Dal M. dei Signori, un signor tramonto Stampa E-mail
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Cronache - Cronache dai Pantani di Accumoli
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 02 Novembre 2011 10:00

CIELO PLUMBEO ED ACQUA GHIACCIATA: AI PANTANI UN TRAMONTO FORTEMENTE DESIDERATO!

Molte persone probabilmente non sarebbero nemmeno partite visto la giornataccia che ci si era presentata appena svegliati la domenica mattina. Fare più di 150 km e circa un'ora e mezza di strada in auto sotto un cielo molto grigio che minacciava pioggia in ogni momento, scoraggiava chiunque.....o quasi!!

La partenza, fissata per le due del pomeriggio, ci dava modo di temporeggiare e valutare al meglio l'evolversi del tempo ma, a parte qualche breve schiarita, la situazione verso i nostri Monti Azzurri, non migliorava di una virgola.

Ma si sa, a volte vale la pena rischiare per ottenere qualcosa, qualcosa magari di diverso, di inedito, di inaspettato e così si parte a ranghi ridotti (io, Sara e mia cugina Beatrice con il fedelissimo cane da trekking Honey) alla conquista di Forca Canapine, punto di partenza di questa breve e semplice passeggiata.

Il cielo ancora non promette nulla di buono; nuvoloni bassi e grigi si aggirano sopra le nostre teste. Il Vettore si nasconde dietro bianche nubi così come tutta la cresta per il Redentore dove l'unico punto di riferimento che si riesce a distinguere è il maestoso Scoglio dell'Aquila. La temperatura si aggira intorno ai 6/7 gradi; i guanti sono d'obbligo segno che ormai l'inverno è giunto quasi alla porta pronto a farci visita. In lontananza (ma neanche poi così tanto), i Monti della Laga sono ben visibili e sulle cime più alte è netta la sensazione di una leggera spruzzatina di neve. 

Non percorriamo neanche una decina di minuti di strada che dobbiamo già fare una breve sosta per indossare giubbetti impermeabili. Dal cielo non cade pioggia ma una via di mezzo tra neve e grandine, una sorta di pioggia ghiacciata molto suggestiva e a dir poco piacevole. Un frastuono incredibile si leva da terra quando questi chicchetti attraversano i boschi che ci circondano ingialliti da mille sfumature. E' una sfuriata che dura ben poco e così, come all'improvviso è arrivata, improvvisamente se ne va facendoci rituffare in una atmosfera di silenzio totale che neanche un soffio di vento riesce a disturbare.

In breve giungiamo ai Pantani o meglio, ciò che rimane dei Pantani di Accumoli circondati da cavalli e mucche al pascolo. Fa un certo effetto vederli con così poca acqua e con diversi laghetti ormai prosciugati dalle tante giornate senza acqua ma resta comunque un bello spettacolo da assaporare ugualmente in questo periodo dell'anno. <<< Inizio articolo

Con un bel "dritto per dritto" decisamente abbordabile raggiungiamo il Monte dei Signori dal quale, una visuale davvero molto carina dei Pantani e della vallata di Norcia, allieta i nostri occhi. Una nebbia molto compatta incombe in maniera "preoccupante" sulle piccole "pozzanghere"; è come se dovessero essere inghiottite da un momento all'altro e scomparire per sempre. Siamo in netto anticipo per il tramonto che quasi sicuramente riusciremo a vedere; non c'è nessuno spazio di sereno sopra di noi ma ciò che conta è quella fascia d'orizzonte più o meno libera dalle nuvole verso Ovest.

Mangiamo un boccone e tra una chiacchiera e l'altra inganniamo il tempo mentre la natura inizia a cambiare colore. Il sole finalmente fa capolino scaldandoci con i suoi tiepidissimi raggi. Le nuvole si tingono di rosso mentre alle nostre spalle la nebbia, che sale lungo le valli ed è giunta ormai anche sui Pantani, si fa anch'essa rossastra. Spiccano tutto intorno le colline illuminate che contrastano con il cielo "tetro" e plumbeo mentre pian piano una leggera "brezza" inizia a farsi sentire. 

Il sole, tra qualche fugace e breve visita, fa presto a scomparire dietro un orizzonte infuocato ed il buio sembra sopraggiungere quasi all'improvviso. Iniziamo la discesa dal Monte dei Signori e con troppo ottimismo penso di poter giungere alle auto senza accendere le torce elettriche. Quando mancano ormai una ventina di minuti, ci sovrasta e circonda una fitta nebbia che rende il tutto davvero molto suggestivo. Il fascio di luce delle nostre pile si fa strada a fatica tra le minuscole goccioline che ci circondano e non va più in là di qualche metro. Impressionante è il suono ovattato che ci trasmettono alcuni cavalli al galoppo che non riusciamo a vedere; i loro zoccoli calpestano violentemente gli ingialliti prati ormai pronti ad accogliere la fredda stagione. 

Le macchine sono a portata di mano; si intravedono le luci degli alberghi a ridosso delle piste da sci. Fa freddo ora e l'umidità sembra entrarci nelle ossa e non uscire più. Entriamo nelle auto, riscaldamento, luci e......via, si torna a casa. <<< Inizio articolo

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