Infernaccio: la gola del Golubro Stampa E-mail
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Infernaccio
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Venerdì 02 Gennaio 2009 20:22

LA GOLA DELL'INFERNACCIO: UN TEMPO, IMPOSSIBILE DA ATTRAVERSARE

L'Infernaccio!!! Anticamente, probabilmente nel periodo romano, era stato chiamato "Golubro" e cioè dal latino "Gula" che significa gola e "Lubricum" che significa scivolosa e impenetrabile.

Infatti, mai nessuno prima del 1820 aveva osato attraversare questa strettissima gola. Il percorso naturale del fiume Tenna che oggi osserviamo non è quello originario; infatti dal versante della Sibilla, una frana ostrui tutta la gola costringendo le acque a procurarsi un nuovo passaggio abbandonando quello che per millenni avevano scavato. Il letto era quello dove oggi si inerpica la mulattiera ed il fiume scorreva molto abbondante tra le strettissime pareti scivolose impossibili da superare.

Fu una ditta di S. Severino Marche a violare per prima il "Golubro" nel 1820 costruendo un piccolo ponte di legno appena dopo il dorso della frana per facilitare il trasporto della legna dal bosco di Meta. Oltrepassata la gola però non era così facile proseguire.

Gli anziani raccontano che bisognava avventurarsi saltellando tra un masso e l'altro o di tronco in tronco finendo molto spesso in acqua o si era tratti in inganno dall'intenso fogliame convinti di poggiare i piedi in un posto sicuro quando invece ci si trovava inaspettatamente nel fiume.

Attualmente si può percorrere quel tratto senza problemi: un muraglione costeggia il Tenna fino alle "Muline" un luogo dove i monaci avevano costruito un piccolo mulino per macinare i frutti del loro lavoro.

E' una delle gole più spettacolari di tutto l'Appennino. Passarci attraverso ti toglie il respiro; le montagne si sfiorano ed ad un certo punto lasciano veramente poco spazio per passare quasi volessero avvertirti che volendo potrebbero chiudere il passaggio in qualsiasi momento. Man mano che ci si addentra, la luce fatica a filtrare ed il mormorio del fiume, che all'inizio della passeggiata era appena accennato, ora è più cupo. capotenna.jpg - 40.37 KbIl fiume Tenna, che nasce tra i monti della Sibilla e Cima Vallelunga da una parte e il Monte Bove sud, Pizzo Berro e Monte Priora dall'altra, sbuca da meandri misteriosi rendendo l'atmosfera veramente "infernale" ancor più accentuata dal gracidio che riecheggia per la lunga gola delle numerose cornacchie che volteggiano sopra le nostre teste e che a memoria evitano le pareti di questa gola impressionante per magnificenza e possenza.

Arrivare all'Infernaccio non presenta difficoltà con le auto e soprattutto tutti possono godere di questo spettacolo perchè più che una escursione è una passeggiata alla portata di chiunque. Dipende comunque da quello che si vuol fare: si possono intraprendere diversi percorsi che ho illustrato ma l'escursione in questa gola è veramente semplice quanto suggestiva.

Dicevo...ah si la strada per arrivare alla gola...è di quelle sterrate e le persone del luogo la chiamano "Valleria". Diventa "Balleria" cambiando una lettera. Anche questo è un luogo pieno di leggende. Non potrebbe essere altrimenti con il Monte Sibilla che sovrasta Capotenna.

Il fiume vi accompagnerà sempre fino al punto in cui potrete decidere se proseguire per la sorgente oppure salire verso l'Eremo di S. Leonardo. Tra piccoli salti e cascatelle è piacevolissimo osservare come si "destreggia" tra questa gola impervia con il suo scrosciare continuo che infonde una sensazione di pura energia e potenza, di paura e coraggio. pisciarelle.jpg - 31.69 Kb

La gola è notoriamente famosa per le sue Pisciarelle che si trovano proprio al suo inizio. La montagna trasuda di acqua fresca (o gelida!) ed attraverso i suoi pendii sporgenti formano una serie di docce naturali. Il muschio, lungo la parete rocciosa, è imbevuto come una spugna sotto il rubinetto ed è di un verde intenso quasi finto. Quando in estate il sole fa capolinea da Capotenna, i suoi raggi attraversano tutte queste goccie creando uno spettacolare gioco di colori che non ha euguali. Ma a volte siamo distratti e disattenti per assaporare queste meraviglie della Natura. Andiamo troppo di fretta! eremo.jpg - 32.72 Kb

E poi c'è l'Eremo di S. Leonardo una piccola chiesetta a picco sopra la gola integrato perfettamente con le imponenti montagne che lo sovrastano. Costruito sopra i resti di una antico rudere ad opera di un frate cappuccino Padre Pietro Lavini, è meta di tutti gli escursionisti molti dei quali chiedono un aiuto spirituale al "muratore di Dio".

Cosa mi trasmette l'Infernaccio? Un enorme brivido dietro la schiena quando mi avvicino alla gola per attraversarla e la sensazione di essere sempre osservato quando mi ci trovo nel mezzo come se inconsciamente avessi chiesto il permesso per passare a qualcuno. Sembra veramente il passaggio per qualche altra dimensione ma nonostante il nome, qui è proprio un Paradiso...

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