Sibilla. Il sentiero del Meschino Stampa E-mail
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La Sibilla - I sentieri per il Monte Sibilla
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Giovedì 14 Ottobre 2010 14:10

TRA STORIA E LEGGENDA, IL SENTIERO PERCORSO DAL GUERRIN MESCHINO VERSO LA LEGGENDARIA FATA SIBILLA (difficoltà EE)

Con partenza dal parcheggio per la gola dell'Infernaccio, si giunge fino alla sorgente del fiume Tenna (Capotenna) fiancheggiando il suo letto per mezzo del sentiero N. 221. E' da qui che ha inizio la via percorsa dal leggendario ed impavido Cavaliere Guerrin Meschino con l'intento di rintracciare la famosa fata Sibilla in grado di svelargli il mistero sulle sue origini. 

Ma è solo una leggenda?? E' certo che negli anni oscuri del Medioevo le superstizioni erano all'ordine del giorno e molti personaggi come cavalieri, maghi, negromanti, fate al servizio di chissà quali forze misteriose, dilagavano tra queste terre ricche di luoghi e toponimi ambigui dove bene e male si sono fronteggiati e dati da sempre battaglia.

Con il tempo sono stati anche ritrovati cimeli ed oggetti riconducibili a funzioni religiose molto particolari o a riti satanici ed anche molte storie ed aneddoti, per quanto possano essere state tramandate con diverse interpretazioni, riscuotono delle conferme tangibili tutt'oggi. 

I Monti Sibillini, si sa, sono montagne dal fascino unico e misterioso. Percorrere sentieri e tracce o arrivare in cima ad un monte, non può essere considerata solo una escursione o una conquista; dietro c'è molto di più. C'è l'affascinante viaggio all'interno di un mondo che purtroppo troppe volte ci sfugge, un mondo costruito tanti secoli fa da una parte dell'umanità all'interno del quale si intrecciano, in perfetta sintonia, verità e fantasia, il sacro ed il profano dettate da circostanze che onestamente non riusciamo nemmeno minimamente ad immaginare. Tutto ruota intorno al Monte Sibilla, alla sua magica grotta ed al sentiero N. 11 ribattezzato appunto sentiero del Meschino. E' un tuffo nel passato che fortunatamente possiamo rivivere.....

Ma veniamo a noi ed alla descrizione del percorso che condivide lo stesso tragitto descritto per il fosso Le Vene fino al casale Lanza. Giunti perciò a Capotenna il sentiero si snoda a sinistra dietro la fonte (con quest'ultima di fronte) all'interno di un piccolo boschetto e sbuca su di una evidente stradina che, proseguendo a sinistra, vi condurrà nei pressi del casale Rosi. Da qui, come descritto nell'articolo per il fosso Le Vene, si continua a destra prima del casale sotto un caratteristico albero circondato da un muretto. La traccia all'inizio è evidente poi si perde un pochino ma è intuibile la sua direzione proseguendo leggermente verso sinistra.

Giunti ai margini di una faggeta si attraversa una ben evidente strada erbosa e ci si trova innanzi ad una biforcazione: entrambi sfociano su di un'altra stradina che dovete proseguire in salita ma se prendete la traccia più a sinistra o se volete quella che sale di più e che con più decisione si inoltra nel bosco, potreste essere ingannati da altre tracce. Il mio consiglio è quello di intraprendere il sentiero più in basso.

Raggiunta a questo punto la stradina, la si percorre per un pochino in salita fino ad intravedere un omino di pietra a sinistra che sta ad indicarvi la direzione da prendere. La via qui non è proprio evidente ma ci sono dei segni del CAI sulle pietre che dovete seguire e che scompariranno quando il sentiero risulterà inconfondibile e si inoltrerà dentro la splendida faggeta. Non vi resterà che seguirlo fino al casale Lanza in corrispondenza del quale uscirete anche dal bosco. 

Si spalanca la maestosità di questi luoghi misteriosi ed è inconfondibile il sentiero che, tra svolte continue in una sorta di zig-zag, continua a salire lassù in alto. Non dovete far altro che dirigervi in quella direzione passando, tra erba e tracce di sentiero, davanti al casale Lanza che in realtà sono due (i ruderi dell'altro sono posti più dietro). Vista dal basso sembrerebbe una "pettata" da tramandare ai posteri quella che vi accingete a percorrere ma, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, l'ascesa verso il successivo casale Sibilla non è eccessivamente faticosa anzi, forse vi stupirete per la semplicità con la quale si sale. E' qui che la fata Sibilla sta facendo il suo vero incantesimo per invogliarvi a continuare e a raggiungerla nella sua grotta.....

Il sentiero è ottimamente visibile e percorribile senza particolari rischi; non ci sono raccomandazioni da fare se non la solita attenzione e prudenza dalle quali bisogna sempre attingere ad ogni passo quando si percorrono gli splendidi sentieri di montagna. Dopo una caratteristica fontanella proprio lungo il tragitto, la traccia si nasconde un pò anche se rimane ad ogni modo molto visibile spaziando con gli occhi e riprende il suo cammino poco più avanti. Il sentiero sparisce in corrispondenza dell'arrivo sullo "spallone" che sovrasta il sottostante casale Lanza. Da qui si continua a salire verso sinistra lungo una specie di piccola dolce cresticina. Il casale Sibilla si trova sempre alla vostra sinistra più in basso ma non riuscirete a vederlo finchè non sarete saliti un pò. Se volete potete tranquillamente raggiungerlo. 

Bellissima la vista della Sibilla che spunta, ancora alla vostra sinistra, con il suo rossastro, pietroso ed inquietante versante Nord. Vi trovate ormai in un punto dove il sentiero si perde del tutto ma la direzione da prendere non è solamente dettata dalla meta che ormai si vede ma anche dalla presenza di un evidentissimo sentiero che si inerpica lungo un inconfondibile ghiaione. Liberamente perciò dirigetevi verso di esso cercando la via migliore, meno faticosa o più breve e quando raggiungerete la base di questa grande parete ghiaiosa è qui che inizia il divertimento....

La salita è impegnativa non solo per l'evidente dislivello da affrontare ma soprattutto perchè i piedi affondano nella ghiaia e si ha l'impressione di fare un passo in avanti e due indietro. I muscoli delle gambe sono come sottoposti ad un lavoro doppio e se poi ci aggiungiamo già la fatica fin qui fatta...L'unica consolazione è che la meta ce l'avete ormai a portata di mano e non ci si può ritirare proprio ora. E' come se dovereste salire 100 scalini ed arrivati al 99 decideste di tornare indietro. 

Al termine di questo ghiaione siete ormai giunti ad un passo dalla cresta; il sentiero si interrompe su di un piccolo pianoro con delle caratteristiche "dune" sovrastato di nuovo da pietre e ghiaia con qualche traccia che non dovete considerare. Infatti, continuando ancora sul ghiaione, si arriva si, in cresta, ma bisogna arrampicarsi con le mani sulle roccette soprattutto se ci si dirige verso destra.

Bisogna scovare l'anello debole di questo versante: dal piccolo pianoro sul quale vi trovate, proseguite in piano in direzione della Sibilla per qualche decina di metri fino ad intravedere alla vostra destra la via più comoda all'interno di un canale dove una traccia di sentiero ricompare. A breve raggiungerete la cresta in corrispondenza della sella tra la vetta magica e Cima Vallelunga in prossimità della sterrata che sale dal rifugio Sibilla. Non vi resta ora che proseguire a sinistra e raggiungere la cima.

Non c'è che dire, è un'escursione tra le più belle che abbia fatto. Panorami mozzafiato, ambienti suggestivi, incontaminati e soprattutto conditi da leggende e verità che si mescolano in perfetta sintonia. Ideale sarebbe anche in questo caso, come per l'escursione per il fosso Le Vene, avere a disposizione due auto di cui una da lasciare al rifugio Sibilla. Ad ogni modo non sarebbe un dramma tornare per la medesima strada; da alcuni amici che mi hanno preceduto è addirittura divertente scendere lungo quel ghiaione che con fatica avete risalito.

Da Capotenna in poi c'è l'unica piccola sorgente d'acqua è quella che si trova lungo il sentiero tra il casale Lanza ed il casale Sibilla. Ad estate inoltrata abbiamo trovato ancora acqua ma trovandosi abbastanza in alto e soprattutto in una posizione dove le frane non sono così inusuali, meglio fare scorte alle sorgenti del Tenna. Dal casale Lanza in poi non ci sono alberi a proteggervi dal sole: cappello e crema solare in giornate soleggiate. <<< Inizio articolo

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