Un pò di storia sulla valle del Fiastrone Stampa E-mail
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Fiastrone - Notizie e curiosità dalla gola del Fiastrone
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 07 Marzo 2009 11:43

NONOSTANTE IL LUOGO ANGUSTO ED IMPERVIO, CHE VITA NELLA GOLA DEL FIASTRONE

In milioni e milioni di anni, il torrente "Flusor", successivamente Fiastrone, ha scavato attraverso montagne carsiche, una spettacolare gola e numerose grotte disseminate un pò ovunque lungo il suo corso; non si hanno notizie precise su chi per primo si sia inoltrato in questi luoghi solitari e tetri, ma dalla storia possiamo trarre alcune considerazioni. 

E' noto che la regione Marche fu una terra d'indiscusso transito di numerose popolazioni a partire dai Piceni e Umbri, che occuparono rispettivamente la zona costiera dell'Adriatico e i territori camertini, fino ai Galli ed ai Visigoti; quest'ultimi, sotto la guida di Alarico, nel 408 distrussero la città di Urbis Salvia (Urbisaglia) per poi dirigersi verso Roma lungo la valle del Fiastrone attraversando i paesi di Fiastra, Pievetorina, Colfiorito; è dall'esistenza di questa via di comunicazione che la valle ha una indiscutibile influenza romana.

Si sucedettero altre popolazioni, Ostrogoti, Bizantini, Longobardi, Franchi ed in questo periodo di così tanta incertezza e paura, è facile intuire che gli abitanti della valle, utilizzarono le numerose grotte della zona come rifugio dai continui attacchi; anche il lavoro nei campi veniva meno per la paura dei barbari e ben presto la natura si riprese tutto quello che l'uomo gli aveva sottratto: i sentieri scomparvero, i boschi, senza una manutenzione continua, crebbero in modo confusionario e le valli, senza opere di bonifica, tornarono ad essere malsane e paludose.

L'invasione continua di queste popolazioni, non devastarono soltanto il territorio ma anche cultura e religioni del luogo. Ma dopo la morte di S. Benedetto, avvenuta il 21 Marzo 547,  i suoi seguaci cominciarono a popolare la valle del Fiastrone stimolati dal trovare un luogo molto solitario e lontano dalla civiltà per dedicarsi alla preghiera, contemplazione, penitenza e dove costruire i romitori.

S. Benedetto nacque a Norcia nel 480 e spinto dal puro desiderio di solitudine abbandonò gli studi a Roma per dirigersi sui monti Simbruini. Dopo diversi anni di totale vita eremitica, dal monaco Romano, ricevette l'abito monastico. Divise l'ordine dei monaci in due: in eremiti o anacoreti e in cenobiti o semplicemente monaci quelli dislocati nelle comunità ai quali cedette il codice di comportamento detto la "Regola" al quale si sono ispirati i successivi fondatori di altri ordini religiosi.

Si può presumere che i seguaci di S. Benedetto abbiano risalito tutta la valle del Fiastrone fino alla confluenza con il Rio ed anche oltre, luogo idale per praticare le regole del loro maestro. E' proprio qui che costruirono il primo monastero benedettino quello di S. Salvatore tra il 568 ed il 773. Tutt'oggi, tra alberi e folta vegetazione, riaffiorano i resti di questa antichissima costruzione.

Uno dei motti di S. Benedetto era: "L'oziosità è nemica dell'anima..." e perciò istruì i suoi discepoli non solo alla fede e alle regole da seguire ma anche, in certi orari quotidiani, al lavoro manuale. 

Così, trasformarono in breve tempo la valle del Rio inizialmente oscura e tetra, in un luogo abitabile: boschi tagliati ad arte, mulattiere per i collegamenti, la terra incolta e difficile da coltivare iniziò a produrre i frutti per il sostentamento. Il Rio divenne "Sacro" propiro per la presenza e l'attività dei monaci.

Grazie al loro continuo ed ostinato lavoro, il monastero di S. Salvatore acquistò sempre più potere ed intorno all'inizio del XII secolo esercitò potere politico e religioso nei territori di Acquacanina e Bolognola. Anche il papa Celestino III, riconobbe al monastero ben 66 privilegi ed una discreta terra coltivata da dipendenti e da coloni liberi. 

Il monastero di S. Salvatore non è l'unico insediamento dei Benedettini lungo la valle del Fiastrone

 

 

 - la chiesa del Beato Ugolini. 

 

 

 

 

- L'Abazia di S. Maria in Isula.

 

 

 

 

- S. Maria di Rio Sacro o di Meriggio.

 

 

 

 

- La chiesa di S. Paolo a Fiastra.

 

 

 

- A S. Lorenzo al Lago c'è un insediamento Benedettino che nella navata centrale e destra  conserva affreschi duecenteschi tra i più antichi sul territorio camerte.

 

 

Ci fu un'altra "corrente" dell'ordine di S. Benedetto che solcò la valle del Fiastrone ed è quella dei Cistercensi partita dall'Abazia di S. Pietro in Valle di Ferentillo verso le Marche attraversando Visso per Macereto, Fiastra, Pian di Pieca, S. Ginesio, Colmurano, Urbisaglia, Petriolo, Corridonia fino alla bassa valle del fiume Chienti.

A causa di una difficile situazione finanziaria e religiosa, nel 1238 l'abate Matteo chiese all'abate dell'Abazia di Chiaravalle di Fiastra, Giasone, di riformare il proprio monastero secondo le regole dei Cistercensi. E fu così che l'Abazia di Ferentillo fu la prima ad essere inglobata dall'Abbadia di Chiaravalle di Fiastra

Tra il 1200 e il 1300, ci fu una profonda crisi che coinvolse l'ordine religioso dei Benedettini e questo portò ad una affermazione più netta di altre correnti eremitiche una su tutte quella Francescana con Francesco d'Assisi come promotore e grande Maestro.

Dopo aver rinunciato alla propria condizione sociale molto agiata, visse in povertà seguendo la famosa "Regola" di S. Benedetto una "Regola" che man mano venne sempre più rivisitata e rielaborata.

Dopo la sua morte, furono molti, soprattutto giovani, i seguaci dei suoi insegnamenti e alla fine del 1200, questa nuova corrente religiosa, il Francescanesimo, arrivò alla grotta dei Frati che passò così dai Benedettini ai Francescani, obbedienti fino all'inverosimile alla "nuova Regola" di S. Francesco

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