Monte Bicco. La cresta Nord-Ovest Stampa E-mail
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Il Bove - I sentieri per il M. Bove
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Giovedì 20 Dicembre 2012 17:00

TRA ROCCE E ROCCETTE, LA FENOMENALE E DIVERTENTE CRESTA NORD-OVEST PER IL MONTE BICCO (difficoltà E/EE)

All'interno del comprensorio del Monte Bove, sono diversi le escursioni ad anello che si possono percorrere in un ambiente molto ricco del punto di vista paesaggistico con la possibilità anche di intercettare qualche camoscio appenninico reintrodotti qualche anno fa nell'ambito di un importante progetto.

Bisogna fare altresì attenzioni ad alcuni divieti che, per salvaguardare il progetto stesso della reintroduzione dei camosci, ci impediscono, a periodi alternati nell'arco di un anno, di poter raggiungere la vetta del Bove Nord e la Croce del Bove Nord. Appositi cartelli sono dislocati lungo la linea sentieristica man mano che ci si avvicina alle aree critiche; il mancato rispetto delle vigenti regole comportano multe decisamente non gradite (scaricate la cartina dei divieti).

A proposito di segnaletica, posso dire che sono state migliorate le indicazioni dei sentieri non solo con segnali CAI ripassati e più visibili ma anche con appositi cartelli che indicano le cime da raggiungere ed i relativi tempi di percorrenza.

L'escursione che descriverò in questo articolo è un altro modo per compiere un anello oltre a quello già descritto e che diciamo rappresenta un pò il perimetro dell'intero comprensorio del Bove. La partenza e sempre la stessa e cioè nei pressi dell'Hotel Felicyta a Frontignano. La cresta Nord-Ovest per il Monte Bicco non fa parte (almeno per ora) di quei sentieri rivalutati con appropriate indicazioni (lungo la cresta si intravedono vecchie bandierine CAI ormai molto sbiadite) cosa che invece, secondo il mio parere, andrebbe fatto perchè è davvero una bella e suggestiva escursione. Tra rocce e roccette, ci si muove in un ambiente particolare che, con adeguata attenzione, non risulta pericoloso ma va preso comunque "con le molle" soprattutto per chi soffre di vertigini. Sulla carta topografica, i sentieri da percorrere sono parte del N. 272 ed il N. 16 per la cresta.

La descrizione è abbastanza semplice: con l'Hotel Felicyta di fronte, si imbocca il sentiero che scende a sinistra. Inizialmente si perde purtroppo un pò di quota che poi dovrà essere inevitabilmente riguadagnata. Niente di preoccupante, diciamo una settantina di metri portando così il dislivello complessivo da superare vicino agli 800. In questa prima parte è davvero splendido l'avvicinamento alla parete rocciosa della Croce di Monte Bove Nord. Lungo un sentiero ben evidente e segnalato anche con apposite frecce che vi indicano la via per la Val di Bove, si giunge, dopo un tratto abbastanza pianeggiante che ci ha permesso di scaldarci un pò, al punto in cui inizia la vera e propria ascesa verso il Bicco. Con una pendenza niente male, si comincia a salire verso l'interno della valle fiancheggiando la parete Sud della Croce di Monte Bove. <<< Inizio articolo

Si sale rapidamente qui percorrendo il Fosso Val di Bove fino ad uscire allo scoperto dove la valle si spalanca davanti ai vostri occhi così come la meta da raggiungere. Come punto di riferimento, è facile individuare un albero solitario con un segno CAI dipinto su di un ramo. E' proprio in questo momento che abbandoniamo l'interno della valle per dirigerci verso destra percorrendo, senza seguire nessun tipo di sentiero, un breve pendio erboso per guadagnare la cresta che poi ci porterà in vetta al Monte Bicco. E' molto semplice individuare la zona in cui iniziare a risalire in quanto è il primo "anello debole" che si intravede sulla destra per raggiungere il filo di cresta.

Raggiunta perciò quest'ultima, si può dire che inizia il vero divertimento. Il panorama è decisamente da apprezzare: maestoso e selvaggio è la rocciosa Croce di Monte Bove mentre laggiù in basso, oltre alle minuscole auto lasciate al parcheggio davanti l'Hotel, si distinguono naturalmente Ussita, Calcara e appunto Frontignano immersi nel verde delle montagne. 

Ora basta tenersi in cresta per raggiungere il Bicco che è apparentemente vicino; è da apprezzare l'incontaminata Val di Bove alla vostra sinistra alla quale fa da contrappeso la colonizzazione degli ampi prati nei pressi del Cornaccione, a destra. L'ascesa, se pur faticosa, è comunque mitigata da un continuo susseguirsi di brevi ma bellissimi passaggi sulle roccette; si raggiunge in questo modo la strada/sentiero N. 272 che, provenendo dai campi da sci, si immerge nel cuore della Val di Bove. Non rimane che attraversarla per affrontare l'ultimo tratto di cresta per conquistare la vetta.

Volgendo lo sguardo alle spalle si può ammirare tutto il suggestivo percorso effettuato; una bella soddisfazione giungere in cima da questo versante che, nonostante la sua relativa facilità nel percorrerlo, lascia comunque in eredità qualche piccolo tratto un pochino più impegnativo in prossimità ormai della meta. Dopo un meritato spuntino o pranzo, ci si può sbizzarrire pensando al ritorno in base alle proprie condizioni fisiche e al tempo a disposizione.

La via più breve sarebbe quella di tornare al punto di partenza scendendo dal Bicco e, proseguendo verso destra sotto i tralicci della vergogna, raggiungere la statua del Cristo e quindi scendere per il fosso utilizzato d'inverno come pista da sci. Oppure si può proseguire verso il Bove Sud e completare l'anello raggiungendo il Bove Nord. In questo modo si avrebbe più opportunità di incrociare in lontananza qualche camoscio facendo attenzione a rispettare i divieti vigenti nel periodo in cui andate. <<< Inizio articolo

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