L'abazia di S. Maria in Isula Stampa E-mail
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Fiastrone - Notizie e curiosità dalla gola del Fiastrone
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 11 Marzo 2009 15:16

S. MARIA IN ISULA AI PIEDI DELL'ABITATO DI MONASTERO

Oggi è in parte ristrutturata ma un cartello ci vieta di avvicinarci troppo alle sue mura in quanto la costruzione sembra instabile per danni subiti durante un terremoto.

Fu rifondata da S. Romualdo, un Benedettino ravennate che ha lasciato il segno nella valle del Fiastrone. Nato nel 952 e morto nel 1027, ha peregrinato continuamente sempre rispettoso delle regole di S. Benedetto

Tra il 1005 ed il 1009, visitò le terre del Camerinense rinforzando il ruolo del monastero di S. Salvatore.

Ci troviamo vicino l'anno 1050 quando il Vescovo di Camerino Atto, richiamò i Benedettini dell'abazia, a S. Ginesio per esercitare le funzioni religiose nella chiesa di S. Pietro (tutt'oggi S. Francesco), e furono così costretti a lasciare S. Maria in Isula.

Successivamente, dopo circa 200 anni, i Benedettini furono di nuovo rispediti alla "casa madre", pena la soppressione dell'ordine, dal papa Onorio III e con enorme dispiacere trovarono l'edificio in pessime condizioni. L'abazia passò successivamente sotto la giurisdizione vescovile di Spoleto con non poche lamentele da parte dei ginesini.

Nel 1229 però Rinaldo, duca di Spoleto, restituì S. Maria in Isula alla città di S. Ginesio.

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