meta. E' qui la parte più delicata dell'intera escursione: se pur per un brevissimo tratto, la via da seguire sopra le roccette è abbastanza esposta soprattutto verso destra. E' un momento molto suggestivo da dover percorrere però con cautela.

Dopo qualche decina di metri bisogna però ridiscendere per qualche metro verso il basso, a sinistra; la via di cresta infatti si interrompe e non è possibile proseguire oltre. Anche in questo caso si tratta di una breve discesa comunque da non sottovalutare dopo di che, proseguendo a destra appena possibile, è evidente il sentiero (a dir la verità sembrano che ce ne siano diversi posti a qualche metro di dislivello uno rispetto all'altro) che si inoltra nel bosco alla base di una inconfondibile parete di roccia.

Giunti in prossimità dell'entrata nel bosco, il sentiero si perde e si confonde tra rami e tronchi d'albero divelti o spezzati. Dirigetevi proprio verso la base della parete di roccia notata poco prima e seguitela; dopo un pò incontrerete alcune frecce gialle che vi indicheranno di scendere più in basso e seguire una parvenza di sentiero. La discesa si sviluppa diagonalmente senza scendere eccessivamente per poi risalire leggermente per uscire dal bosco.

A questo punto svaniscono i segni arancioni o frecce varie e ci si trova davanti un vasto pendio erboso con in alto la cresta rocciosa che conduce a Pizzo Meta. Non dovete risalire fin lassù ma più semplice fare il lungo traverso (tenendosi più o meno alla stessa altitudine raggiunta quando siete usciti dagli alberi o al più salendo di quota) fino a che, volgendo lo sguardo in alto a destra, ci sarà modo di iniziare la dura ed intensa risalita a schema libero verso la vetta. 

Il ripido pendio vi metterà alla prova e non sarà una facile passeggiata raggiungere la croce: vi sembrerà di essere quasi arrivati ma in realtà, anche se la distanza lineare è poca, i metri di dislivello da coprire sono almeno 250. Il panorama, come detto anche in altri articoli è davvero molto suggestivo nonostante la quota raggiunta è di soli 1.576 metri. E' un autentico balcone che si affaccia sulle dolci colline marchigiane che si proiettano verso l'Adriatico. E si, perchè con giornate anche non eccessivamente limpide, è facile intravedere con lo sguardo il mare e scorgere l'inconfondibile Monte Conero. Per fortuna che questo è uno spettacolo alla portata di tutti percorrendo però tutt'altri sentieri.

Raggiunta quindi la meta vi aspetta il ritorno; ho tentato di individuare la traccia che ci avrebbe portato a compiere un giro ad anello e che doveva sbucare sulla provinciale più in alto rispetto al tornante 6 ma con tutta la buona volontà ho deciso di desistere per via di un ambiente piuttosto ostile, non curato e soprattutto devastato da continui smottamenti e frane. Ho decisamente ripreso la via del ritorno per lo stesso tracciato ma, se avete più auto a disposizione, potete lasciarne una al parcheggio delle piste da sci della Maddalena oppure......chiedere a qualche passante l'enorme piacere di darvi un passaggio fino alla vostra macchina. <<< Inizio articolo

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