Pantani di Accumuli: un angolino ghiacciato Stampa E-mail
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Cronache - Cronache dai Pantani di Accumoli
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Domenica 07 Marzo 2010 00:15

I PANTANI DI ACCUMULI: UNA GRAZIOSA "CONCA" CONGELATA A FINE FEBBRAIO 2010!!

Le temperature si sono alzate decisamente nel giro di una settimana trasformando gli immensi Piani di Castelluccio in enormi distese acquitrinose sopra cui stanno, ancora imbiancate, i mostri sacri dei Monti Azzurri. Neve molto pesante, ricca di acqua che lascia trasudare rigoli a prima vista invisibili verso valle alimentando i corsi principali che sgorgano da queste montagne.

Con un pò di scetticismo, l'appuntamento è per tutti a Castelluccio per una eventuale ciaspolatina verso i Pantani di Accumuli. Alla fine siamo partiti in cinque e tutti da Macerata per quella che poteva essere anche una semplice escursione senza neve. Una grande e piacevolissima sorpresa: si è unita a noi per la prima volta anche Silvia, moglie di Aldo e per essere stata la sua prima uscita in ambiente innevato se l'ha cavata benissimo.

Verso le 9:40 giungiamo al Bar del Capitano dove l'appuntamento è con l'affitto delle ciaspole per Silvia e Pierfabio. Io, Aldo e Silvia (mia sorella) siamo già equipaggiati. Quasi che abbiamo il timore di chiedergliele e di fare una figura non proprio esaltante: Pian Grande e Pian Perduto praticamente sgombri che quasi ci toglie qualsiasi speranza di una bella e tranquilla passeggiata sulla neve. Il ragazzo, da dietro il bancone, ci dà una risposta un pò vaga; non è sicurissimo ma i tanti sospirati fiocchetti bianchi dovrebbero esserci. Così gli chiediamo se ha due paia di ciaspole e guarda caso le coincidenze, gliene sono rimaste proprio due. Dentro di me svaniscono i dubbi, era come se quelle racchette da neve stavano lì ad aspettarci con su scritto: "prenotate per Silvia e Piefabio". E via, consegnato il dolcumento e fatta la rituale sosta in "ufficio" si risale in auto direzione Forca Canapine.

Dopo una iniziale "ansia" per via della neve che sembrava non arrivare mai, parcheggiamo sul valico e la vista di tutto quel bianco (anche se chiazze di terreno che si fanno largo non mancano) ci infonde ottimismo. Inoltre la giornata calda e soleggiata non potrebbe suscitare in noi che emozioni positive indipindentemente dalle neve. Il panorama è davvero esaltante: lo Scoglio dell'Aquila svetta sotto Cima del Lago con quelle pareti massicce e rocciose. Il sole picchia fortissimo tant'è che a fine giornata mi ritroverò una bella abbronzatura in viso. Pronti e via, si parte.

Ci anticipano di poco un paio di signori anziani che cercano disperatamente di camminare su una lingua di terreno scoperta mentre noi al contrario cerchiamo la neve (come gli automobilisti di Formula Uno che con le gomme da bagnato cercano le pozze d'acqua quando l'asfalto via via si asciuga); neve che più avanti troveremo senza problemi. Silvia sembra trovarsi in perfetta sintonia con le ciaspole nonostante le stia "calzando" per la prima volta. Anche per Pierfabio è la prima volta con questo "attrezzo" e tutto sommato anche per lui non ci sono grossi problemi.

In poco tempo raggiungiamo il rifugio La Stalla. E' chiuso ma da una prima impressione, visto dall'esterno, sembrerebbe ben messo. Poco più avanti facciamo un'altra sosta sia per scattare foto che per spogliarsi: una maglia è decisamente di troppo. Proseguiamo questa piacevolissima passegiata abbandonando il sentiero principale dirigendoci verso sinistra all'interno di un breve tratto che ci avrebbe condotto a quota 1670 circa per una visuale dei Pantani dall'alto. Un breve traverso da affrontare lungo un pendio tutt'altro che irresistibile ma è bastato per farmi balzare in testa mille domande! Dopo aver fiancheggiato il bosco, eccoci che ci addentriamo dentro per uscire allo scoperto quasi subito. I Pantani di Accumuli laggiù in fondo totalmente ghiacciati, recintati da una discutibile palizzata di legno. Una bella vista, con i Monti della Laga sullo sfondo; ci aspetta ora una divertente discesa.... <<< Inizio articolo

C'è più di mezzo metro di neve che iniziamo a "cavalcare" di corsa soprattutto io e Pierfabio. I Pantani sembrano lì, a due passi ed invece non arrivano mai...Non c'è nessuno anche se poco prima avevamo incrociato due ciaspolatori ma diretti da tutt'altra parte. Arriviamo alla staccionata per una piccola pausa ed una foto di rito. Una giornata davvero deliziosa ed un silenzio rotto soltanto dalle nostre voci. Apro la sonda incuriosito dall'altezza del manto nevoso: 65 centimetri. Alcuni laghetti glaciali si intravedono per via di un colore marrone-grigiastro rispetto alla neve più bianca che li circonda a significare di un'importante processo di disgelo che ormai sembra inevitabile. 

Io, Pierfabio e mia sorella decidiamo di andare a scovare un piccolo bivacco che dovrebbe trovarsi nelle vicinanze in direzione Nord-Est. Questioni di una decina di minuti e lo raggiungiamo. Un piccolo ma tutto sommato ben messo casolare all'interno del quale abbiamo trovato, nonostante ci fosse un enorme divieto di accesso (sinceramente non ne conosco il motivo!), un camino con della legna, fiammiferi, delle reti ammassate in una'altra stanzina, addirittura uno specchio appeso alla parete. Da considerare in caso di emergenza. 

Ci ricongiungiamo con Aldo e Silvia che nel frattempo si sono rilassati in "riva" ai Pantani e proseguiamo nel ben mezzo di quest'ultimi facendo attenzione a non avvicinarci troppo alle zone più acquitrinose. Un'altra sosta per consumare il nostro pranzo sotto un piacevole sole che ci scalda alla grande anche se da fermi, una leggera brezza ogni tanto si infila sotto i giacconi facendoci rabbrividire un pò.

La giornata scorre via piacevolmente e forse anche troppo in fretta per i mie gusti ed ora, sulla via del ritorno, abbiamo un altro obbiettivo da raggiungere: rintracciare il ceppo di confine dove un tempo c'era appunto il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. Foto di rito con questo pezzo di storia e poi ci incamminiamo verso le auto con il massiccio del Vettore difronte in splendida forma. 

Ci alleggeriamo delle nostre zavorre tra zaini e ciaspole, riponiamo tutto in macchina e ci accingiamo a gustarci un caffè nel vicino rifugio Genziana. Appena entrati, il gestore viene subito messo in difficoltà da Aldo che gli chiede un gelato. Una richiesta un pò bizzarra di questi tempi ma ad essere sincero, se ci fosse stato, ghiotto come sono ne avrei approfittato anch'io. Comunque niente gelato e tra una risata e l'altra Piefabio esordisce con un panino caldo assecondato anche da Silvia, la moglie di Aldo che vorrebbe un toast. Niente da fare, l'espressione del gestore è tutto un programma come per dire "...ma guarda tu chi mi sono capitati...."

Troppo banale e scontato il panino....sta di fatto che ci convince a sederci e che provvederà lui a portarci un bel antipastino con formaggi, ricotta e salumi particolari. Alla faccia del caffè. Ci lasciamo trasportare da questa euforica "barzelletta" e ci sediamo non pentendoci assolutamente della decisione presa; tutto buonissimo compreso un bell'assaggio di lenticchie calde accompagnato da un vinello rosso. 

E così termina questa giornata dandoci appuntamento a chissà quale altra avventura da condividere insieme. Di sicuro ci sarà un'altra visita ai Pantani di Accumuli: da non perdere la passeggiatina che organizzerò più o meno nel periodo di Maggio in occasione di una abbondante (si spera) fioritura di tutti i prati e se non volete aggregarvi con il pazzo gruppo sempre diverso di Trekkingmontiazzurri vi invito vivamente a farci una bella capatina!!! Non ve ne pentirete! <<< Inizio articolo

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