Un Vettore ferito ma...grandioso!! Stampa E-mail
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Cronache - Cronache Lago di Pilato/Vettore
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 21 Agosto 2017 18:00

RITORNA A VIVERE FORCA DI PRESTA E CASTELLUCCIO

Dopo più di un anno riesco a metter piede di nuovo a Forca di Presta dopo la riapertura della strada (seppur con sette semafori) proveniente da Norcia. Certo che da Macerata non è proprio molto conveniente ma è comunque un primo segnale per cercar di tornare al più presto alla normalità.

Da dire poi che non è stata un'escursione come tutte le altre; ad accompagnarmi c'era infatti Sara che era da circa 6 anni che non si apprestava a fare un'escursione degna di questo nome per la nascita prima di Angelo e poi di Marta e soprattutto era da molto tempo che anch'io non mi accingevo a vivere una notturna su in cima al Vettore.

La decisone nasce su due piedi ed in fretta quando Sara, spulciando di qua e di là su internet, mi dice che ci sono un sacco di eventi notturni sui Sibillini e mi propone la notturna sul Vettore. Rimango un po' basito da quello che avevo sentito e non sapevo se faceva sul serio o se stava scherzando; poi quando mi dice che i suoi genitori sono disponibili per badare alle due piccole pesti, gli dico subito "ok, andiamo" prima che ci ripensi.

Era da tempo che mi diceva che gli sarebbe piaciuto ricominciare a fare qualche escursione un pochino più impegnativa di quelle che facciamo solitamente con i bambini, ma non pensavo che volesse iniziare con il botto.....così quando tutto ormai è deciso, il pomeriggio prepariamo gli zaini, prepariamo 'psicologicamente' i bambini che non si fanno troppi problemi a dormire dai nonni (anzi nessuno e questo un pochino mi ha preoccupato Bocca tappata ) e quindi  partiamo in direzione Norcia per raggiungere la meta.

Verso le 22 siamo a Forca di Presta....vi domanderete perché così presto? Detto...spiegato per il semplice fatto che anche se la strada che collega Norcia a Castelluccio è percorribile, resta chiusa delle 22 fino alle 6 del mattino e questo ci ha costretto a partire presto per non incorrere in qualche multa e vedere vanificata l'intera escursione alla quale non volevamo assolutamente rinunciare.

La serata è eccezionale, la Luna risplende e con una emozione fuori dal comune, percorriamo, dopo tanto tempo, l'infinito rettilineo lungo il Pian Grande alla fine del quale le luci di Castelluccio fanno capolinea; sembra che qui non sia cambiato nulla; l'oscurità nasconde le enormi cicatrici e ferite che questi luoghi si trascineranno come una lunga appendice per moltissimo tempo. La salita verso Forca di Presta porta con se la visuale strepitosa dello Scoglio dell'Aquila che riflette la chiara luce della Luna e sotto il quale scorre inesorabile la terribile faglia che ha causato tanta devastazione.

Giunti a Forca di Presta già ci sono più di una trentina di escursionisti intenti a raggiungere la vetta più alta dei Sibillini per assistere all'alba che si preannuncia splendida considerato le premesse. Partiti da casa con quasi 40 gradi, ci ritroviamo a 1.500 metri con soli 15 gradi; non tira un filo d'aria, c'è una bonaccia assoluta e la temperatura è ideale per iniziare l'ascesa verso il rifugio Zilioli.

Torce in testa e si inizia. Il gruppetto avanti a noi, partito leggermente prima, scompare dietro la prima salita. Sara, avanti a me, mi sorprende per l'andamento che è lento ma costante e considerato che è tantissimo che non si prodiga in una vera escursione ha un passo niente male. Il primo strappo di vera salita scivola via senza patemi ed in breve tempo raggiungiamo i ragazzi avanti a noi. Facciamo una brevissima sosta per toglierci una maglia di troppo e bere un po' d'acqua; nonostante la temperatura sia decisamente gradevole, l'ascesa ci fa sudare non poco. Rimessi gli zaini in spalle, ricominciamo la marcia verso un'altra piccola tappa che è la Croce dello Zilioli in corrispondenza della quale passa la faglia.

Durante la notte non si vede gran che nonostante la Luna illumini quasi a giorno; si nota un bello scalino lungo il sentiero a dimostrazione di come parte della montagna si sia abbassata. Al Vettoretto facciamo l'ultima breve sosta e Sara è più in forma che mai. Ci aspetta il tratto più impegnativo (probabilmente lo è di più in discesa), quello che ci porta fino ai 2.200 metri del rifugio Zilioli purtroppo inagibile e inutilizzabile. Sara va alla grande anche se comincia un po' ad accusare la fatica ma con tenacia e a testa bassa raggiunge lo Zilioli senza troppi affanni.

Siamo in netto anticipo e ci meritiamo una bella sosta; anche quassù c'è calma piatta. Siamo i primi ad arrivare ed in lontananza vediamo la fila di torce accese degli altri escursionisti che da lì ad un po' ci avrebbero raggiunti. E' sempre stupenda e suggestiva la vista notturna con tutti questi mostri sacri che ti circondano a partire da Punta di prato Pulito fino al martoriato Pizzo del Diavolo passando per Cima del Lago e Redentore. Facciamo una bella scorta di energia tra frutta e qualche barretta energetica; guardando l'orologio, ci abbiamo impiegato un paio di ore ad arrivare al rifugio. Scattiamo qualche foto che puntualmente Sara pubblica sul Facebook.....quanto non mi piace Facebook...... <<< Inizio articolo

Nel frattempo, dopo questa mia brevissima considerazione, arrivano a scaglioni gli altri escursionisti ed in poco tempo lo Zilioli si riempie come non avevo mai visto di notte. E' un via vai continuo di persone che non si sono volute perdere questa splendida nottata. Ogni tanto qualche folata di brezza leggera e fresca faceva venire i brividi e decidiamo di non crogiolarci sugli allori per troppo tempo; sono rimasti 200 metri di dislivello anche se non troppo impegnativi e decidiamo di partire dopo una mezzoretta di sosta.

Arriviamo in cima al Vettore che non c'è nessuno. Sono trascorse da poco le 3 del mattino; lo scenario è strepitoso: alla città di Ascoli, la più luminosa, fanno da cornice tutti gli altri paesini dislocati ovunque sulle dolci colline marchigiane. Giunti in vetta la prima cosa che ci salta alla vista è che non c'è più la croce principale quella che per diversi anni era stata deformata dalle intemperie del tempo soprattutto da peso della neve e del ghiaccio. Poco distante invece sono stati posizionati, in una buca, dei sensori per il rilevamento sismico alimentati da un paio di piccoli pannelli solari poco distanti.

C'è ancora tempo per l'alba che dovrebbe aggirarsi intorno alle 6:15 e perciò cerchiamo un luogo ideale per sdraiarci e riposare un po'; non abbiamo che l'imbarazzo della scelta, una piccola "trincea" sembra fatta a posto per due persone. Ci sfiliamo gli zaini di dosso, ci cambiamo le magliette sudate e ci infiliamo sotto una coperta termica con pile e giubbetti addosso. La temperatura si aggira intorno agli 8-10 gradi e quasi rimpiangiamo i 40 che c'erano quando siamo partiti il pomeriggio il giorno prima.

Cerchiamo di dormire un pochino con un occhio sempre aperto; nel frattempo arrivano tutti gli altri che cercano una sistemazione per assistere all'alba. C'è chi si organizza con macchine fotografiche professionali, chi invece si accontenta di una semplice foto con il cellulare, che invece semplicemente si appresta ad immortalare l'alba del nuovo giorno nella propria testa al sicuro da "occhi indiscreti".

E quando l'alba arriva è davvero un momento speciale: la palla rossa all'orizzonte si fa pian piano largo tra la folta foschia che ricopre le innumerevoli vallate e colline. Alle nostre spalle le cime più importanti sopra il Lago di Pilato vengono colpite dai primi caldi raggi del sole che preannunciano all'ennesima giornata di caldo infernale. Scattiamo le foto di routine, ci trastulliamo ancora qualche istante ad assaporare questo splendido momento e poi, mentre le nostre ombre sul terreno si fanno sempre più corte, siamo i primi ad avviarci sulla via del ritorno.

Allo Zilioli già fa abbastanza caldo considerato che sono appena le 7 del mattino ed in lontananza lungo il ripido sentiero che sale dal parcheggio si intravedono i primi escursionisti che intraprendono l'ascesa sicuramente consapevoli che più tardi gli aspetterà una giornata torrida. Scendiamo con molta calma assaporando fino in fondo le ultime ore che abbiamo a disposizione tra questi splendidi panorami. Attraversiamo la faglia che ora mostra tutta la potenza e l'energia sprigionata: una lunga ferita che da sud risale fin sotto lo Scoglio dell'Aquila per proseguire oltre. Una cicatrice che rimarrà in eterno ma che il tempo e la natura riuscirà comunque a mascherare bene, come sempre.

Giunti all'auto parcheggiamo al piccolo piazzale di Castelluccio, la prima volta dopo il 24 Agosto. Una tensostruttura ospita provvisoriamente sette attività da un bar ai vari negozi di norcineria. Facciamo un'abbondante colazione e restiamo positivamente sorpresi dalla forza di volontà e dalla voglia che hanno i commercianti di ricominciare subito e di non abbandonare questi luoghi magici. Ci hanno detto che la strada da Norcia rimarrà aperta almeno fino a Settembre per poi richiudere di nuovo per proseguire con la sistemazione sempre più definitiva della strada che al momento registra almeno 7 criticità importanti. E' stato comunque un importante passo avanti per far lavorare nel periodo estivo tutte le attività che hanno reso e renderanno per sempre unico questo piccolo gioiello incastonato nello straordinario ed incantevole luogo dei Monti Azzurri.

Noi ci torneremo presto perché la vera donazione che ci sentiamo di fare è quella di non abbandonare questi posti contribuendo all'acquisto di prodotti ottimi ed unici così come abbiamo fatto sempre direttamente sul posto ogni volta che siamo saliti per una escursione. Pensiamo che la vera ferita che non si chiuderà mai per le persone del luogo sarà quella della solitudine se ci facciamo abbindolare o ingabbiare dalla paura e lasciare queste straordinarie montagne al proprio destino. <<< Inizio articolo

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Commenti  

 
0 #1 saracy 2017-08-21 21:20
Esperienza bellissima ,nottata incantevole,alb a da togliere il fiato.. Non vedo l 'ora di fare altre escursioni maritino
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0 #2 paolomulazzani 2017-08-21 22:06
Grazie per la bella descrizione e per le foto!
Il 20 luglio ero a Castelluccio e nella strada per forca di presta, all'altezza dello scoglio dell'aquila, c'era un cartello di divieto di transito.
Lo hanno rimosso?
Grazie
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0 #3 cycca 2017-08-22 00:13
Ciao Paolo, confermo che la strada da Castelluccio fino a Forca di Presta è percorribile in auto. Il divieto c'è proprio a forca di Presta dove non si può scendere in direzione di Montegallo.
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0 #4 Artikkko 2017-08-22 10:52
Grazie per la condivisione di questa meravigliosa esperienza! Devo ancora togliermi la soddisfazione di una notturna e pensavo di partire proprio dal Vettore o dal Sibilla o dal Fargno. Ad ogni modo, per io che verrei da Ancona (quindi come chi viene da Macerata), le indicazioni e gli orari di percorribilità sono sempre quelli da te descritti? Esistono alternative (magari anche allungamenti) per non incappare in tali limitazioni?
Grazie in anticipo e di nuovo complimenti per il poetico articolo.
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0 #5 fabriziod75 2017-08-22 12:29
La montagna simbolo della nostra amata terra.
Poter tornare a salutarla e onorarla è una grande emozione.
Ogni volta è sempre diversa ed affascinante.
Bella esperienza, complimenti.
Saluti
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0 #6 fabriziod75 2017-08-22 12:33
Per Artikko, per il Vettore da esperienza personale e da quel che so (non ci sono ordinanze), si può passare da Altino o Santa Maria in Pantano. Da Foce salendo dal laghetto prima di arrivare al paese a sinistra. Dal laghetto di palazzo borghese, quindi anche da Sibilla, non sono sicuro se sia "legale" andare oltre. Questo è quel che so...se ci sono correzioni o alternative "legali" ben vengano!
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0 #7 bigsheep 2017-08-25 09:28
Ciao,
dove sei passato per raggiungere Norcia/Castelluccio, Spoleto?
Grazie
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0 #8 cycca 2017-08-25 17:03
Per raggiunger Spoleto da Macerata ho percorso la 77 Valdichienti fino a Foligno quindi la galleria nei pressi di Spoleto che mi ha ricollegato sulla Valnerina e quindi seguito le indicazioni per Norcia. Si può passare anche per Preci.
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0 #9 tongald 2017-08-25 19:26
Il divieto dalle ore 22-6 nun c'è piu, cioè da Norcia si sale sempre a qualsiasi ora. 23 e 24 agosto sono stato a dormire a Forca di Presta con mia moglie al rif.Belvedere, e fino a f.di presta si passa in auto come fino alla piazza di castelluccio, dove ci sono furgoncini per panini ecc e sotto ai wc, c'è la tendostruttura dove si mangia grandiosamente primi secondi ecc. graditissimi dai tanti stranieri. Quindi, salvo chi ha permessi speciali da montegallo/arquata/gualdo, si passa ESCLUSIVAMENTE AD OGGI x chi viene da macerata: FOLIGNO SPOLETO NORCIA CASTELLUCCIO. Chi viene da Ascoli: ARQUATA CITTAREALE NORCIA CASTELLUCCIO. RITORNIAMO RITORNIAMO, QUESTA E' UNA VERA VITTORIA SE TORNIAMO TUTTI!
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