Relazione tecnica arrampicata Pizzo del Diavolo Stampa E-mail
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Lago di Pilato/Vettore
Scritto da nembo   
Martedì 09 Febbraio 2010 15:00
PIZZO DEL DIAVOLO: DIRETTA AL COLLETTO E SPIGOLO BAFILE
(Breve descrizione delle due vie)

Di descrizioni su internet se ne trovano, ma non molte, sinceramente non so neanche quante volte viene ripetuta durante l'anno questa via. Ovviamente vie di questo tipo, hanno bisogno di una valutazione, che per lo più va data al momento, visto i pochi chiodi che si incontrano ( tranne che per la Diretta al Colletto, che è ben chiodata nei tratti chiave) e sopratutto per l'ambiente che spazia molto, nonostante ci si trovi su uno spigolo. Noi ci siamo documentati e rifatti a grandi linee a questo schizzo trovato in rete all'indirizzo www.chiodonellaroccia.it. L'attacco si raggiunge salendo per ghiaie e prati una volta superato il lago e puntando la grotta che si trova alla base del Pizzo del Diavolo, utile per bivacchi di emergenza.

Alla sua destra si trova il Camino Meridionale, che con un angusto canale conduce direttamente all'intaglio sopra la testa del Gendarme (grossa conformazione di roccia compatta con caratteristiche di una testa che guarda verso la vallata) scendendo ancora a destra c'è l'attacco della via Diretta al Colletto. 

Si inizia ad arrampicare su placca fino ad infilarsi in un camino che si stringe al punto tale che lo zaino sembra quasi infastidire. Da questo punto la difficoltà, intorno al IV e passaggi di IV+, inizia a calare ed in breve si raggiunge una comodissima cengia erbosa (foto a destra), dove ci si può slegare. Le soste che si incontrano sono 3 ma con mezze corde da 60 la prima si può saltare.

Roccia compatta nel camino chiave, un pò rotta negli altri casi. Soste su chiodi buoni e ben visibili, da collegare con cordini. Dalla cengia con un giro verso destra si guadagnano dei canalini rocciosi che con passaggi di II riportano a sinistra, raggiungendo l'intaglio tra la testa del Gendarme e l'inizio dello Spigolo Bafile (chi preferisce può percorrere lo stesso tratto anche in conserva che tra l'altro è anche più sicuro). Si fa sosta e ci si rilega.

Da questo punto è ben visibile una grotta da prendere come riferimento e solo quando si è in prossimità di questa, deviare a sinistra e dopo una sosta si raggiunge lo spigolo al tiro successivo. Noi siamo partiti subito a sinistra, sbagliando e da difficoltà di III / IV si è passati a V superiore con passaggio strapiombante, che riconduce poi nello spigolo. La chiodatura diventa esigua. Integrare con friend medi e dadi e qualche cordino, soste a chiodi da collegare.

Da qui in poi si sta su spigolo, la roccia inizia a peggiorare, fino ad arrivare ad una comoda sosta che precede un intaglio. Da qui due possibilità, o diretti per fessura di IV superiore molto tecnica e da proteggere o a sinistra in traverso esposto e roccia rotta, interamente da proteggere. Noi abbiamo optato per quest'ultima opzione. Siamo ora all'ultima sosta su chiodi, da qui in poi tutte protezioni mobili con roccia che diventa pessima e in un tiro si esce dalle difficoltà. Dopo sosta mobile si procede in conserva, passaggi di II portano in 150 metri circa in vetta. Molta attenzione in questo tratto dove bisogna valutare bene dove mettere mani e piedi per l'orrenda qualità della roccia.

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