Il Bove. La partenza da Macchie Stampa E-mail
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Il Bove - I sentieri per il M. Bove
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 30 Aprile 2010 15:50

I PERENTORI ED INQUIETANTI CONTRAFFORTI DI PASSO CATTIVO DURANTE L'ASCESA AL BOVE SUD ( difficoltà EE)

Perchè si chiama Passo Cattivo? Il nome è sicuramente legato alle molteplici leggende e storie più o meno fantastiche che da sempre hanno reso e rendono tutt'ora affascinante il piccolo mondo dei Monti Sibillini. Per risalire al suo significato apriamo una piccola parentesi. Innanzitutto, in che posizione si trova il Passo Cattivo? Se andiamo ad analizzare bene la sua locazione, è una barriera naturale che separa la valle del fiume Tenna da quella del fiume Nera. 

Una spiegazione di questo genere ancora non chiarisce il perchè questo luogo abbia un nome così tanto curioso quanto "cattivo"; se però ci affianchiamo il fatto che da qui si raggiungono le orride gole dell'Infernaccio, allora il quadro inizia a farsi più chiaro. Ma non basta! Bisogna capire ora perchè l'Infernaccio è chiamato in questo modo. Entra in gioco la leggenda della fata Sibilla che, sebbene per gli abitanti delle montagne le Sibille erano considerate un oracolo, delle figure da venerare, con l'avvento del Cristianesimo erano state declassate e trasformate inesorabilmente in perfide e terribili rappresentazione del male.

La gola perciò non era altro che un luogo infernale ai piedi del Monte Sibilla vigilato e controllato dalla fata Sibilla che aveva nella sua grotta, in cima alla montagna, la dimora di un paradiso effimero nel quale si viveva nella lussuria più assoluta, peccati e sacrilegi di ogni genere. Passo Cattivo è così chiamato perchè non era altro che la via verso la perdizione, il peccato, verso tutto ciò che non era considerato "il Bene" ma bensì il Male, il Cattivo appunto. Fate attenzione a quando lo percorrete o vi dirigete verso di esso: presenze misteriose possono farsi sentire....

Detto questo veniamo a noi e al resoconto del fantastico percorso  verso la "perdizione" che ha inizio dal paesino di Macchie, poco sopra Castelsantangelo sul Nera. Il dislivello da superare fino al Bove Sud è di 1.100 metri il che classifica l'escursione con una difficoltà EE. E' una fatica incredibilmente piacevole per l'impressionante panorama che si gode durante l'ascesa verso Passo Cattivo. Il percorso è tutto quanto alla luce del sole e ci sono due fonti lungo il tragitto trascurandone una terza proprio all'inizio. La più importante è sicuramente quella del Lupo che si trova quasi al termine del tratto all'interno della valle sotto Passo Cattivo, il più impegnativo. L'altra, fonte Raiole, la troviamo dopo una ventina di minuti dalla partenza.

Sulla carta del Parco, il sentiero è segnalato con il N. 259 dopo di che si giunge sopra Passo Cattivo attraverso la strada che proviene dal M. Cornaccione, il N. 257 ed infine in vetta al Bove Sud per la cresta contrassegnata con il N. 12. Iniziamo con ordine.

Giunti a Macchie, parcheggiamo l'auto su un evidente piazzaletto e poi ci si incammina su di una stradina a destra, subito dopo la piccola chiesina di S. Antonio. Qui c'è subito la prima fontana dove poter riempire borracce e bottiglie con acqua fresca. Si prosegue e si sale a sinistra seguendo una strada imbrecciata che vi porterà lentamente alla conquista dello splendido muraglione che avete davanti. E' certo che l'impatto psicologico non è dei migliori ma vi assicuro che non ve ne pentirete e sarete ampiamente ripagati. All'interno di questa valle, non ci si può sbagliare; nonostante qualche deviazione concentrata soprattutto nella fase iniziale e di cui non dovete tener conto, procedete sempre diritti. Le segnalazioni del CAI qui sono un pochino latitanti, più presenti da metà valle in su ma ad ogni caso il sentiero ed il luogo in cui ci troviamo, non lasciano spazio ad improvvisazioni o ad indecisioni.

Dopo un pò si raggiunge la fonte Raiole (la seconda); si continua a salire con una pendenza che non è niente male anche se ho visto di peggiori; ci saranno persino momenti in cui poter respirare là dove il sentiero (per brevi tratti) "spiana" leggermente alleggerendo un pochino la nostra fatica. Non illudetevi troppo però.... <<< Inizio articolo

La massiccia parete di Passo Cattivo si fa sempre più imponente; i contrafforti rocciosi che scendono verso valle sono splendidi gioielli che ridicolizzano la nostra presenza con la possenza e potenza che trasmettono. Alle nostre spalle l'innocente paesino di Macchie sembra succube della straripante barriera che domina incontrastata tutta la valle. Il Monte Cardosa, nonostante la sua continua presenza, si defila silenziosamente da questo quadretto; preferisce il semplice ruolo di puro spettatore piuttosto che entrare in competizione con un "avversario", oggi, fuori dalla sua portata.

Si giunge così ad uno minuscolo spiazzo dopo il quale iniziano a comparire alcuni segnali del CAI. L'evidente strada prosegue in avanti  dando la finta imnpressione di tornare verso valle. In raltà il sentierino è alla vostra sinistra ma è la medesima cosa se continuate sulla più ampia stradina. Si ricongiungeranno poco più sopra. 

Da questo punto in poi la via si restringe negli ampi spazi all'interno della suggestiva valle e potete già vedere da che parte vi dovete dirigere oltre naturalmente a seguire il sentiero; Passo Cattivo non ammette improvvisazioni: l'unico passaggio è verso Nord fiancheggiando un bel balzo roccioso sopra il quale la vista è straordinaria. Alla base della piccola parete rocciosa, il sentiero da percorrere si dirige verso destra ma una capatina lungo la traccia a sinistra, fosse per me, ce la farei. La vista spazia alla grande ed è davvero uno spettacolo da non perdere. Da qui potete anche risalire, tra rocce e roccette, all'interno di una piccola pineta, per ricongiungervi al sentiero principale poco sotto la fonte del Lupo che raggiungerete dopo alcuni minuti percorrendo l'evidente traccia di ghiaia e sassolini...

Una pausa è d'obbligo per rimpinguare le scorte d'acqua e per godersi il panorama. Non manca molto al raggiungimento dell'ampia carrareccia che taglia il versante Sud del Monte Bove Sud proveniente dal Monte Cornaccione. Avrete notato sicuramente che alla fonte arriva anche un altro sentiero dal basso che sulla cartina topografica è indicato con un tratteggio. Non consideratelo naturalmente e proseguite a salire fiancheggiando una piccola costruzione che, in primavera, trasuda acqua in ogni direzione.

Finalmente giunti sulla larga strada, si abbandona il sentiero N. 259 che viene sostituito dal N. 257 che bisogna percorrere verso destra fin sopra Passo Cattivo. Una salita molto blanda che vi permette di rilassarvi dopo il faticoso tratto fin qui fatto. Ormai non c'è molto da dire per quanto riguarda la descrizione del sentiero da percorrere per raggiungere la vetta del Bove Sud; al termine della strada sopra il Passo Cattivo, è gratificante la suggestiva vista in contemporanea della valle del Tenna a sinistra e quella del Nera a desta separate da questo muro impressionante un tempo via di collegamento per raggiungere Roma.

Sempre alla vostra sinistra ora non vi resta che percorrere la cresta che porta il N. 12 sulla carta per giungere a destinazione. Prima parte con una buona pendenza; si respira un pò nel tratto centrale e nel finale un'ultimo strappettino. Se disponete di un binocolo chissà....forse potrete vedere anche i famosi camosci di cui si parla tanto. Ci troviamo vicino alla zona interdetta ma per quanto mi possa essere impegnato quando mi sono trovato nei paraggi, non ho avuto ancora l'occasione di osservare questi splendidi animali.  

Cosa dire ragazzi, questi Monti Azzurri sono davvero speciali; là dove meno te lo aspetti riescono sempre a sorprenderti e questa spettacolare escursione è senza dubbio degna di essere segnalata alla grande. <<< Inizio articolo

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