La figura del Beato Ugolino da Fiegni Stampa E-mail
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Fiastrone - Notizie e curiosità dalla gola del Fiastrone
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Martedì 17 Marzo 2009 19:43

LA VITA DEL BEATO UGOLINO E LA STORIA DEL SUO SANTUARIO

E' di grande rilevanza la figura del Beato Ugolino nato a Fiegni nei primi anni del XIV secolo. La madre Lucia, morì subito dopo il parto e fu cresciuto dal padre Magalotto II discendente della nobile famiglia Magalotti proprietari di quattro feudi: Poggio, Appennino, Cerreto e Fiastra.

All'età di 13 anni, anche l'ultimo genitore morì ed Ugolino si sentì libero di gestire la propria esistenza a piacimento. La vita continuava ed anche per lui si spalancarono le porte dell'amore. Una certa Clara dè Riguardati di famiglia benestante conosciuta a Visso. Se ne infaghì follemente ignaro della beffa che lo attendeva.

Clara, decise di entrare nel nuovo convento di Santa Chiara a Visso per farsi monaca e questa notizia fu una mazzata tremenda per il cuore di Ugolino. Sconvolto dalla decisione presa dalla ragazza, si ritirò in profonda meditazione presso il Santuario di Macereto. Nel plinto di sinistra dell'entrata principale, in bassorilievo, è rappresentato un monaco che stringe nella mano sinistra un libro e nella destra un cuore come ad indicare la sofferenza per la rinuncia a qualsiasi amore terreno.

Anche l'esperienza di Macereto fu per Ugolino terribile e guidato forse dalla scelta di Clara, decise di vendere tutte le proprietà che aveva ereditato dal padre per vivere una vita da eremita.

L'abazia di S. Maria di Rio Sacro fu la sua prima casa, luogo isolato e selvaggio ma l'ordine Benedettino, nel quale vigeva la proprietà anche se in modo collettivo, non si addiceva molto allo spirito di vita inteso da Ugolino il quale preferì seguire le orme di S. Francesco di Assisi  lasciando ogni cosa e vivere in totale povertà.

Si ritirò perciò in una grotta non molto lontano da Fiegni e considerando anche la vicinanza con la grotta dei Frati, è facile supporre che abbia avuto incontri con i frati Clareni che a quel tempo l'abitavano.

Visse per una trentina di anni in solitudine e meditazione cibandosi di radici e di pane che riceveva in elemosina. Si dice che il suo sonno fosse turbato continuamente da incubi demoniaci e tentazioni alle quali però riuscì a tenere perfettamente testa.

In molti si recarono presso la sua grotta guidati dalla sua fama di santità ed operò diversi interventi a favore di persone bisognose.

Morì l'11 Dicembre del 1373 ed il suo corpo fu trasferito nella chiesa di S. Giovanni vicino Fiegni che successivamente fu intitolata al Beato Ugolino; il postulatore dei Frati Minori P. Francesco da Lucca, riuscì ad ottenere il riconoscimento del "Beato" il 19 Novembre 1856 che papa Pio IX confermò il 4 Dicembre dello stesso anno.

Il santuario del Beato Ugolini con annessa la casa colonica, sorge sui resti di un monastero Benedettino. Nei documenti antichi, la valle in cui si trova, porta il nome di Valle Segge; è logico aspettarsi che i primi nuclei familiari del paese di Fiegni, sorgessero nelle vicinanze dell'abazia con una propria chiesa plebale: S. Flaviano.

Quando la corrente benedettina entrò in una crisi profonda, i monasteri si ridussero drasticamente e, alla morte del Beato Ugolino, il santuario, che inizialmente era intitolato a S. Giovanni, fu abbandonato.

Riprese vita e vigore quando nel 1373 vi fu deposto il corpo di Ugolino e, a furor di popolo, il nome dell'eremita, fu posto accanto a quello di S. Giovanni (ecclesia S. Ioannis B. et S. Ugolini); il santuario fu annesso alla parrocchiale di S. Flaviano dal vescovo Berardo Bongiovanni nel 1573.

Nel 1582 però le parti si invertono alla visita del nuovo vescovo Girolamo Vitale de' Buoi; la parrocchiale passa da S. Flaviano a S. Ugolino che risulta però ancora annessa alla prima. In alcuni atti, pian piano, si ebbe la tendenza ad isolare S. Ugolino da S. Flaviano e soprattutto da S. Giovanni fino a prevalere definitivamente ai nostri giorni. 

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