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Scritto da marco lambertucci   
Venerdì 05 Marzo 2010 21:15

messo gentilmente a disposizione da Diapolon24 per utenti registrati

INTRODUZIONE 

La sempre maggiore frequentazione della montagna registrata in questi ultimi anni, se da un lato si accompagna principalmente ad una maggiore presa di coscienza dei valori ad essa legati, dall'altro è stata di certo facilitata anche dalla diffusione di mezzi e conoscenze più efficienti, che permettono ad un escursionista informato di affrontare un percorso con un controllo maggiore delle variabili che ne possono decretare il successo, inteso come sua effettuazione e completamento in tutta sicurezza.

In questo quadro, la capacità di mantenere in ogni istante la conoscenza della propria posizione e direzione di marcia sono condizioni irrinunciabili per qualsiasi escursionista; gli strumenti che tradizionalmente ci accompagnano in ogni uscita sono allora la carta topografica, la bussola e l'altimetro.

In questi ultimi anni, si è visto però affacciarsi a disposizione del grande pubblico anche tutta una serie di strumenti hardware e software che sono andati ad aggiungersi (ma non a sostituire sia chiaro) a quelli tradizionali: parliamo qui del Global Positioning System (GPS) e del suo uso in ambiante montano. La grande diffusione di questa tecnologia, infatti, permette oggi di avere un valido aiuto durante le nostre escursioni ad un prezzo contenuto usando palmari, pc, netbook e, se dotati di sufficiente memoria, anche telefoni cellulari, fino ad arrivare a veri e propri prodotti appositamente dedicati.

In questa mia breve disamina non potrò essere certamente esaustivo; il mio principale intento è invece cercare di illustrare alcuni di questi strumenti sottolineandone l'aspetto puramente pratico al fine di metterli a disposizione dell'escursionista serio ed impegnato che effettua con responsabilità un'uscita in ambiente montano. Prima di procedere però, facciamo una breve introduzione a concetti fondamentali.

GPS, MAP DATUM, WAYPOINT, ROTTE E TRACCE

Che cosa si intende per GPS? Similmente all'uso della bussola, esso descrive una tecnica di triangolazione, cioè a partire da almeno due punti noti e visibili viene calcolato l'azimut (angolo compreso tra direzione di riferimento e quella di marcia) con la sola differenza che, rispetto dall'uso di una mappa topografica, in questo caso i punti di riferimento sono dei satelliti geostazionari posti a circa 20.000 Km di distanza dalla Terra. Per far sì che questo calcolo venga effettuato in maniera affidabile occorre che i satelliti rilevati siano almeno quattro, di cui uno svolge la funzione di elemento di controllo (in questo caso allora verrà sacrificata la precisione nel determinare la quota altimetrica). A questo proposito occorre comunque ricordare che la posizione indicata da un GPS per uso civile non è mai accurata al 100% neppure nel migliore dei casi, ma si traduce con un errore di circa 5-10 metri sull'asse orizzontale e di circa 20 metri su quello per la quota, valori comunque tollerabili ai nostri fini.

Altro limite del GPS è legato al territorio; dentro gole, fitti boschi etc. è improbabile che rilevi la nostra posizione in maniera accurata, anche se molto può essere legato anche alla buona fattura del ricevitore.

Per MAP DATUM si intende invece il modello matematico con cui è stata elaborata la rappresentazione della Terra e da cui si ricavano le coordinate; ne esistono molti e possono portare anche a differenze di centinaia di metri tra loro. Il nostro GPS andrà settato su quello usato nella nostra mappa di riferimento. Il valore che troviamo preimpostato è di solito il WGS84, ma in Italia e in particolare nella cartina dei Sibillini (edizioni SER, 2002) il MAP DATUM usato è EUROPA 1950, mentre il formato per le coordinate è UTM/UPS. Con questo modello l'Italia viene ad essere divisa in quattro zone di cui la 33T è quella di nostro interesse.

Occorre avere ben chiare queste informazioni perché saranno indispensabili per la corretta calibrazione delle mappe, come vedremo in seguito.

I WAYPOINT (WPT) invece sono dei punti di riferimento ben identificabili sul terreno e nel caso di un ricevitore GPS sono espressi tramite le loro coordinate; essi servono per tracciare la ROTTA, cioè una linea che indica la direzione da prendere e che collega tra loro tutti i WPT. Quanto più è difficoltoso il percorso da fare, tanto più dovranno essere numerosi i WPT.

La TRACCIA, infine, è l'insieme di punti che compongono il nostro percorso, vale a dire l'esatta indicazione del tragitto fatto.

Volendo fare un esempio riduttivo, proviamo ad immaginarci mentre da un punto A cerchiamo di andare ad uno B; mentre la rotta ci indica la direzione più breve per raggiungere B come se fossimo sulla superficie di un lago, la traccia è invece un po' come il seguire sulla neve fresca le orme di qualcuno che è passato prima di noi. Ne consegue, quindi, che avere a propria disposizione il tracciato GPS registrato da qualcuno che ha fatto il tragitto prima di noi vuol dire sapere esattamente dove costui è passato, e se magari ha incontrato degli ostacoli da aggirare. La condivisione dei propri tracciati è quindi uno dei vantaggi di questo strumento ed un utile materiale di scambio tra appassionati frequentatori della montagna.

Per fornire informazioni sempre più dettagliate sulla nostra posizione un dispositivo GPS deve integrare però anche una cartografia digitale accurata e, purtroppo, uno dei limiti di quella a nostra disposizione è quello di non indicare sempre i sentieri presenti in un dato ambiente montano. Un esempio lo abbiamo con la nota casa produttrice di navigatori Garmin: la mappa topografica per l'Italia, chiamata Land Navigator® Italia copre tutta la nostra penisola ma non riporta, ad esempio, i sentieri disponibili per raggiungere il monte Vettore; la sola eccezione è in questo caso un altro prodotto chiamato TREKmap ® Italia, che indica sul display del proprio Garmin i sentieri, l’idrografia, i rifugi, e tante altre informazioni di estrema importanza per un escursionista, ma essa è limitata al solo comprensorio del Garda e di buona parte delle Dolomiti.

Anche le stesse carte IGM, di proprietà dell'Istituto Geografico Militare ma a libera disposizione del pubblico, non riportano tali informazioni essendo carte topografiche e non escursionistiche.

Come coniugare allora la completezza di informazioni fornita dalla mappa escursionistica di uno specifico territorio come quello dei Monti Sibillini con la precisione del calcolo della nostra posizione e direzione fornita da un ricevitore GPS?

Come vedremo, le soluzioni qui proposte sono diverse e trovano massima espressione nella loro interazione ma per ognuna di esse il nostro pc assumerà sempre il ruolo di principale strumento di pianificazione e calcolo.

OZIEXPLORER

Con questo utilissimo programma possiamo effettuare l'operazione forse più delicata di tutto il nostro lavoro: tradurre in formato digitale una mappa escursionistica!

Dal sito dell'autore (www.oziexplorer.com) è possibile acquistare sia il programma che le varie mappe già calibrate ma noi procederemo autonomamente usando come riferimento la mappa dei Sibillini accennata prima.

Una volta installato il programma nel nostro pc non dobbiamo far altro che avviarlo e cominciare la calibrazione della nostra mappa; per fare questo occorre aver scansionato precedentemente la porzione di mappa di nostro interesse, cioè l'area dove andremo a fare l'escursione, ed aver provveduto a salvarla sul nostro pc in formato Jpg. Nel mio esempio userò il tratto compreso tra il Grande Imbuto e la cima del Vettore. Alla fine del processo di scansione otteniamo un normalissimo file immagine che mantiene tutte le informazioni originali della mappa compreso il reticolo cartografico, cioè quella serie di linee orizzontali e verticali che si incrociano a intervalli regolari. La presenza di questo reticolo è molto importante, come capiremo tra breve. Apriamo ora OziExplorer e dal menu File selezioniamo l'opzione “carica e calibra l'immagine mappa” (figura a sinistra). La schermata seguente è molto importante (figura a destra): qui infatti dobbiamo informare il programma del tipo di Mapdatum usato nella mappa che stiamo calibrando, nonché del tipo di proiezione usata per le coordinate; ne parlavo proprio nell'introduzione, ricordate?

Settate tutto a dovere come da figura, ma prima di procedere oltre, diamo ancora uno sguardo a questa finestra; noterete quei punti rossi sparsi qua e là in ordine casuale e identificati da un numero. Quelli sono i punti di calibrazione, cioè i punti che ho usato per calibrare la mappa. Essi si trovano proprio in corrispondenza delle intersezioni delle linee del reticolato, dove è possibile identificare in modo preciso le coordinate del singolo punto poiché sono riportate ai lati della mappa cartacea

Andate ora alla figura seguente; come vedete ho scelto di usare come punto 4 di calibrazione l'intersezione del reticolato in prossimità della cima del Vettore. Ricavo dai lati della mappa i valori delle coordinate, li riporto nella finestra di calibrazione ed infine indico al programma la zona di appartenenza (33T). Ripeto la procedura per tutti i punti di calibrazione che intendo usare (in questo caso sono in tutto sei, li potete vedere nella miniatura della mappa come punti colorati di rosso).

Quanti punti usare per una calibrazione precisa? Non so se esiste una regola, ma per quanto mi riguarda ho sempre cercato di usarne almeno quattro, dipende anche dalla grandezza dell'area che intendiamo calibrare; l'importante è che siano tra loro distanti e che coprano, per quanto possibile, tutti l'area scansionata. Diciamo allora che per fare le cose per bene ne metteremo uno per ogni angolo ed uno al centro.

Finita questa procedura, arriva il momento di premere il pulsante “salva”. È a questo punto che arriva la magia del programma: a partire dalle coordinate indicate nei punti scelti esso infatti ricaverà da solo quelle di qualsiasi altro punto della mappa. Il risultato è indicato nella prossima figura a destra; se abbiamo fatto tutto a dovere infatti ora il programma ci indicherà le coordinate nel formato da noi indicato per qualsiasi punto dove posizioneremo la freccia del mouse.

Non solo, ma potremo anche creare facilmente dei waypoint, rotte o tracce seguendo fedelmente i percorsi escursionistici riportati sulla mappa, avendo anche delle utili informazioni aggiuntive come la lunghezza reale del tratto che stiamo preparando, le statistiche su tempi, grafico di quota etc etc. (figura a sinistra).