Che spettacolo dal Bove Sud!! Stampa E-mail
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Cronache - Cronache dal Monte Bove
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Martedì 16 Novembre 2010 19:50

UN INCANTEVOLE QUANTO GRANDIOSO TRAMONTO A 2.170 METRI DI ALTEZZA: DAL BOVE SUD UNO STREPITOSO SCENARIO A META' NOVEMBRE!

Cosa dire...è proprio vero che la natura non finisce mai di stupire. Temperature miti a metà Novembre hanno permesso di ritardare la sensazione di un inverno quanto mai precoce nonostante le prime spruzzatine di neve sulle vette più imponenti dei Monti Sibillini.

Le ore di luce ormai sono ridotte al lumicino e non permettono lunghe escursioni a meno di alzatacce mattutine; un bel tramonto perciò è quello che ci vuole: sveglia abbastanza tardi la mattina e ritorno per l'ora di cena in serata. Nel mezzo una gratificante escursione che, in questo caso, è coinciso con l'arrivo al Bove Sud per ammirare un tramonto tra i più belli che abbia mai visto.

Tra qualche rinuncia dell'ultimo minuto, ci siamo ritrovati in quattro all'Hotel Felicyta di Frontignano verso le ore 13, punto di partenza per la nostra ascesa; oltre a me ed ad un mio omonimo Paolo appassionato fotografo, anche Massimo e Sandra alla loro seconda uscita con Trekkingmontiazzurri dopo la bella esperienza alla valle della Scurosa di qualche settimana fa. Conosciuti al corso effettuato a Fermo ad inizio anno sulle escursioni in ambiente innevato, è stata per me una graditissima sorpresa quando hanno deciso di partecipare ad uno degli eventi inseriti.

A Frontignano l'aria è frizzantina, il cielo è di un azzurro intenso e tutti siamo consapevoli della fatica che ci aspetta proprio ad inizio escursione: risalire il canalone, che in inverno è una frequentatissima pista da sci, fino al Cristo delle nevi punto di arrivo della funivia. Non vi nascondo che lì per lì avrei preferito che quelle funi fossero in movimento per risparmiarci un vero e proprio dritto per dritto che, nonostante una temperatura abbastanza fresca, ci avrebbe fatto sudare le leggendarie 7 camice. 

Ci incamminiamo con una andatura mooolto tranquilla; siamo in anticipo e quel canalone meglio affrontarlo con le pinze se non vogliamo che le nostre energie si consumino in poco tempo. Temperatura da far venire un pò i brividi all'ombra ma da farci spogliare al sole; è uno dei periodi più "bastardi", non si sa come vestirsi....troppo pesanti....troppo leggeri...più volte ci fermiamo per scrollarci di dosso qualche maglia di troppo e....per riprendere fiato....

In un'oretta poco più raggiungiamo finalmente la statua del Cristo che ammiravamo così lontana e piccola mentre salivamo. Il peggio è stato fatto ed una bella sosta per qualche foto ed uno spuntino non ce la toglie nessuno. Il Monte Bicco fa impressione: sullo sfondo un cielo così azzurro che fa risaltare l'intero massiccio con i suo splendidi balzi rocciosi. Laggiù in fondo svetta la Croce del Bove Nord che all'apparenza sembra il terminale ultimo dell'evidente sentiero/strada che taglia il versante Ovest del Bicco.  

Ci incamminiamo tra le stazioni di arrivo delle funivie e gli ormai famosissimi quanto tristissimi tralicci inutilizzati della cabinovia ormai in disuso da una eternità. Continua la raccolta firme che tra non molto saranno inviate a chi di dovere per sensibilizzarli ad un problema che sembra banale ma in realtà non lo è. Questi mostruosi tralicci non sono soltanto orrendi da vedere con un impatto ambientale da far accapponare la pelle ma anche molto pericolosi perchè dalle loro estremità scendono diversi cavi di acciaio arrugginiti che attraversano sentieri molto frequentati. Volevo ricordare che ci troviamo nel bel mezzo di una zona che ultimamente è stata molto rivalutata con la reintroduzione del camoscio appenninico; un progetto quest'ultimo che ha anche vinto il Panda d'oro 2010 del WWF per la conservazione della biodiversità. <<< Inizio articolo

Questi cavi penzolanti oltre che trovarsi a pelo d'erba, scendono ripidi a valle anche ad altezza uomo obbligano appassionati del trekking o semplici passeggiatori ad un "imbarazzante" salto ad ostacoli. Mi vien da ridere poi, scusate se mi permetto, quando poco più avanti sulla sella tra il Bicco e il Bove Sud, troviamo un paio di nuovi paletti con la segnaletica ad indicare il sentiero inconfondibile di cresta, un sentiero che passa nuovamente sotto un traliccio con altri cavi in agguato.

Nonostante tutto pensiamo a goderci lo splendido pomeriggio e, giunti in cresta, ammiriamo la sottostante Val di Bove condita, nella sua parte più alta, con una spolveratina di neve degli ultimi giorni. Incrociamo diverse persone intente a scendere a valle prima del sopraggiungere dell'oscurità mentre noi, al contrario, ce la prendiamo comoda perchè siamo abbastanza in anticipo sul tramonto. Prima dell'ultimo tratto tutt'altro che trascendentale, ci copriamo indossando un maglione in più. In cresta tira una "brezza" che ci obbliga a vestirci ed inoltre, i raggi del sole, ormai non scaldano come un'oretta fa. 

Arriviamo in vetta ed il panorama è strepitoso. In lontananza svetta tutto il massiccio del Vettore imbiancato con ai suoi piedi lo sterminato Pian Grande ed il paesino di Castelluccio. Le ombre pian piano si allungano lungo i ripidi pendii del Berro e della Priora che scendono veloci fino alla Val Tenna. La Sibilla, anch'essa imbiancata, trasmette quella sensazione di mistero che a quest'ora del pomeriggio è ancor più accentuata. Indossiamo guanti e cuffie: l'aria ora è davvero fredda e dopo aver mangiato un altro boccone, Sandra e Massimo si dirigono a far visita a ciò che rimane della stazione d'arrivo della cabinovia. Io e Paolo restiamo in vetta e tra uno scatto e l'altro attendiamo che il sole scenda. 

Ogni momento è diverso dall'altro; la luce cambia in continuazione intorno a noi. Il cielo si fa sempre più rosso condito da splendide nuvole che sono proprio lì dove dovrebbero essere per regalarci sfumature che raramente si ha l'occasione di ammirare. Le nebbie riempiono tutte le piccole valli e la sensazione è che l'armonia che regna tra tutte le variabili in gioco è perfetta. Il sole scende ed anche in fretta ora; per un attimo solo le lontane vette del Redentore e Vettore sono ancora colpite dai flebili raggi e poi, in pochi istanti, tutto intorno a noi cambia di colpo: i colori si fanno freddi e l'atmosfera che si respira diventa tutta d'un tratto gelida nonostante l'orizzonte regali ancora caldi colori ed un mix di tinte davvero uniche. 

Sandra e Massimo sono di ritorno dalla stazione della cabinovia ed insieme iniziamo la discesa sotto un cielo che pian piano inizia a farsi stellato con uno spicchio di luna che più tardi avrebbe illuminato il nostro cammino. La visibilità è ancora molto buona e senza l'ausilio delle torce elettriche riusciamo a raggiungere la statua del Cristo delle nevi. Non resta ora che scendere per il canalone fatto talmente tante di quelle volte da Massimo e Sandra ma con gli sci ai piedi.

Sono le ore 18 quando affrontiamo l'ultima fatica; e si, perchè di fatica si tratta considerato che la pendenza è notevole e tutto il carico grava su cosce e soprattutto ginocchia. Davanti a noi i piccoli paesini sparsi un pò ovunque riempiono gli spazi totalmente bui della montagna mentre sopra le nostre teste una immobile seggiovia sembra contare i nostri passi.

La giornata ormai volge al termine e con essa la breve ma bellissima escursione che ci ha regalato davvero molte emozioni. Ci salutiamo  al parcheggio di un Hotel Felicyta desolatamente deserto dandoci appuntamento alla prossima escursione.....Chissà, forse sarà con le ciaspole!!! <<< Inizio articolo

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Commenti  

 
+1 #1 Teresa Antinori 2010-11-19 19:54
HO LETTO LA TUA BELLISSIMA ESCURSIONE AL BOVE E ME LA SONO GUSTATA..., HAI DESCRITTO COSI' BENE I LUOGHI E LE EMOZIONI CHE QUASI MI SEMBRAVA DI ESSERCI STATA ANCH'IO. SINCERAMENTE QUELLA DOMENICA POMERIGGIO (IMPEGNATA PER LAVORO ) HO PENSATO A TUTTI QUELLI CHE SAREBBERO ANDATI SU, ANCHE A FARE UNA PASSEGGIATA DI UN'ORA PER AMMIRARE IL TRAMONTO CHE PURTROPPO NON HO VISTO, MA IMMAGINAVO CHE SAREBBE STATO BELLO!
GRAZIE PER L'EMOZIONE CHE CI HAI REGALATO.
PER LA CENA DEL 27 TI FARO' SAPERE VERSO FINE SETTIMANA.
CIAO Teresa
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+1 #2 cycca 2010-11-20 20:48
Ciao Teresa. Siamo stati davvero fortunati. E' stata una giornata da incorniciare non solo per il tramonto e mi dispiace moltissimo per tutti gli appassionati che non se la sono potuta godere. Non è facilissimo coinciliare i week-end liberi, con il meteo giusto e per di più a metà Novembre....
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0 #3 Cap 2011-06-22 10:34
E' stata un esperienza unica, ti riconcilia col mondo, meglio di una settimana di ferie.
Ripensandoci ancora, provo un senso di serenità e bellezza. E si vede anche dalle foto che abbiamo scattato.....
Durante la discesa abbiamo coniato un nuovo modo di dire..."ehh grazie al...Cai".
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