Le Lame Rosse cambiano abito Stampa
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Cronache - Cronache dal Fiastrone
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 02 Gennaio 2010 19:25

TRA BOCHI IMMACOLATI ED IMBIANCATI,  ALLE LAME ROSSE E' UNA GUSTOSISSIMA E DIVERTENTE PASSEGGIATA

Dopo le prime timide nevicate che hanno imbiancato a fatica le cime oltre i 2000 metri, la settimana pre-natalizia si presenta con temperature in picchiata per un gelido freddo siberiano proveniente da est e che ha portato nevicate decise a quote piuttosto basse con fiocchi anche lungo la costa.

Questa ondata di freddo e neve coincide anche con il fine settimana durante il quale ho programmato una breve escursione alle Lame Rosse per il comodissimo e semplicissimo sentiero che ha inizio dalla diga di Fiastra. A dire il vero speravo in una nevicata non solo perchè in un certo senso rende l'atmosfera più natalizia e piacevole ma anche perchè vedere questo spettacolo della natura imbiancato da candidi fiocchi è stato sempre un mio grande desiderio dopo averle ammirate e fotografate a più riprese durante i mesi più miti.

Un desiderio che si è avverato e se devo dirla tutta, sono stato molto molto fortunato nel "beccare" una domenica ideale che più ideale non si poteva soprattutto dopo giorni molto nuvolosi e decisamente poco inclini per ogni genere di uscite. Una finestra splendida con tanto sole, cielo terso, vento inesistente anche se i -5 gradi appena scesi dalla macchina in prossimitaà della massiccia diga, erano lì ad attenderci senza fare sconti a nessuno.

Percorso lentamente il tratto di strada che da Pian di Pieca conduce fino al lago per via di una lastra di ghiaccio e neve che ci ha sempre accompagnato, parcheggiamo e ci incamminiamo sopra il camminamento dell'enorme muraglione dopo esserci bardati di cappelli, sciarpe, guanti per respingere questo freddo infernale che a dire il vero ha dato l'impressione di essere meno pungente del previsto.

E così insieme ad Angelo, Giampiero, Beatrice, Emanuela (alla sua prima uscita con noi) e mia sorella Silvia inizio questa escursione che è stata anche l'ultima del 2009.

C'è neve lungo il sentiero ma non sufficente per una ciaspolata. Si passeggia molto bene mentre il sole tenta di riscaldare il gelido manto nevoso sugli alberi circondandoci di migliaia di luccichii come fossero minuscoli led luminosi su di un albero di Natale. Il freddo sembra essersi preso una pausa ma in realtà siamo noi che ci stiamo lentamente scaldando ad un ritmo comunque piuttosto blando ed il che lo dice tutta sulla splendida giornata che abbiamo colto. Non ci corre dietro nessuno e vogliamo goderci lo splendido paesaggio cogliendo ogni piccolo particolare.

La diga fa sempre un certo effetto; possente, maestosa che tiene a bada la forza prorompente di milioni e milioni di metri cubi di acqua. A valle, la gola del Fiastrone ricoperta da una leggera e deliziosa coltre bianca e candida che si fa più pesante con l'aumentare dell'altitudine.

Gli scarponi affondano piacevolmente nella neve morbida lungo il sentiero senza creare difficoltà; "preoccupa" più quella sui rami degli alberi (alcuni piegati a dismisura lungo la stradina) che spesso cade volontariamente per mano di Beatrice o mia cercando si seppellire il resto del gruppetto ma spesso siamo proprio noi a rimetterci le penne...

Ci accompagnano numerose impronte oltre a quelle del nostro fedele cane Honey e soprattutto sono molti i punti in cui i cinghiali hanno rivoltato la neve per cercare disperatamente del cibo da ingoiare in queste giornate fredde. Grandi spiazzi totalmente devastati dalla loro furia....come se ci fossero stati dei violenti combattimenti. <<< Inizio articolo

In poco più di un'ora raggiungiamo il canalone ed iniziamo la risalita verso le splendide Lame Rosse; bianco, immacolato, candido...quasi un invito a non rovinare con le nostre impronte questa "lingua" ghiacciata che scende verso di noi. E' decisamente più impegnativa della semplice passegiata fin lì fatta; la neve è discretamente alta e le nostre gambe affondano in certi casi quasi fino alle ginocchia. Qui si che le ciaspole avrebbero fatto il loro dovere ma poco importa, lentamente risaliamo mentre Emanuela dà il via al primo pasto giornaliero addentando il primo panino della giornata.

Fatti alcuni passi ed....eccoli là gli spettacolari pinnacoli di queste bizzarre montagne ricoperti di neve; come se si fossero messi un cappello per ripararsi dal gelo. Alcune nuvole sono di passaggio sopra di noi ma nulla di rilevante; il cielo è bello azzurro e soprattutto non c'è anima viva del vento che avrebbe sicuramente aumentato la percezione del freddo. E' un'atmosfera davvero incantata e gli alti pinnacoli sembrano disegnare castelli che sopra le nostre teste tentano di raggiungere e toccare il cielo.

Piccoli rigoli di acqua congelati, formano numerosi ghiaccioli che puntano verso il basso mentre è continuo il fragore di minuscole frane: sassolini che dall'alto si staccano in continuazione e percorrono i bellissimi canyon innevati fino a raggiungere il canalone che continuiamo piacevolmente a risalire immersi in quest'angolino che sembra vivere insieme a noi.

La temperatura è decisamente bassa ma molto sopportabile forse perchè è un freddo secco e non dà l'impressione di "tagliarci a fettine". Giunti quasi al termine del Fosso della Regina, sostiamo per la pausa pranzo. Il sole continua a scaldare una straordinaria giornata "capata" dal mazzo e dopo frutta, panini e biscottini, giunge l'ormai consueto appuntamento con il caldo caffè di Angelo a cui si aggiunge anche quello di Beatrice. Due termos pieni che ci "scoliamo" in sei; un momento troppo gustoso che non si può spiegare a parole. 

Ai piedi dele Lame Rosse brindiamo con la calda bevanda ad un sereno Natale e personalmente ad un anno  trascorso dal quale bisogna cogliere tutti gli aspetti positivi e far tesoro di quelli meno positivi perchè se è vero, come dice una persona a me molto cara, che il futuro ha radici nel nostro passato e si nutre dal presente, allora l'anno che verrà sarà come noi vogliamo che esso sia. Almeno nel nostro piccolo.

Il ritorno per il medesimo sentiero è pura accademia ma non risparmia una caduta ad Angelo che questa volta atterra sul morbido al contrario del giorno in cui iniziammo la discesa dalla Sibilla dopo aver assistito all'alba. In quel caso, crinatura di una costola e giorni di convalescenza. Ho in mente quella scena come fosse ora: davvero una brutta caduta con il torace ad impattare la dura roccia della montagna. Ma Angelo è un tipo tosto e scherzandoci un pò con il senno del poi, posso dirvi con certezza che anche la Sibilla ha sbattuto forte.... <<< Inizio articolo

Vorremmo che la giornata non finisse mai, ci si diverte a passeggiare in mezzo a questo bosco con tanta semplicità ed allegria; qualcuno ipotizza una improbabile visita alla grotta dei Frati e dopo aver accantonato solo il pensiero con l'ennesima risata, procediamo sulla via del ritorno facendo però una breve deviazione per visitare un'altra grotta, quella di S. Nicola. Piccolina ma molto molto utile: nei primi mesi del 2009 mi sono imbattuto più di una volta lungo questa splendida valle ed in una uscita per più di un'ora sono stato costretto a rifugiarmi in questa grotta per un violentissimo acquazzone che sembrava non smettere mai.

Con la neve ed il freddo lo scenario è cambiato decisamente soprattutto per dei bellissimi ghiaccioli di tutte le dimensioni che ricoprono una intera parete rocciosa. Classica foto di gruppo ammassati dentro questo minuscolo antro come piccole creature che cercano in tutti modi di scaldarsi con il calore del corpo e poi via si riparte in direzione della diga.

Cerchiamo di resistere alla continua tentazione di scattare altre foto ma il paesaggio non ce lo permette: sembra una continua metamorfosi. Beatrice scatta a raffica (alla fine qualche bella immagine verrà fuori per forza...Sorridente ) e mentre ormai la diga è a portata di mano, un piccolo dispiacere per questa splendida giornata che volge al termine mi attanaglia il cuore ma non voglio nemmeno sprecare un secondo pensando che è già tutto finito; voglio godermi ogni momento con i compagni ed amici che continuamente si alternano ad accompagnarmi durante le mie passeggiate e ai quali sono molto grato per la loro compagnia.

La giornata non finisce mai di stupire; la temperatura si abbassa sensibilmente e sul viso, il gelido freddo inizia a farci indirizzire. Mentre attraversiamo la diga, sono due i Soli che ci accompagnano alle auto: mentre il primo, su nel cielo, scenderà e si nasconderà dietro gli splendidi monti, il secondo sembra emergere dallo specchio d'acqua senza increspature del lago di Fiastra. Si ha l'impressione di passeggiare sottosopra. Anche questo è un altro piccolo e meraviglioso "miracolo".

Pienamente soddisfatti per questa prima uscita in ambiente innevato, riprendiamo possesso delle nostre auto per un tranquillo ritorno a casa dove forse il pensiero di tutti è quello di un bel bagno caldo ed una tranquilla e rilassante serata in famiglia...magari di fronte ad un bel camino caldo e scoppiettante. <<< Inizio articolo

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