Il lungo anello dei Sibillini: il GAS Stampa E-mail
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Grande Anello Sibillini (GAS)
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Giovedì 19 Agosto 2010 12:25

TRA DESCRIZIONE E CRONACA, IL GRANDE ANELLO DEI SIBILLINI: 120 CHILOMETRI IMMERSI NEL CUORE DEI MONTI AZZURRI

Passeggiando lungo i sentieri di questi affascinanti Monti Sibillini, spesso ci si può imbattere in quello che è considerato "Il sentiero dei Sentieri" e cioè il Grande Anello dei Sibillini detto più semplicemente GAS. Che cos'è e cosa rappresenta in pratica il GAS? Tra tutti i sentieri che ci sono, è quello più segnalato non solo con gli evidenti segni bianchi e rossi del CAI ma anche con paletti e frecce che indicano la direzione, il luogo da raggiungere ed molto spesso anche il tempo necessario per completare la tappa. Su molti libricini che parlano delle escursioni sui Monti Sibillini è facile trovare riferimento al GAS. Descrizioni base sulle staffette da compiere sono anche accennate sulle cartine topografiche in particolare sull'Atlante dei Sentieri.

Dai dati forniti dall'Ente Parco, il GAS ha una lunghezza approsimativa di 120 Km; è un circuito ad anello che racchiude grossomodo i confini del Parco Nazionale toccando paesi e rifugi dove poter quasi sempre sostare e che normalmente, con i canonici e più famosi sentieri, non si raggiungerebbero. Visso-Cupi, Cupi-Fiastra, Fiastra-Garulla, Garulla-Rubbiano, Rubbiano-Colle di Montegallo, Colle di Montegallo-Colle le Cese, Colle le Cese-Campi Vecchio e Campi Vecchio-Visso, sono gli otto itinerari consigliati dall'Ente Parco il che consentirebbe di percorrere l'anello in otto/nove giorni di quasi totale relax. 

E' un percorso che non raggiunge elevate altitudini; basti pensare che la massima quota raggiunta è di 1.800 metri all'altezza di Forca di Giuda, il valico compreso tra il Monte Patino ed il Monte delle Rose ma non per questo va sottovalutato. Infatti dobbiamo considerare innanzitutto una camminata continua per più giorni consecutivi ed anche se non si toccano vette e creste imponenti, alcuni dislivelli lungo le tappe sono importanti. Una media di cira 650 metri con un picco di 1.100 metri durante la tappa Fiastra-Garulla.

Detto questo, il GAS si presta a molte interpretazioni. Può essere percorso in senso orario iniziando da Visso-Cupi (ed è questo il percorso che descriverò di seguito), oppure in senso antiorario da Visso a Campi Vecchio; può essere iniziato da qualsiasi paesino che fa capo alle tappe di cui sopra e non necessariamente da Visso facendo anche più di una tappa per volta se siete dei discreti camminatori. E' segnalato abbastanza bene anche se in qualche punto, che illustrerò strada facendo, c'è qualche indicazione poco visibile a causa di una manutenzione che, aimèh, manca già da un paio di anni. Potete perciò trovare paletti segnaletici a terra o poco visibili a causa del mancato taglio dell'erba, frecce cadute e punti in cui il percorso a terra è diverso da quello indicato sulla cartina topografica soprattutto se ne avete una non aggiornata.

Comunque, al di là di quest'ultima considerazione, è un vero peccato che il sentiero rappresentativo del Parco Nazionale sia attualmente così trascurato. Speriamo che venga valorizzato con qualche miglioria alla segnaletica e con una maggior cura dei sentieri stessi.  

Prima e seconda tappa: VISSO-CUPI e CUPI-FIASTRA

Partenza ore 6:25, zaini pesantissimi in spalla che a fatica entrano in macchina. La prima tappa è già decisa pasticceria Filoni a Piediripa. Carico calorico garantito da prelibatezze varie e già più che svegli con un buon caffè. Si parte in direzione Visso e alle 7:45 troviamo il sentiero che parte accanto alla Torre.

Parcheggiamo. Iniziamo, io e Sara, questa avventura; il sentiero è ben visibile fino a Cupi e sotto un bel bosco parte questo percorso che ci conduce fino ad una prima sosta: il maestoso Santuario di Macereto. Qualche piccola "impettatina"ma di poco conto per via del fatto che c'è un dislivello totale di 800 metri circa ben distribuiti lungo tutto il tragitto anche se la maggior parte si sviluppa proprio tra Visso e Macereto. Visitiamo questo splendido monumento, qualche chiacchierata con alcuni visitatori occasionali e poi via, si riparte.

Da Macereto su spazi aperti, prati e vista sul monte Bove Nord, si procede seguendo le chiare indicazioni per Cupi (con evidenti "omoni" di pietre) su un sentiero che più avanti diventerà strada imbrecciata in corrispondenza di un altro paletto con indicazioni. Alle successive segnalazioni, (al nostro passaggio erano cadute a terra...), procediamo a sinistra in discesa verso il rifugio di Cupi (come da cartina topografica); in alternativa, una freccia verso destra per Fiastra con strada in leggera salita, eviterebbe il passaggio al piccolo paese ed anche una notevole salita che noi invece abbiamo fatto.

Una sosta al rifugio per il pranzo e un caffè offerto gentilmente dai gestori, ci ristora e ci fa ripartire più energetici per la salita. Si riprende come detto affrontando un impegnativo tratto tra sassi pietre e afa lungo il quale i segnali del CAI risultano sporadici e sempre meno visibili (disegnati su alcune pietre). Dopo un paio di chilometri il sentiero ci fa riprendere fiato con un lungo traverso alla fine del quale, a sinistra, riprende un andamento decisamente più abbordabile. Osservando in alto verso destra sono invece visiblii le indicazioni per Fiastra per chi ha deciso di aggirare il paese di Cupi e che riconducono nel punto in cui ci troviamo.

Si prosegue verso il lago su prati dove paletti ed indicazioni sono abbastanza chiari; dopo una piccola staccionata con qualche gradino da salire, è evidente la traccia da seguire lungo il finaco prativo della montagna che termina in corrispondenza di una indicazione per Fiastra che ci ha tratti in inganno. La direzione indica destra e noi siamo saliti lungo una pista molto visibile sull'erba. Il GAS poco dopo invece, prosegue verso sinistra ma le indicazioni  non sono facilmente rintracciabili per la poca manutenzione o forse per la troppa sicurezza che abbiamo avuto nel seguire la freccia. Se non incontrate altre indicazioni, avete sbagliato strada.

Ci siamo trovati a percorrere, quindi, una strada alternativa che sfocia comunque sulla sterrata che collega Fiastra al rifugio del Fargno ma decisamente più in alto. Comunque, cartina alla mano e bussola, abbiamo subito rintracciato la direzione giusta; un pò di strada in più ma ci siamo ricollegati al GAS. La traccia gps riproduce il percorso "errato" da me effettuato. Ripresa la rotta, si inizia a vedere, dopo un lungo curvone, la meta da raggiungere: il lago di Fiastra, e davvero bellissimo.

Raggiunta la fonte del Pozzo che incrociate proprio lungo la strada, si abbandona la carrareccia e verso destra si intraprende un sentierino che immediatamente corre parallelo alla sterrata ma più in basso e che successivamente si interna dentro il bosco. Non fatevi ingannare dalla traccia che procede oltre la fonte. Il lago di Fiastra appare e scompare tra una selva di piante lungo questo sentiero che, prima di giungere a Trebbio, scende con ripidità obbligandoci ad una sana quanto prudente attenzione durante la discesa. Trascorriamo la notte al campeggio sul lago; nonostante fossimo autosufficienti e muniti di tenda, usufruiamo della roulotte che la zia di Sara ci ha gentilmente messo a disposizione. Una ottima sistemazione per riprendere energia per la tappa successiva: Fiastra-Garulla....e Sara, nel frattempo, trova anche l'occasione di farsi un gratificante bagno!!