Pericolante masso all'imbocco della forra del Fiastrone! Stampa E-mail
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Cronache - Cronache dal Fiastrone
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 30 Dicembre 2016 22:15

ECCO PERCHE' NELLE FORRE E NELLE GOLE AL MOMENTO E' SCONSIGLIATO E VIETATO AVVENTURARSI

Il sisma non ha fermato la voglia di camminare là dove è possibile anche se ormai è radicata in tutti noi la consapevolezza che i luoghi a cui siamo affezionati non saranno più come prima, purtroppo. E così il giorno di S. Stefano si è svolta, quasi regolarmente, la Santa messa alla caratteristica grotta dei Frati a strapiombo sulla Gola del Fiastrone. Era un appuntamento al quale mi premeva molto partecipare con tutta la mia famiglia e così abbiamo fatto. Soltanto una volta dalla prima scossa del 24 agosto mi ero affacciato sui Sibillini; una settimana prima del tremendo terremoto di fine Ottobre ero stato con Sara, Angelo e Marta ed alcuni amici a pranzo alla taverna di Foce dopo una piccola sgambata lungo il Pian Gardosa.

Da quel giorno non ero più salito sui Sibillini primo perchè non era il caso e neanche possibile inoltrarsi in nessun tipo di escursioni subito dopo il 6.5 di domenica e poi, quando alcune zone dei Monti Azzurri erano tornate accessibili, non ero ancora pronto a rivivere certi luoghi devastati da questo tsunami terrestre. L'ultima escursione degna di questo nome? Il 9 Agosto 2016, un bellissimo anello che nonostante in questo periodo non si possa fare, mi accingerò a pubblicare ugualmente aspettando che la gola dell'Infernaccio ritorni agibile. 

La S. Messa alla grotta dei Frati era l'occasione per iniziare a rivivere qualche timida passeggiata in compagnia di Sara e dei miei due scatenati figli Angelo di 4 e Marta di 2 anni che quando sentono parlare di montagna gli si illuminano gli occhi....chissà perchè :-)) Ci attrezziamo anche di torce in quanto la celebrazione è prevista per le 16:30 ed il ritorno deve essere ovviamente accompagnato da luce. Tutto entusiasta Angelo che quando gli parli di torcia e gliene dai una ci va in giro giorno e notte soprattutto....

Ce la prendiamo comoda e la partenza avviene subito dopo pranzo alle 14:00. Arriviamo al consueto parcheggio con un'oretta di anticipo passando obbligatoriamente per Camporotondo e Cessapalombo e non per Caldarola dove la strada è interrotta. Purtroppo lungo il tragitto sono evidenti i danni provocati dal terremoto: a Camporotondo intere abitazioni crollate o puntellate per evitare danni maggiori e soprattutto per mantenere la viabilità aperta. A Villa di Montalto non c'è casa che non sia puntellata o inagibile; una intera impalcatura di legno permette di oltrepassare la piccola frazione per dirigersi verso la rocca di Col di Pietra. Noi giriamo a destra qualche istante prima e ci accoglie una intera abitazione accasciata sulle proprie macerie.

Giungiamo al parcheggio ed ad accoglierci c'è solo Claudio il braccio destro di Don Oreste, il tutto fare e autore del libro guida non solo sulla grotta dei Frati ma anche di altre grotte e sentieri che si trovano lungo la valle del Fiastrone. La sua prima mansione, è quella di "parcheggiatore" e di sistemare al meglio le auto che man mano giungono sul piccolo piazzale che precede il sentiero. Scambiamo quattro chiacchiere soprattutto sulle devastazioni che il sisma ha provocato e ci dice che la grotta non ha subito nessun tipo di danno strutturale per via soprattutto di un opera di consolidamento fato diversi anni addietro. Il sentiero invece è stato rovinato in alcuni punti dalle frane staccatesi a monte che hanno invaso inevitabilmente la via per raggiungere la grotta.

Ci dice che sono evidenti i danni provocati dal sisma ma che sono stati bene o male risistemati per consentire il passaggio in sicurezza; con largo anticipo iniziamo a camminare verso la grotta anche perchè con Angelo e soprattutto Marta ci impiegheremo un pochino di più del previsto. Angelo sembra un ometto e sfreccia davanti a noi come se avesse fatto quel sentiero chissà quante volte. Marta invece inizia subito......"male" poltronando e non volendo smuoversi dalla panchina situata proprio all'inizio del sentiero. Dopo un pò riesco a convincerla a partire. Arriviamo alla grotta che non c'è ancora nessuno ovviamente; il sentiero tutto sommato non è che abbia subito grossissimi danni e non l'ho trovato peggiorato rispetto agli anni passati ma forse perchè nei punti più precari è stato fatto un buon lavoro per rimetterlo in sesto. 

Comunque restano evidenti le cicatrici lasciate dal sisma: diverse sono le pietre, anche di grosse dimensioni, incastrate tra gli alberi segno evidente di smottamenti e frane a monte che hanno anche tranciato di netto diversi alberi. Ma la vista più inquietante è stata quando ho rivolto lo sguardo verso la famosa forra del Fiastrone già interdetta agli escursionisti qualche anno fa a causa dell'alluvione. Una grossa frana si è abbattuta proprio all'imbocco della gola mentre molto più in alto un enorme masso è rimasto in bilico tenuto non si sa da quale forza misteriosa.

So per certo che diversi escursionisti, a loro rischio e pericolo, nonostante il divieto di inoltrarsi all'interno della gola per la presenza di pozze e buche più profonde del previsto causate appunto dalla troppa irruenza dell'acqua durante i nubifragi del 2014, si sono ugualmente addentrati nella forra senza rispettare il divieto. Ora il pericolo molto concreto viene dall'alto: questo enorme macigno rischia di cadere in qualsiasi momento e se la neve o la pioggia invernale e primaverile non dovessero risolvere il problema, sarebbe bene farlo cadere a valle in qualche modo prima che qualche incosciente ci lasci le penne pensando che ormai il peggio è passato. 

Passano una ventina di minuti prima che inizino ad arrivare altra gente per assistere alla celebrazione. Nel frattempo facciamo un piccolo spuntino anche perchè i bimbi paventano una certa fame. In poco tempo ci ritroviamo in più di una cinquantina di persone. Il generatore è messo in funzione, le luci funzionano a dovere; l'unica cosa da allestire è l'altare ma quando arriva Don Oreste la maggior parte dei presenti rimane basita quando ci dice che bisogna tornare indietro perchè la messa si celebrerà sul piccolo piazzale, al parcheggio. Ci è stato spiegato che il motivo era che con il buio il sentiero risultava troppo pericoloso per essere percorso di notte ed era meglio ritornare finché c'era luce. Sinceramente l'ho trovata una scusa alquanto "banale": sono anni che percorro quel sentiero e sinceramente dopo le riparazioni l'ho trovato forse anche migliorato. Non c'è una differenza sostanziale rispetto a qualche anno fa: certo, in alcuni punti bisogna fare una attenzione maggiore così come gli anni passati.

La verità è che, secondo me, qualcuno si è spaventato per il luogo dove si svolgeva la celebrazione, qualcuno che non c'era mai venuto e gli a preso il panico pensando di non avere scampo in caso di una scossa. Certo, a chi dei presenti non è balenato almeno per qualche istante un pensiero simile a quello? Ma è anche vero che se vogliamo rivivere certe emozioni, certi paesaggi, se vogliamo rivivere la nostra montagna, prima o poi dovremmo lasciarci alle spalle questi pensieri.       

Così, a malincuore, pian pianino ci prepariamo ed aspettiamo che siano partiti tutti per iniziare il ritorno anche noi. Angelo è molto dispiaciuto perchè pensa che non potrà accedere la torcia ma poi lo convinciamo che tra poco invece ci servirà lo stesso soprattutto dentro il bosco. Così, tutto contento iniziamo il "viaggio" di ritorno. Marta sale in "sella" al mio zaino mentre Sara chiude la fila occupandosi di Nina. Ma chi è Nina? E' la nuova entrata in famiglia: un cucciolo di cane di 2 mesi poco più nato da mamma Beagle e papà ignoto alla sua prima uscita in montagna e devo dire che se l'è cavata molto bene. 

Quando raggiungiamo il parcheggio la messa è appena iniziata; Marta si è addormentata sullo zaino mentre Angelo, che si è fatto l'intero tragitto sia andata che ritorno sempre camminando, è comprensibilmente stanco e così decidiamo di raggiungere l'auto e ritornare verso casa. E' stato nonostante tutto un pomeriggio gradevole, i bambini si sono divertiti ed è questo quello che conta. Per me e Sara un ritorno a respirare aria di "Sibillini" sperando che con l'anno nuovo si possano frequentare sempre più questi splendidi luoghi.    

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Commenti  

 
0 #1 Bobo 2017-01-05 15:07
Grazie di queste informazioni Paolo. Ho un groppo alla gola sentire e vedere queste cose. Sinceramente speravo che questa parte si fosse "salvata" ma purtroppo non è così. La zona di Villa con il Petrella, il Codardo ... è stata ultimamente una delle zone che abbiamo frequentato di più.
Un abbraccio affettuoso anche se non ci conosciamo. Alberto e Daniela
PS: Ricordo come se fosse ieri le tue foto di Angelo sul sito ... come passa il tempo!
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