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#1 2009-02-18 16:51:42

cycca
Administrator

Il mistero della fata.

Fino a qualche anno anno fa non davo molto peso alle leggende che giravano sui sentieri dei Sibillini. Poi piano piano mi ha preso sempre più. Una volta, in vetta alla Sibilla, chiesi ad un signore anziano ma con una "forza" incredibile, sulla leggenda della fata e lui mi rispose: "...finche la Sibilla nasconde il suo segreto senza che nessuno riesca a scoprirlo, la maga è sempre viva e la leggenda rimane tale con la magia del sospetto tra realtà e finzione..." mad mad


L'unico modo per scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un pò più oltre, entro l'impossibile.

Arthur C. Clarke
 

#2 2009-04-14 12:35:32

cycca
Administrator

Re: Il mistero della fata.

Ciao a tutti. La cittadina di Montemonaco, è stata sempre al centro di numerose vicende legate a leggende e storie affascinanti. Il Museo della Grotta della Sibilla custodisce molti pezzettini di un puzzle intrigato da ricomporre. Ci sarebbe addirittura "La Grande Pietra", un pezzo di roccia sopra il quale sono state incise delle lettere, trovato tra i due bacini del lago di Pilato quando l'invaso si divide in due. E' il punto in cui i negromanti avrebbero fatto le loro sedute per consacrare il Libro del Comando in cambio della propria anima, donata al Diavolo. C'è qualcuno che è stato al Museo di Montemonaco? Cos'altro c'è di "misterioso"? roll


L'unico modo per scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un pò più oltre, entro l'impossibile.

Arthur C. Clarke
 

#3 2009-04-28 19:03:16

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Membro

Re: Il mistero della fata.

volevo riportare questo breve testo riguardante la grtotta della sibilla estratto dal sito 

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(

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) per svilupparne magari una discussione. buona lettura!

I Monti Sibillini sono   attorniati da fiabe   magiche e leggende,  che tra i secoli  XIV e XVI grazie a scrittori, cavalieri erranti, poeti,diventano celebri in tutta Europa, le due leggende più famose sono "La grotta della Sibilla" e "Il lago di Pilato".

LA GROTTA DELLA SIBILLA (la leggenda)                                   

La Sibilla, secondo   alcune versioni in   particolare   autori   francesi   e tedeschi era una profetessa, una maga alcina, che   era stata esiliata in un   punto orribile dei Monti Sibillini esattamente   alla bocca   dell'inferno   e che   fosse   incapace   di morire fino al giudizio universale in quanto si era ribellata a Dio.
Secondo   altre   versioni   in   particolare di autori italiani e la   tradizione locale   era una bella donna,   dignitosa, una fata buona. La Sibilla abitava in una grotta dove aveva il suo regno, da cui il nome la grotta della Sibilla, questa grotta si trova sul Monte Sibilla facente parte della catena  montuosa dei Sibillini, a quota m. 2175 sul versante sud. Un cavaliere errante francese, Antoine De La Sale, fece una  escursione alla Grotta   della   Sibilla   nel maggio del 1420,   e sulla base   di alcune   testimonianze ci racconta: la grotta aveva un entrata angusta,  un masso   ne   ostruiva  il  passaggio, per cui era necessario  scendere  carponi  verso l'interno.
Subito  si incontrava un vano quadrato scavato nella roccia, attraverso   il quale   filtrava   appena   qualche   raggio  di luce. Per  proseguire   bisognava   infilarsi uno  strettissimo tunnel, che correva a precipizio nel cuore della roccia.
Antoine De La Sale non   proseguì   oltre   il vano   quadrato, altri giovani di Montemonaco avevano proseguito oltre,  muniti di  lunghissime  corde,  di fiaccole,  di  pietre focaie e di viveri per cinque giorni. Essi scesero per circa  tre   miglia lungo il tunnel che allungandosi diventava poi un ampio corridoio.  Il silenzio era  di tomba,  il buio densissimo.  A un tratto un vento violentissimo   irruppe da   una fessura  che tagliava la caverna. I cinque giovani non furono in grado di fare un passo avanti,   rischiavano di essere rapiti dal vortice come fuscelli.  Le   raffiche  di vento  li respingeva e raggelava, ed essi, abbandonata ogni cosa scapparono inorriditi.
Altri   curiosi   erano   stati   in   grado   di superare la foce del vento, un prete sempre di Montemonaco un certo  Antonio Fumato, aveva  accompagnato  due tedeschi molto più in là della vena del vento,  secondo   la narrazione   del   prete  il vento cessa dopo circa 30 metri,   si continua a  camminare facilmente fino  a quando   non ci si imbatte in un ponte di materia misteriosa,  lunghissimo e non più largo di un piede,  sotto  il ponte  si  apre  un baratro senza   fondo, percorso  da  un fiume  fragorosissimo,  ma ecco il magico  incanto appena uno mette piede sul ponte,  questo si allarga, e  sempre  più l'abisso rimpicciolisce il fragore del fiume progressivamente si spegne.
Al di  là del ponte la grotta si apre  in  un  pianoro che sembra una galleria fantasmagorica attraversata da   una strada   comodissima, dove questa   termina ci   sono  due dragoni  l'uno di fronte all'altro scolpiti su materia scintillante,   vivissimi   nelle  forme  magiche ma immobili nella loro suprema solennità, i loro occhi sono   luminosissimi  fari che  rischiarano tutt'intorno. Oltre i due dragoni  si  apre un corridoio  strettissimo  lungo cento  passi, che immette su uno spiazzale quadrangolare.
Lì sono due porte in  metallo  che  sbattono  violentemente  l'una contro l'altra, tanto che schiaccerebbero   chi   le   volesse   attraversare,   i  due tedeschi  tentarono di varcarle precipitosamente e vi riuscirono, ma il prete li attese invano per lungo tempo. Un cavaliere che   veniva   dalla   Germania  con il suo  scudiero,  di   ritorno dal suo fantastico viaggio nelle viscere dell'antro, narrò che dopo  le porte   metalliche,  vi è una  porta fastosissima e che la grotta,  quasi fosse  di cristallo, brilla  di mille luci riflesse al chiarore delle torce   quand'ecco una voce  maliziosa  li raggiunge e li  interroga.
Alla  risposta   del   cavaliere   le   porte   si   aprono,   e  una regina scintillante, con una moltitudine di damigelle e di giovani,   lo accoglie festosa,  tra   lo  sfolgorio abbagliante di vesti  e  di  gioielli,  è  il  paradiso  della  Sibilla,  la  regina  ricolma  il cavaliere tedesco di squisitissime  gentilezze e lo conduce per sale scintillanti... (continua)
Nella   leggenda   del   cavaliere  detto il  Guerin Meschino  scritto da Andrea  di Barberino nel 1410, il cavaliere  è  alla ricerca  dei genitori,  e sapendo che la  Maga  Sibilla era  una profetessa, era l'unica   a  conoscere   chi  erano  i suoi  genitori,  raggiunse   la grotta  e vi   rimase  un anno  la Sibilla allietava il cavaliere in tutti i modi  possibili,  ma non doveva  superare il 365 giorni,   altrimenti  sarebbe rimasto della grotta  fino alla  fine dei tempi e  avrebbe  perso  la  sua  anima, così  riuscì  ad  andare  via  dalla  grotta e a trovare i suoi genitori.


LA GROTTA DELLA SIBILLA (oggi)

Ci furono   dei tentativi per   allargare la grotta   utilizzando degli esplosivi,  ma a causa di persone incompetenti, fecero crollare  rovinosamente le pareti,   attualmente  la  grotta è composta   da una cavità   costituita   da una   sala interna di 4 metri di altezza  a pianta quadrata   alla quale si accede  attraverso una  piccola strettoia,  la sala interna continua verso il basso attraverso un pozzo profondo di circa 4 metri.

ho letto di studi tecnici che rilevarono ulteriori cavità all'interno della montagna. penso che se ci sia davvero un tunnel che conduce all'interno della montagna,in qualche modo bisognerebbe attivarsi per riaprirlo.è solo un mucchio di pietre che blocca l'ingresso alla grotta o c'è qualcosa di umano dietro che impedisce gli eventuali lavori?per me è questo il vero mistero della sibilla.. voi cosa ne pensate?

 

#4 2009-04-29 15:02:50

cycca
Administrator

Re: Il mistero della fata.

Sinceramente non so cosa dirti. La leggenda che circonda questa bellissima montagna è molto viva e presente nonostante siano passati moltissimi anni e credo che non ci siano grossi impedimenti particolari per una eventuale riapertura della grotta a livello "umano"; i mezzi adeguati sicuramente si possono trovare. Come dici tu, sono un mucchio di pietre che ostruiscono l'ingresso, ma ci sono anche enormi pietre che necessitano di mezzi adeguati per rimuoverle e purtroppo servono soldi da investire in un progetto, alla fine del quale, non so cosa ci guadagnerebbe chi lo portasse a termine. Farebbe sicuramente clamore una eventuale riapertura della grotta. In cuor mio sono molto combattuto: sarebbe bellissimo scoprire cosa c'è di vero in tutto questa storia. Sono convinto che ci sia sicuramente una caverna e dei cunicoli sotto la montagna. Ci rimarrei un pò male se in un eventuale scavo, non venisse rinvenuto nulla di tutto ciò e perciò preferirei che rimanese così com'è e continuare a sognare di fantasia tra storie raccontate e leggende tramandate di generazioni in generazioni. Comunque, alla fine sarei propenso ad un eventuale apertura della grotta. La curiosità prenderebbe il sopravvento.. smile


L'unico modo per scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un pò più oltre, entro l'impossibile.

Arthur C. Clarke
 

#5 2009-05-23 11:19:48

meco59
Membro

Re: Il mistero della fata.

ciao cycca,sabato 30 maggio ci sarà ufficialmente l'inagurazione del MUSEO della SIBILLA,presso i lopcali di villa Curi a Montemonaco.con dei manoscritti di Antoine de la sale intorno al 1400,si conosceranno alcuni personaggi che la letteratura ha accomunato al mito della Sibilla.poi si passa ad una (macchina didattica)che permetterà un esplorazione interattiva tra paesaggi,mito e scienza.il pezzo forte del museo sarà la grande pietra(pare sia un altare usato dai negromanti)trovata tra i due specchi d'acqua del lago di pilato, su cui si trovano diverse iscrizioni,a tastimonianza di un passaggio stregoni,negromanti e studiosi di magia.
l'amministrazione comunale,pare sia intenzionata a completare il museo con la ricostruzione della grotta della sibilla,dove sarà possibile rivivere il percorso frà insidie e seduzioni di alcuni personaggi dell'epoca.
..smile ciao .....e tutti a Montemonaco!!!!!


meco59   io(marsupio) quindi non sporco !!
 

#6 2009-05-23 18:48:30

cycca
Administrator

Re: Il mistero della fata.

meco59 ha scritto:

ciao cycca,sabato 30 maggio ci sarà ufficialmente l'inagurazione del MUSEO della SIBILLA,presso i lopcali di villa Curi a Montemonaco.con dei manoscritti di Antoine de la sale intorno al 1400,si conosceranno alcuni personaggi che la letteratura ha accomunato al mito della Sibilla.poi si passa ad una (macchina didattica)che permetterà un esplorazione interattiva tra paesaggi,mito e scienza.il pezzo forte del museo sarà la grande pietra(pare sia un altare usato dai negromanti)trovata tra i due specchi d'acqua del lago di pilato, su cui si trovano diverse iscrizioni,a tastimonianza di un passaggio stregoni,negromanti e studiosi di magia.
l'amministrazione comunale,pare sia intenzionata a completare il museo con la ricostruzione della grotta della sibilla,dove sarà possibile rivivere il percorso frà insidie e seduzioni di alcuni personaggi dell'epoca.
..smile ciao .....e tutti a Montemonaco!!!!!

Noooooooooooo....non ci posso credere!!!!!!!!!Tra tutti i sabati che ci sono proprio quello in cui, nel pomeriggio, mi tocca stare per forza a casa!!!!! Porca miseria che jella!! Senti Meco, tu ci vai? Se si mi piacerebbe sapere come è stata e magari pubblichiamo un tuo articolo su come si è svolta e di cosa si è parlato. Si intende...senza impegno eh!! Magari qualche scatto fotografico a "tradimento".... big_smile big_smile


L'unico modo per scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un pò più oltre, entro l'impossibile.

Arthur C. Clarke
 

#7 2009-07-23 14:48:16

Kinetic
Membro

Re: Il mistero della fata.

Innanzitutto un saluto a tutti, visto che è il mio primo post. ^_^

Ehehe, sarebbe davvero bello riaprire la grotta, ma come detto nel primo commento:"...finche la Sibilla nasconde il suo segreto senza che nessuno riesca a scoprirlo, la maga è sempre viva e la leggenda rimane tale con la magia del sospetto tra realtà e finzione...".

L'unico modo per "vedere le fate" è andare quest'anno a Pretare (fraz. di Arquata) il 14 ed il 15 Agosto wink (c'è uno spettacolo chiamato "La discesa delle Fate")

 

#8 2009-07-23 21:27:03

cycca
Administrator

Re: Il mistero della fata.

Kinetic ha scritto:

Innanzitutto un saluto a tutti, visto che è il mio primo post. ^_^

Ehehe, sarebbe davvero bello riaprire la grotta, ma come detto nel primo commento:"...finche la Sibilla nasconde il suo segreto senza che nessuno riesca a scoprirlo, la maga è sempre viva e la leggenda rimane tale con la magia del sospetto tra realtà e finzione...".

L'unico modo per "vedere le fate" è andare quest'anno a Pretare (fraz. di Arquata) il 14 ed il 15 Agosto wink (c'è uno spettacolo chiamato "La discesa delle Fate")

Ciao Kinetic e benvenuto; grazie mille per la dritta, chissà forse vado a farci un salto e con l'occasione sai che bel cielo per vedere le stelle cadenti da quelle parti, tempo permettendo ovviamente. Hai qualche notizia in più riguardo l'ora per esempio? Potrei mettere anche un articolino in homepage. Dovrebbe essere veramente carino immagino!


L'unico modo per scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un pò più oltre, entro l'impossibile.

Arthur C. Clarke
 

#9 2009-07-24 10:40:11

Kinetic
Membro

Re: Il mistero della fata.

Putroppo in merito non so proprio dirti nulla di più, anche sul sito di Pretare 

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oltre alla data non c'è altro. La notizia dello spettacolo (che ho saputo viene riproposto solo una volta ogni 3 anni) mi è arrivata per caso solo qualche giorno fa.

 

#10 2009-08-16 18:30:55

cycca
Administrator

Re: Il mistero della fata.

Kinetic, ti devo ringraziare per la segnalazione dello spettacolo sulla discesa delle fate nel paesino di Pretare. Ieri ho assistito ad un evento davvero speciale, suggestivo e unico. E' stata veramente una bellissima serata con musiche, costumi ed effetti di luci molto coinvolgenti il tutto in un ambiente "fatato" come quello ai piedi del Vettore. Peccato che l'evento venga riproposto una volta ogni tre anni ma forse è proprio questo il fascino di uno spettacolo che non si ripopone con monotonia ogni anno e bisogna attenderlo con pazienza se lo si vuol rivivere ancora...


L'unico modo per scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un pò più oltre, entro l'impossibile.

Arthur C. Clarke
 

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