Sibilla. La partenza da Foce Stampa E-mail
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La Sibilla - I sentieri per il Monte Sibilla
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Domenica 12 Dicembre 2010 15:50

DISLIVELLO IMPORTANTE PER LA SIBILLA: PER IL FOSSO ZAPPACENERE UNA LUNGA CAMMINATA FINO ALLA "STRADA CICATRICE" SOTTO LA CORONA (difficoltà EE)

E' la vetta simbolo per eccellenza dei Monti Sibillini e come tale si raggiunge da molteplici parti con sentieri più o meno impegnativi. Quello che ha inizio dal paese di Foce di Montemonaco non è certo tra i più brevi anche se il sentiero del Meschino con partenza dall'Infernaccio e che risale il versante opposto quello Nord, è sicuramente più duro e più lungo.

Già dalla partenza si vede la bellissima cima da raggiungere e questo può essere, a seconda di come la si veda, motivo di grande suggestione ed entusiasmo oppure al contrario una ragione di stanchezza psicologica precoce da far venire i brividi. 

SalitaInizialeUna cosa è certa: l'impatto iniziale non promette nulla di buono. Parte del tracciato infatti è in comune con l'escursione descritta verso Palazzo Borghese ed in particolare con l'intero Fosso Zappacenere fino alla fonte Santa Maria. Parcheggiata l'auto sulla graziosa piazzetta di Foce, si torna un pò indietro lungo la strada asfaltata per intraprendere il sentiero che si sviluppa nei pressi di un piccolo casaletto con numerosi tavolinetti di legno alla vostra sinistra.

In realtà poi si biforca e ce ne sono due: uno prosegue dritto (ed è il sentiero N. 5 per il Canale che non dovete prendere) mentre l'altro, anch'esso molto evidente, sale a destra con una notevole pendenza. E' questo quello da percorrere, un tratto breve ma decisamente intenso appena partiti. Tutto il sentiero è ben segnalato e, terminata la "pettata" iniziale, prosegue pianeggiante fino ad attraversare il Fosso Zappacenere (grosso omino di pietra che vi ritroverete a sinistra) per poi continuare a salire sul versante opposto con una ascesa costante ma non impossibile all'interno del bosco. Si inizia così a percorrere quello che sulla cartina è segnalato con il sentiero N. 154. Successivamente si esce per un breve tratto dalla macchia; si incontra mentre si sale, una piccola costruzione di cemento sulla destra.AllaFonte

La salita si fa un pochino più dura, ci si immerge di nuovo tra gli alberi dove lungo il sentiero sono presenti sia bandierine segnaletiche che omini di pietra. Prendere a destra quando siete in prossimità dell'unico bivio che incrociate (ci sono comunque le indicazioni) e continuate a salire; dopo un piccolo tratto quasi pianeggiante, con un continuo zig-zagare in salita si esce allo scoperto in corrispondenza di una fonte che trovate a sinistra; potete rinfrescarvi o riempire le vostre borracce. Questa fonte è indicata sulla carta topografica e riportata il nome di Fonte.ScoglioVolpe Colori stupendi se andate in autunno e noi abbiamo avuto anche la fortuna di aver trovato creste imbiancate che ci hanno trasmesso una sensazione di freddo nonostante la splendida giornata di sole. <<< Inizio articolo

Giunti a questo punto attenzione a non proseguire verso destra dove, una traccia, sembrerebbe la continuazione del sentiero che avete percorso e che è uscito dalla faggeta. La via da seguire si snoda sopra la sorgente d'acqua ed il sentiero, segnalato, è ben riconoscibile ed inconfondibile pochi passi più su. La vista spazia dalla imponente cresta dinanzi a voi fino ai contrafforti rocciosi dello Scoglio della Volpe, terminale ultimo del versante Sud-Est della Sibilla. FonteSantaMaria

L'escursione continua con l'obbiettivo prossimo di arrivare ad un'altra fonte quella di S. Maria. La si raggiunge dopo un primo tratto ancora in salita (nulla di difficile anzi...) ed una seconda parte invece praticamente in pianura. Da qui non considerate il sentiero che prosegue avanti dritto ma dovete risalire sopra la fonte verso destra (sulla cartina topografica ho indicato questo breve tratto in viola); ci sono anche i segnali del CAI. Poco più avanti, a sinistra, continuano le bandierine dipinte sui sassi lungo una piccola cresticina ad indicare la via per Palazzo Borghese e la fonte dell'Acero; non dovete preoccuparvene e tirate dritto in direzione proprio della Sibilla su di un sentiero ben visibile soprattutto se spazziate in lontananza con la vista. IniziotraversoSulla carta, la via che ci si appresta a percorrere non è contraddistinta con nessun numero. Come di consueto per distinguerla, gliene ho "appioppato" uno io: con tanta fantasia l'ho chiamata N. 154bis.

In pratica ora vi trovate al di sopra di un tratto che avete percorso per raggiungere la fonte S. Maria. A sinistra trovate l'immenso "muraglione" della cresta che unisce il Monte Porche con Cima Vallelunga e la Sibilla; un piccolo tratto pianeggiante o in leggerissima discesa tra enormi macigni e pietre, vi conduce fino all'imbocco dell'inequivocabile sentiero che, visto da questa angolazione, sembra breve fino alla strada a forma di "Z" sotto la Corona. In realtà invece non è poi così corto considerato che bisogna percorrere delle anse che rientrano. Omino

Tra omini di pietra e particolari indicazioni verdi con frecce dipinte, inizia questa traversata molto bella e particolarmente suggestiva. Bisogna salire ma in fin dei conti l'ascesa non è tra le più impegnative; godetevela tutta quanta. Non ci sono difficoltà particolari da segnalare se non la solita prudenza che non deve mancare mai anche quando ci sembra di avere tutto sotto controllo. In un paio di circostanze ci siamo trovati a percorrere per un breve tratto una traccia che non era il sentiero originale ma solo perchè ingannati un pò dalla neve che aveva coperto la via giusta. <<< Inizio articolo

SiSaleE' inutile rimarcare il bellissimo panorama che ci circonda: il grazioso paesino di Foce è ormai un piccolissimo "ricordo", laggiù in fondo sormontato da imponenti montagne che lo rendono talmente fragile da far quasi tenerezza. La Sibilla si avvicina sempre di più ma non fatevi ingannare: di strada, anche dopo aver raggiunto lo stradone sotto di essa, ce n'è da fare.... E già perchè è proprio questo l'obbiettivo che dovete prefissarvi: raggiungere la "Z" che vi trovate di fronte. Sulla cartina il tratto di strada è indicato con il N. 222.

Se seguiamo il sentiero originale per intero si nota chiaramente dalla carta topografica che sfocia ben sotto la vetta della Sibilla dopo aver raggiunto anche un bel casaletto ad una quota che si aggira intorno ai 1.725 metri. Nessuno vi vieta di percorrerlo ma dovete mettere in conto due cose: si allunga notevolmente la strada da coprire con conseguente aumento esponenziale del tempo di percorrenza ed inoltre si perde anche inutilmente quota, tutti metri che poi dovranno di nuovo essere recuperati.LoStradone

Ed allora cosa fare?? C'è un escamotage da applicare una volta giunti a quota 1.860 circa vale a dire la quota massima raggiunta dal sentiero che state percorrendo. Oltre questo punto infatti si dovrebbe scende verso destra per collegarsi alla strada molto più in basso, strada che invece vedete benissimo davanti a voi a poca distanza raggiungibile con un "dritto per dritto" fuori programma un pò impegnativo ma fattibile. Anche in questo caso sulla cartina topografica trovate il breve pezzettino da percorrere segnato in viola.

In alternativa si può anche seguirre per un tratto una traccia che corre parallela sotto lo stradone verso sinistra (sulla carta è riportata con un tratteggio nero fino alla Fonte del Meschino) e risalire a destra quando lo si ritiene più opportuno. In questo modo si risparmiano chilometri e, sinceramente, credo sia l'unico modo per raggiungere la meta senza doversi affannare troppo in una inutile corsa contro il tempo. Raggiunta la strada, che il giorno dell'escursione abbiamo trovato totalmente imbiancata con almeno una quindicina di centimetri di neve, non vi resta che continuare a salire fino al raggiungimento della sella tra Cima Vallelunga e Sibilla.AlRitorno

Malgrado il luogo suggestivo ed il panorama molto gradevole è certo che non è proprio entusiasmante percorrere questo enorme stradone che risulta anche un pò noioso. Comunque sull'ultimo tratto, dopo il secondo ed ultimo tornante percorso, è splendida però alle vostre spalle la visuale della Sibilla con la cresta che termina con questo "cucuzzolo" davvero tra i più caratteristici dell'intero Appennino. Una prospettiva che potrete godervi in pieno relax sulla via del ritorno. Raggiunta finalmente la cresta non vi resta che proseguire a sinistra ed in una mezz'oretta sarete giunti a destinazione.

Durante il tragitto troverete almeno due sorgenti l'ultima della quale, la fonte S. Maria, non si trova nemmeno a metà strada. Fatevi perciò i conti vostri; l'escursione è lunghina perciò, dopo l'ultima sorgente, meglio rifornirsi per benino. Molto sole sopra la testa: cappello e crema solare consigliati oltre naturalmente a calzature adeguate ma questo era sotto inteso no.... <<< Inizio articolo

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