Sibilla. La partenza dall'Infernaccio per il Fosso le Vene Stampa E-mail
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La Sibilla - I sentieri per il Monte Sibilla
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 08 Settembre 2010 18:55

LE VENE DELLA SIBILLA: DA CAPOTENNA UNA STUPENDA E SUGGESTIVA ESCURSIONE SOTTO LA CORONA DELLA FATA MA ATTENZIONE AL SENTIERO: DA PERCORRE CON MOLTA MOLTA CAUTELA (difficoltà EE)

Una premessa è d'obbligo prima della descrizione di questa affascinante escursione. Il sentiero che taglia il versante Nord della Sibilla sotto la sua magica Corona a strapiombo sulla bellissima e verdeggiante Val Tenna, è stato oggetto, soprattutto negli ultimi anni, di vari interventi dal parte del Soccorso Alpino per aiutare escursionisti in difficoltà. E' un versante tanto spettacolare quanto tra i più insidiosi se non lo si affronta con attenzione. Cosa intendo dire con questo? Passaggi apparentemente semplici, possono in realtà causare  problemi nonostante il sentiero, a tratti, sia inconfondibile e visibile. La verità è che l'esposizione è evidente anche se la via ci dà la sensazione di "relativa sicurezza" e, come si dice, va tutto bene finchè non si mette un piede in fallo.

Il senso di vertigini, per chi ne soffre, è decisamente un nemico tutt'altro che da sottovalutare e potrebbe farvi bloccare impedendovi di proseguire in un verso o nell'altro. Perciò, il mio consiglio è, prima di tutto, di evitare di affrontarlo in solitaria, di prendere coscienza molto seriamente dei vostri limiti e soprattutto di avere in ogni occasione la certezza di poter tornare sui propri passi.

Percorso con alcuni amici di cui potevo fidarmi al 1000 per 1000, passo ora alla descrizione di questa escursione adatta ad escursionisti esperti o perlomeno da affrontare in compagnia di persone che sanno il fatto loro ed anche degli altri ritenendo opportuno il momento in cui è il caso di tornare indietro evitando situazioni spiacevoli. Ah, dimenticavo....in questa escursione, se portata a termine, meglio avere a disposizione due auto di cui una da lasciare al rifugio Sibilla per il ritorno al parcheggio dell'Infernaccio da dove si è partiti. Le alternative non mancherebbero come quella ad esempio di percorrere la cresta fino alla vetta della Sibilla e ridiscendere per il sentiero del Guerrin Mescino percorrendo il tratto mancante che dal casale Lanza raggiunge appunto la sella tra Cima Vallelunga e la Sibilla; sentiero che ancora devo percorrere nella sua interezza ma so già che la discesa fino al casale Sibilla (da non confondere con il rifugio Sibilla) situato più in alto del casale Lanza, non è così semplice sia per la pendenza sia per un sentiero da improvvisare. Meglio affrontarlo in salita; inoltre l'escursione si prolungherebbe di molto e bisogna fare i conti anche con le proprie forze fisiche e scorte d'acqua.  

Come detto, la partenza di questa suggestiva escursione, ha inizio dal parcheggio Valleria per la gola dell'Infernaccio dopo il paesino di Rubbiano. Una sbarra impedisce il proseguimento in auto: si parcheggia e si danno inizio alle danze. Non mi dilungo troppo sulla descrizione del tragitto fino a Capotenna già effettuata in questo piccolo articolo. Si attraversa, secondo me, una delle gole più affascinanti e piena di misteri percorrendo il sentiero N. 221 che fiancheggia costantemente il fiume Tenna. Un percorso iniziale ottimamente visibile con un sentiero molto ampio soprattutto dopo il bivio (da non considerare e che sale a destra) per l'eremo di S. Leonardo. Giunti ad un piccolo casale tutto sommato neanche messo troppo male, siete prossimi all'arrivo a Capotenna dove una sorgente con trocche vi attende per le eventuali scorte d'acqua. Molto bella la vista dei contrafforti rocciosi ai piedi della Priora, soprattutto delle Tre Sorelle (tre sporgenze inconfondibili che spioventi sembrano gettarsi all'interno della valle).

Si può dire che ora inizia la vera escursione considerato che, giungere fin qui, è stato poco più di una passeggiata. Con la fonte di fronte, il sentiero da intraprendere, il N. 11 sulla cartina topografica, inizia dietro le trocche verso sinistra addentrandosi nel bosco. <<< Inizio articolo

Proseguendo lungo la traccia (c'è un grosso omino di pietra ed un altro più piccolo al termine della leggera salita), si raggiunge una più ampia "strada" che bisogna percorrere verso sinistra dove, poco più avanti, saranno ben visibili due cose: innanzitutto il casale Rosi e, alla vostra destra, un curioso albero attorno al quale è stato costruito una specie di muraglione. Il sentiero si sviluppa a destra proprio sotto questo albero ed inizialmente è una traccia piuttosto visibile. Ho sistemato l'ennesimo omino di pietra in corrispondenza della deviazione verso destra.

Si prosegue poi leggermente verso sinistra fino in prossimità del bosco dove, dopo aver attraversato una evidente stradina erbosa, compaiono due sentieri: uno si interna con più decisione dentro la faggeta, l'altro rimane più in basso. Vi consiglio di imboccare quest'ultimo, quello che prosegue alla vostra destra. Anche l'altro vi conduce allo stesso punto ma percorrendolo incontrerete altre tracce che possono forviarvi. Nel caso lo prendiate, considerate sempre la traccia più in basso finchè non sfocerete, dopo qualche minuto, su di una larga ed evidentissima strada in corrispondenza di una curva (altri omini di pietra).

A questo punto non vi resta che percorrere in salita un breve tratto di questa carrareccia e deviare a sinistra in corrispondenza di un omino di pietra che ho posizionato appositamente. Da qui, il sentiero svolta leggermente verso sinistra e se ne perde un pò la traccia (anche se risulta abbastanza intuibile) ma, se osservate bene, ci sono altri omini di pietra e bandierine del CAI sbiadite ad indicavi la direzione da seguire finchè, dopo non molto, il sentiero ritorna decisamente inconfondibile ed i segni colorati (naturalmente....) scompariranno.  

Si prosegue dentro una bellissima faggeta all'interno della quale non ci si può sbagliare (la via da seguire è enorme...) fino a raggiungere il casale Lanza dove ha termine l'ultimo tratto ombreggiato. Il panorama inizia a farsi decisamente bello. Difronte a voi è visibilissimo il sentiero che prosegue in alto e che, con svolte continue, raggiunge la sella tra la Sibilla e Cima Vallelunga dopo aver toccato un altro casale, quello della Sibilla; un sentiero, questo, che non dovete considerare perchè il tragitto di oggi vi porta da tutt'altra parte. 

Usciti quindi dal bosco dovete seguire una flebile traccia tra l'erba alta che aggira una "piccola collina" alla vostra sinistra oltre la quale lo spettacolo inizia a sorprendere i vostri occhi. Oltre agli splendidi balzi rocciosi che scendono dalla Priora, iniziano ad intravedersi i primi contrafforti del versante Nord della Sibilla. E' tutto molto molto bello in un ambiente poco frequentato e decisamente selvaggio e angusto. Si scende verso destra, (senza un sentiero apparente) in direzione di un piccolo sentierino appena accennato che, sempre tra erba alta, ci conduce ad un breve tratto con qualche albero; per raggiungerlo si attraversa un piccolo fossetto e da qui ha inizio il lungo traverso che taglia questa spettacolare parete che tanta impressione fa osservandola dall'alto dei 2.173 metri. Ci troviamo più o meno alla stessa quota del casale Lanza; non dovete perciò oltrepassarlo ed improvvisare o percorrere tracce di sentieri che tagliano il versante Nord della Sibilla al di sopra di esso anche perchè, escludendo il sentiero ben visibile che conduce al casale Sibilla, obbiettivamente non ce ne sono altri. 

Questo sentiero, che ho identificato con il N. 11bis, non fa altro che attraversare delle "sporgenze" che si protraggono verso la sottostante Val Tenna e delle "rientranze" che rappresentano i numerosi canaloni e fossi che scendono a valle tra cui il più grande chiamato Fosso le Vene. Dopo quindi un quarto d'ora circa, ecco che ci troviamo difronte il primo ampio fosso/costone da percorrere caratterizzato da un sentiero tutt'altro che nascosto, semplice da percorrere e che si protrae, più avanti, prima dentro un bosco e successivamente su prati dove l'erba lo rende meno visibile. Proseguendo perciò lungo questa traccia, si giunge al termine di una delle "sporgenze" di cui ho parlato pocanzi dalla quale è visibile il temuto e impervio Fosso le Vene. <<< Inizio articolo

Il sentiero che lo attraversa è visibile dall'alto anche se la prima parte che scende è sempre tra l'erba dove a tratti è nascosto. Si scende vertiginosamente all'interno di questo grande imbuto dove compaiono anche i primi segnali del CAI. Una discesa che deve essere compiuta con molta prudenza tra rocce e sassi. E' davvero strepitosa la vista del Fosso le Vene della Sibilla. E' un ambiente così selvaggio da far venire i brividi ed è sconvolgente pensare che ci sia un sentiero che lo attraversi per intero.

Giunti al termine della prudentissima discesa, il bello deve ancora venire considerato che ora dovete risalire. E' una ascesa impegnativa che ha inizio con un accenno di sentiero per poi proseguire liberamente tra erba e piccoli ghiaioni che potete prendere come punto di riferimento per la risalita. La pendenza è elevata e non è difficile imbattersi in scivolate; anche in questo caso perciò siate molto vigili. Terminato quindi l'attraversamento integrale del Fosso le Vene, una pausa è d'obbligo sul balcone raggiunto dal quale si gode di uno scorcio straordinario con vista fino al mare ed il piccolo eremo di S. Leonardo stretto nella morsa de Il Pizzo e del Monte Zampa. 

Il sentiero riprende poco visibile ma intuibile attraverso l'erba seguendo sempre l'andamento morfologico "più debole" della montagna ed ogni tanto sono anche visibili i segnali del CAI o dei pallini di vernice rossa a segnalarvi la via. Si tratta di percorrere l'ennesima "rientranza e quindi un altro fosso o "vena". Comunque non è che ci si sia da improvvisare troppo considerato che a destra abbiamo il perentorio versante montuoso che non lascia scampo a sentieri di alcun genere e a sinistra il bosco ed la ripida parete che continua indisturbata la sua corsa verso valle. Il mio consiglio ad ogni modo è quello di non limitarvi ad una osservazione troppo ravvicinata della via da seguire ma di spaziare con la vista dove il sentiero da seguire o da raggiungere risulta in certi casi davvero inconfondibile.

Alcuni passaggi un pò delicati al limite (o appena all'interno) di alcuni boschi, dopo di che si discende per attraversare un altro fosso che al nostro passaggio era ancora pieno di residui di neve. Sarò ripetitivo ma non mi stancherò mai di rimarcare che le discese devono essere affrontate con cautela perchè sassi e soprattutto falasco ed erba le rendono insidiose; in questo caso il sentiero è anche abbastanza esposto. Giunti al terminale minimo della "vena" dalla quale è suggestiva la fenditura rocciosa che si intravede verso valle, si risale per un breve tratto proseguendo lungo l'unica via accessibile anche questa da percorrere con prudenza massima. E' l'ultimo tratto da considerarsi tra i più insidiosi anche se non bisogna mai abbassare la guardia, dopo di che il sentiero procede su spazi aperti e zone prative.

La cresta da raggiungere o meglio, la sella tra lo Zampa e la Sibilla, è sempre più vicina anche se bisogna ancora camminare un pò. Un altro strappo in salita lungo il quale si attraversa un piccolo boschetto, ci porta in prossimità dell'ultimo "sperone" prima di intraprendere la definitiva ascesa alla cresta dove il sentiero, in lontananza, è una inconfondibile traccia trasversale da percorrere. Raggiunta perciò la sommità, non vi resta che ridiscendere lungo il canalone del versante opposto da dove siete saliti percorrendo il sentiero N. 155, per raggiungere l'eventuale seconda auto che avete lasciato in mattinata e raggiungere quindi il parcheggio Valleria dell'Infernaccio in totale relax.

E' senza dubbio una escursione tosta e faticosa dove l'ultima sorgente d'acqua la troverete a Capotenna. Considerata la lunghezza del percorso consiglio di avere con se delle buone scorte idriche, un cappello e cospargersi di crema se non volete ustionarvi troppo soprattutto dal casale Lanza in poi. La prudenza nel percorrere questo tratto sotto la Corona della Sibilla deve essere massima; se non sottovaluterete anche i più semplici passaggi andrà tutto per il verso giusto e potrete godere in pieno di un ambiente selvaggio e panorami mozzafiato. <<< Inizio articolo

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