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A Cessapalombo, di scena i carbonai |
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Fiastrone -
Notizie e curiosità dalla gola del Fiastrone
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Scritto da Paolo Ciccarelli
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Venerdì 19 Marzo 2010 21:00 |
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I CARBONAI: UN DURO E FATICOSO LAVORO MA QUALCUNO DOVEVA PUR FARLO...
Un antico quanto mai indispensabile e necessario lavoro per tirare avanti. Ricavare carbone dalla legna non era affatto facile e richiedeva non solo uno sforzo fisico ma anche una costante e continua attenzione durante tutta la durata della "cottura" del legno. Una minima disattenzione e distrazione e tutto il duro lavoro veniva vanificato ed andava letteralmente in fumo. Utilizzato soprattutto come fonte energetica, per la cottura dei cibi e per la lavorazione del ferro, il metodo per ricavarlo doveva seguire delle tappe ben precise e nulla era lasciato al caso. La carbonaia, che solitamente aveva una forma a cono ed in gergo chiamata "la 'ncotta", veniva costruita su di uno spiazzo all'interno del bosco chiamato "piazza carbonaia" di forma circolare.
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Un pò di storia sulla valle del Fiastrone |
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Fiastrone -
Notizie e curiosità dalla gola del Fiastrone
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Scritto da Paolo Ciccarelli
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Sabato 07 Marzo 2009 11:43 |
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NONOSTANTE IL LUOGO ANGUSTO ED IMPERVIO, CHE VITA NELLA GOLA DEL FIASTRONE
In milioni e milioni di anni, il torrente "Flusor", successivamente Fiastrone, ha scavato attraverso montagne carsiche, una spettacolare gola e numerose grotte disseminate un pò ovunque lungo il suo corso; non si hanno notizie precise su chi per primo si sia inoltrato in questi luoghi solitari e tetri, ma dalla storia possiamo trarre alcune considerazioni. E' noto che la regione Marche fu una terra d'indiscusso transito di numerose popolazioni a partire dai Piceni e Umbri, che occuparono rispettivamente la zona costiera dell'Adriatico e i territori camertini, fino ai Galli ed ai Visigoti; quest'ultimi, sotto la guida di Alarico, nel 408 distrussero la città di Urbis Salvia (Urbisaglia) per poi dirigersi verso Roma lungo la valle del Fiastrone attraversando i paesi di Fiastra, Pievetorina, Colfiorito; è dall'esistenza di questa via di comunicazione che la valle ha una indiscutibile influenza romana.
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La figura del Beato Ugolino da Fiegni |
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Fiastrone -
Notizie e curiosità dalla gola del Fiastrone
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Scritto da Paolo Ciccarelli
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Martedì 17 Marzo 2009 19:43 |
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LA VITA DEL BEATO UGOLINO E LA STORIA DEL SUO SANTUARIO
E' di grande rilevanza la figura del Beato Ugolino nato a Fiegni nei primi anni del XIV secolo. La madre Lucia, morì subito dopo il parto e fu cresciuto dal padre Magalotto II discendente della nobile famiglia Magalotti proprietari di quattro feudi: Poggio, Appennino, Cerreto e Fiastra. All'età di 13 anni, anche l'ultimo genitore morì ed Ugolino si sentì libero di gestire la propria esistenza a piacimento. La vita continuava ed anche per lui si spalancarono le porte dell'amore. Una certa Clara dè Riguardati di famiglia benestante conosciuta a Visso. Se ne infaghì follemente ignaro della beffa che lo attendeva. Clara, decise di entrare nel nuovo convento di Santa Chiara a Visso per farsi monaca e questa notizia fu una mazzata tremenda per il cuore di Ugolino. Sconvolto dalla decisione presa dalla ragazza, si ritirò in profonda meditazione presso il Santuario di Macereto. Nel plinto di sinistra dell'entrata principale, in bassorilievo, è rappresentato un monaco che stringe nella mano sinistra un libro e nella destra un cuore come ad indicare la sofferenza per la rinuncia a qualsiasi amore terreno.
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