Il Bove. La partenza da Casali Stampa E-mail
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Il Bove - I sentieri per il M. Bove
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 29 Luglio 2009 21:25

DA CASALI FINO ALLA IMPRESSIONANTE E POSSENTE MURAGLIA DI FORCA DELLA CERVARA PROSEGUENDO VERSO IL M. BOVE SUD (difficoltà EE)

La Val di Panico è una tra le vallate più belle che ci sono nei nostri Sibillini e percorrerla nella sua interezza è certamente motivo di grande soddisfazione. La splendida valle si trova immersa tra due creste straordinarie che uniscono vette importanti: quella che da Pizzo Tre Vescovi si snoda verso il massiccio del Pizzo Berro e quella che dal M. Bove Nord e dalla sua Croce, collega il M. Bove Sud.

La valle si interrompe con  il tratto di cresta che a mio parere è il più suggestivo ed emozionante da percorrere; è chiamata Forca della Cervara o Forcella della Neve ed unisce il M. Bove Sud con il Pizzo Berro.

Una autentica lama di rasoio che divide la Val di Panico dalla valle del Tenna e la prudenza nel percorrerla deve essere massima. La presenza di punti decisamente esposti, attirano l'attenzione di chi la percorre per assaporare emozioni e panorami mozzafiato. Sono tratti che in parte possono essere evitati per via di un sentiero che svolta obbligatoriamente verso il versante del Tenna decisamente meno ripido ma comunque da fare con altrettanta cautela ma prima di arrivare a questo punto......c'è da fare un bel pò di strada!!

Ciò che descriverò qui è l'escursione che, percorrendo la Val di Panico, raggiunge il M. Bove Sud attraverso il sentiero N. 275 sulla cartina che ha inizio dal paese di Casali che poi si tramuta in N. 13 fino ai 2.169 metri di altitudine del monte che sovrasta le piste da sci di Frontignano. Sinceramente vi consiglio di fare questa splendida "passeggiata" se avete l'opportunità di partire con due auto e di lasciarne una all'hotel Felycita proprio a Frontignano altrimenti, secondo me, non vi conviene percorrere Forca della Cervara e raggiungere il Bove Sud per poi tornare indietro; nulla è impossibile se in tavola si giocano le carte dell'impegno e della volontà e poi ognuno è libero di agire come vuole. 

Come detto, la partenza è dal paesino di Casali. Il parcheggio non è un problema e la passeggiata inizia lungo il sentiero che fiancheggia la piccola chiesa. Il roccioso M. Bove Nord fa impressione per quanto è massiccio e grande da questa visuale. Vi accompagnerà per buona parte del percorso iniziale offrendo prospettive davvero splendide. Durante il tragitto non ci sono sorgenti d'acqua e l'ombra, sarà un lontano ricordo per tutta la durata dell'escursione; di conseguenza: acqua a volontà, cappello e crema solare se non volete ustionarvi! 

L'inizio del sentiero è praticamente una strada del tutto pianeggiante ma la dura salita non tarderà ad arrivare e perciò godetevi questo momento e riscaldate i muscoli...La valle si trova alla vostra destra e non potete sbagliare: sale alta, bella, verdeggiante fino ai piedi del Pizzo Berro che riconoscerete lassù in alto, a sinistra.

Dopo circa una quindicina di minuti di cammino, inizia l'ascesa che vi porterà fino a Forca della Cervara; dalla strada principale, si dirama a sinistra il sentiero che si dirige verso l'ampia valle e da qui in avanti sarà la salita l'unica costante dell'escursione fino al raggiungimento del M. Bove Sud.

Il sentiero è discretamente visibile ma anche se perdete le sue tracce, c'è poco da preoccuparsi quando si passeggia all'interno di una valle. Durante l'ascesa, alle vostre spalle, spicca il M. di Croce di M. Rotondo e l'inconfondibile rifugio del Fargno. A destra sempre il M. Bove Nord e la cresta che lo collega a Forca della Cervara mentre a sinistra si avvicina sempre più il Pizzo Berro con la sua inconfondibile fascia rocciosa che caratterizza la sua vetta.

La suggestività di questa valle è davvero grandiosa; personalmente ho proseguito l'ascesa verso la Forcella della Neve, insieme a mia sorella e mia cugina (due camminatrici instancabili ed imperturbabili!!!), sul fondovalle  a destra di una "lingua" di montagna che ad un certo punto divide la Val di panico in due  per risalire una volta giunto al termine della valle. Tanta la voglia di trovarsi a tu per tu con questa magnifica  barriera di roccia. Probabilmente nulla ci vieta di salire sulla cresta di questa fascia di monte che si trova nel mezzo (anzi sicuramente il sentiero passa proprio da quella parte, lungo la "mini  valle" sotto il Berro) e continuare l'escursione salendo di quota. Ci troviamo in corrispondenza dell'intersezione con il sentiero N. 13 che è quello che bisogna intraprendere mentre il N. 275 ritorna indietro risalendo verso la forcella Angagnola.

Proseguendo sul fondovalle, il sentiero perde di consistenza fino a scomparire. Si percorre un tratto un pochino scomodo alla base di questa cresta all'interno della valle per via di innumerevoli rocce e pietre che si incontrano lungo il cammino e che spesso non offrono un appoggio sicuro. Una volta superato, si ritorna sui classici prati  fino ad arrivare alla base di Forca della Cervara.

E' davvero impressionante vista dal basso; ai suoi piedi, la Val di Panico è tappezzata da splendide doline che la rendono davvero molto caratteristica. La forcella è come un'enorme diga che bisogna aggirare a sinistra per salirci sopra. E' magnifica!! 

La salita qui è decisamente impegnativa. Il sentiero ve lo create voi prendendo di petto il versante di quella "collinetta" alla vostra sinistra con Forca della Cervara di fronte. Arrivati più o meno a metà salita, potete dirigervi (continuando a salire), verso destra in direzione della forcella per raggiungere la cresta.

Arrivati in cima è grandioso ciò che si vede: la Val di Panico contrapposta alla valle del Tenna; la cresta terrificante di Forca della Cervara verso il M. Bove Sud che dovrete percorrere, si contrappone a quella altrettanto impegnativa per raggiungere la base del Pizzo Berro dalla quale poi si può raggiugere la sua vetta per mezzo della "ferratina", un tratto da percorrere arrampicandosi con l'aiuto di una catena posta sul luogo.

Giunti a questo punto non resta che iniziare a percorrere la Forcella della Neve. Seguendo il sentiero, non ci sono grossissimi problemi; un paio di passaggi durante i quali bisogna un pò aiutarsi con le mani per superare qualche roccetta. La prudenza è d'obbligo e mi raccomando, se avete la tentazione di sporgervi verso la Val di Panico fatelo con molta molta molta attenzione perchè da quel versante si raggiunge il fondo in picchiata e non ci sono Santi che tengano....

Il sentiero prosegue lungo il più docile pendio del versante della valle del Tenna fino al termine della forcella. Da qui in avanti occorre risalire verso destra fino al raggiungimento dei prati proprio sopra la Val di Panico. Se vi girate ad ammirare Forca della Cervara, rimarrete sbalorditi!! Al contrario, volgendo lo sguardo dalla parte opposta, orrende costruzioni senza senzo, rovinano la visuale di questo splendido luogo. La via da seguire è proprio segnata da queste abominevoli strutture fino al raggiungimento della vecchia cabinovia abbandonata a se stessa, ennesimo spreco di denaro e sfregio alla natura.

Ormai siete giunti a destinazione e raggiungere il M. Bove Sud è una formalità seguendo il sentiero che si trova un pochino più in basso oltre la decadente e vergognosa costruzione. L'infinita ascesa termina qui e se avete lasciato un'altra auto all'hotel Felycita a Frontignano, proseguite il sentiero che scende fino al raggiungimento della statua del Cristo.

Lungo la discesa potrete ammirare le altre grandi attrazioni turistiche che offre questo luogo: enormi tralicci arrugginiti della vecchissima linea della cabinovia che dai campi da sci proseguiva fino al M. Bove Sud; cavi di acciaio pericolossissimi che intralciano i sentieri ed il passaggio degli escursionisti, sono quanto mai disgustosi. Vi invito a firmare la petizione con la quale cercheremo di sensibilizzare chi di dovere a risolvere il problema quanto prima. Non abbiate paura ad esporvi...non risciate assolutamente nulla!!! Guardate che schifezza nella foto di sinistra ed immaginate il panorama senza!!!!

Il sentiero, il N. 271, prosegue a sinistra all'altezza nel punto in cui incrocia il N. 16 che invece prosegue verso il M. Bicco. Non potete sbagliare perchè, poco più avanti, bisogna fare il salto agli ostacoli per superare i cavi di acciaio che pendono dal traliccio. 

Giunti alla statua del Cristo, potete anche prendere la seggiovia per scendere a valle (se è aperta) oppure bisogna dirigersi all'interno del canalone che trovate alla vostra sinistra posizionandovi nella stessa direzione della statua ad ammirare il panorama. Il numero del sentiero è sempre il 271. Attenzione a non scivolare; la discesa è un pò antipatica e le gambe appesantite non aiutano molto dopo una "sfacchinata" del genere.  

Una grande ed emozionante escursione che in pratica aggira l'intero massicio del M. Bove Nord rovinata purtroppo da quegli ECOMOSTRI incomprensibili che ancora sono presenti dopo ormai moltissimi anni di abbandono. Insieme possiamo far sentire la nostra voce. <<< Inizio articolo

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