Notizie e curiosità dall'Infernaccio


Eremo e Golubro al centro di numerosi pellegrinaggi Stampa E-mail
Infernaccio - Notizie e curiosità dall'Infernaccio
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 07 Gennaio 2009 19:15

 L'IMPORTANZA DEL "GOLUBRO" E LA STORIA DELL'EREMO DI S. LEONARDO

Pochissimi persone erano a conoscenza di una antichissima chiesetta situata a strapiombo su di uno sperone proprio sopra la gola dell'Infernaccio; qualche pastore o escursionista occasionale e solamente consultando qualche vecchia cartina topografica era possibile rintracciare il luogo dove era presente una piccolissima croce segno inequivocabile della presenza in passato di una minuscola chiesa.

Quando Pietro Lavini cominciò a scavare nei dintorni con l'intenzione di ricostruire quell'antico edificio, don G. Crocetti, che per primo successivamente ne descriverà la storia in un suo libro (S. Leonardo: l'eremo dei Sibillini), gli raccomandò di fare molta attenzione perché poteva trovare delle meravigliose sorprese tra i ruderi di uno degli eremi più antichi e belli di tutte le Marche.

Ma come mai fu costruito un tempio in una zona così difficilmente raggiungibile impervia e molto scomoda?? Per rispondere a questa domanda bisogna fare senz'altro un bel tuffo nel passato e considerare e comprendere al meglio le origini e lo sviluppo che ha avuto il Golubro nel corso dei secoli.

 
Balli e canti risuonavano nella gola Stampa E-mail
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Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 07 Gennaio 2009 18:52

 LA LEGGENDA NELLA GOLA DEL GOLUBRO

Molto tempo fa, la strada che conduceva alla gola veniva chiamata "Balleria" un luogo cioè dove le fate, dopo aver lasciato la non lontana grotta della Sibilla, giungevano per ballare. I vecchi montanari del luogo raccontavano che una sera le fate chiesero il permesso alla Regina Sibilla per partecipare ad un ballo notturno che si teneva proprio nella gola dell'Infernaccio.

"Andate, andate pure" - rispose loro la Regina - "ma ricordate e tenete bene in mente di rientrare nella grotta prima dell'alba. Che nessun raggio di sole vi sorprenda per strada..." Le fanciulle perciò mossero verso la gola entusiaste per la nottata che le attendeva. Ma l'entusiasmo fu tanto e nessuno di loro si accorse che le prime luci dell'alba avevano già lasciato l'orizzonte. Sorprese, sbigottite e nonchè impaurite ed in preda all'ansia, se ne andarono frettolosamente verso la grotta lasciando dietro di loro una scia più chiara che ancora oggi si distingue sul dorso della montagna. La gente la chiama il "cammino delle fate".

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La ricostruzione dell'eremo mattone su mattone Stampa E-mail
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Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 07 Gennaio 2009 18:35

 PIETRO PADRE LAVINI: IL MURATORE DI DIO

"Tuffarsi nel passato e rivivere tanti bellissimi ricordi, potrebbe essere come una doccia refrigerante in una giornata afosa d'estate".

E' uno dei pensieri che attraversò la mente di Padre Lavini nel momento in cui fu invitato a scrivere le "memorie" di questo posto prima che tutto vada perduto prima che il tempo decida di cancellare le tradizioni, leggende, ricordi dei vecchi montanari che per generazione hanno vissuto tra questi monti.

E' nato a Potenza Picena (MC) da una famiglia di operai e già a nove anni entrò nel Collegio dei Cappuccini di Fermo nel quale all'età di 25 anni celebrò la sua prima messa per poi proseguire la sua missione sacerdotale presso il Santuario di Madonna dell'Ambro. Senza mai perdere di vista la sua vera missione, si dedicò molto anche ad una sua grande passione: le opere murarie. Sono stati importanti i suoi interventi in molti conventi d'Italia ed anche in Africa.