Pilato: a Maggio sono già due misere pozze! Stampa E-mail
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Cronache - Cronache Lago di Pilato/Vettore
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 28 Maggio 2012 22:30

L'INVASO DI PILATO A SECCO: QUEST'ANNO I FAMOSI OCCHIALI NON LI VEDREMO NEANCHE CON IL TELESCOPIO!!!!

Mai forse come in questo momento, bisognerebbe avere un occhio di riguardo in più per il lago; il mio appello va sicuramente a tutti gli escursionisti che raggiungono lo specchio d'acqua: con la scarsa quantità di neve di quest'anno, migliaia e migliaia di cisti (uova) depositate lo scorso anno dai Chirocefali non si schiuderanno per la mancanza di acqua e quindi condizioni ambientali non appropriate.

Questo non vuol dire però che sono morte anzi, tutt'altro; l'embrione al suo interno riesce a resistere per diversi anni aspettando periodi migliori. Oltrepassando però i fatiscenti paletti di legno (forse sarebbe appropriato qualcosa di più visibile) che delimitano il limite oltre il quale non bisognerebbe andare anche in assenza di acqua, uccideremo con il movimento e lo spostarsi delle rocce e dei sassi, tutti quegli embrioni che si sarebbero dovuti schiudere quest'anno.

Cercate perciò di resistere alla tentazione di avvicinarvi all'acqua. Considerando quindi l'eccezionalità di quest'annata, secondo me non sarebbe poi male una maggiore sorveglianza e monitoraggio del lago da parte della Forestale, personale del Parco Nazionale o chi per loro, soprattutto nei week-end quando è maggiore l'afflusso degli escursionisti.  

Le abbondanti nevicate che si erano riversate a Febbraio sul versante adriatico, chissà quali pensieri ci avevano fatto venire in testa soprattutto dopo aver registrato centimetri abbondati sulle piste da sci dei Monti Sibillini (Monte Prata, Sassotetto, Forca Canapine e Pintura di Bolognola). Non so a voi ma, per quanto mi riguarda, il pensiero al nostro piccolo laghetto glaciale è quasi un chiodo fisso quando vedo neve sulla nostra bellissima catena montuosa. La neve è la sua vita, la neve è tutto per lui ma quest'anno il tempo è stato alquanto bizzarro.

Qualche sospetto che la Valle del Lago fosse stata risparmiata dalle consuete (e decenti) nevicate invernali mi era venuto il giorno in cui con il mio amico Tony facemmo una ramponatina verso il Borghese ad inizio Marzo. Era solo un sospetto e poi di solito sul fondo valle si accumula anche quella trasportata dal vento dalle più alte creste e quindi, così come è venuto, quel pensiero si è volatilizzato quasi subito.

Di buon mattino mi avvio fiducioso verso Forca di Presta per lo spettacolo del risveglio; con il senno del poi posso forse dire che la dimenticanza della mia macchina fotografica lasciata a casa (non mi sono mai dimenticato di portarla dietro) è stata come una specie di avvertimento di quello che avrei trovato. Ero partito da troppo tempo per poter tornare indietro e così, "arrabbiato" ed incazzato con me stesso, mi rassegno consapevole di poter utilizzare, per qualche scatto, quella del cellulare. 

La temperatura alla partenza si aggira intorno ai sei gradi; il sentiero per il Vettore è molto frequentato nonostante le nuvole, decisamente basse, nascondino la vetta. Non sono minacciose, volano via veloci ma sono sempre lì ad incutere un pò di timore. Un vento freddo, a volte troppo impetuoso, mi accompagna in questa ascesa placandosi di tanto in tanto facendo respirare le mie nude mani. Ad ogni modo ci metto poco a scaldarmi anche perchè, come sapete, la salita inizia subito ben forte. Avanti a me sono già numerosi i gruppetti partiti prima e, alzando gli occhi verso il rifugio, vorrei essere in uno di quelli che si trovano ormai a due passi dalla meta. <<< Inizio articolo  

Giunto allo Zilioli cerco un posto per ripararmi dal vento e magio un boccone. Preferisco scendere verso il lago piuttosto che salire ora al Vettore; le nuvole non danno tregua e spero che, con il passare dei minuti, la situazione migliori un pochettino. Inizio a scendere ma già intuisco che di acqua non ce ne sarebbe stata molta. I versanti sotto Pizzo del Diavolo e Cima del Lago sono praticamente sgombri di neve ma non immaginavo una situazione così "drammatica". Appena mi sono affacciato, al termine della discesa, sono rimasto davvero sbalordito e atterrito. Una situazione del genere è da fine Luglio ho subito pensato. Una carenza di acqua davvero impressionante e, a meno che non ci siano di abbondantissime e miracolose piogge estive, forse il lago quest'anno si prosciugherà del tutto. E' proprio per questo motivo che, a maggior ragione, bisogna rispettare i limiti che ci sono sul posto altrimenti il prossimo anno si avrà una riduzione molto significativa del nostro piccolo, tanto amato ed unico al mondo crostaceo.

Con molta amarezza per questa visione così sconcertante, inizio la risalita verso il Vettore. Le nubi sembrano dare una maggiore tregua e, risalendo lungo il canalone ancora innevato, in quaranta minuti sono in vetta. La cima è già molto affollata e quasi tutti cercano di affacciarsi per dare un'occhiata al lago che purtroppo si nasconde per le sue ridottissime dimensioni. Sono moltissimi gli stranieri, forse quasi più degli italiani a dimostrazione dell'apprezzamento e del gradimento che hanno i nostri Monti Sibillini all'estero. 

Nuvole basse ogni tanto ci avvolgono come un freddo lenzuolo in una notte d'inverno. Decido di non sostare troppo e dopo una ventina di minuti inizio la discesa. Un'altra sosta allo Zilioli per godermi un pò più di silenzio riscaldato da un timido sole che riesce a sfondare con più decisione la persistente nuvolosità. Zaino in spalla e, giunto al Vettoretto, decido di percorrere il sentiero alternativo non segnalato che torna in direzione del Vettore fino ad un piccolo casolare dei pastori per invertire nuovamente la rotta in direzione di Forca di Presta per passare proprio sotto il Vettoretto attraversando il Canale dei Mezzi Litri.

Giungo alla macchina con la schiena un pò provata ma la soddisfazione per questa classica escursione e per il fascino che infonde è sempre notevole. Rimane l'amaro in bocca per la situazione del Lago di Pilato; non sono deluso per lo spettacolo che ha offerto ma proprio per la sua situazione generale. Troppo presto per restare con così poca acqua a fine Maggio. A Luglio forse non rimarrà quasi più nulla e chi vuole vedere questi piccoli laghetti bisogna che si sbrighi ma ricordate e tenete a mente quello che ho detto: la salvaguardia di questo splendido ecosistema dipende soprattutto da noi. Se la Natura ha voluto che quest'anno il lago debba "soffrire" così tanto noi non possiamo farci nulla ma la morte di migliaia di Chirocefali.....quella si che possiamo evitarla con un pò di buon senso e rispetto. <<< Inizio articolo

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Commenti  

 
+2 #1 gabrio.castello 2012-06-09 23:40
Ciao Paolo, ho letto con interesse il tuo articolo; sono salito al lago da Foce il 3 giugno ed è stata la mia prima volta, anche se vengo spesso nei Monti Sibillini.
Ho sempre ammirato il lago su varie pubblicazioni e guide e quest'anno mi sono finalmente incamminato per godere del suo spettacolo.
Devo dire che appena giunto ho avuto la netta sensazione che qualcosa non era come doveva essere, ho notato i picchetti "fatiscenti" e un piccolo primo lago, separato da una troppo alta gibba da un secondo ancora più piccolo laghetto.....due invece di uno!!!
E' strano, ma subito dopo la soddisfazione dell' arrivo e della meravigliosa e maestosa conca che avevo davanti a me, la prima cosa che ho pensato è stata: " e i chirocefali?"
quasi a presagire una certa pericolosità per la loro sopravvivenza da quella scarsità d'acqua avendo sempre visto in foto un bel solo lago.
La stagione e l'innevamento non sono stati favorevoli, ma penso anche io e condivido il tuo pensiero che dovrebbe essere meglio segnalato il bordo di sicurezza per la salvaguardia dell'ecosistema di quell'angolo magico e che nei vari punti di partenza per le escursioni dovrebbero essere messi cartelli che sensibilizzino ed informino gli escursionisti sul corretto approccio al lago stesso, anche perchè ho visto pic-nic non con vista lago, ma a bordo lago! GABRIO BIGOTTI
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