Il Chirocefalo del Marchesoni Stampa
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Lago di Pilato/Vettore - Notizie e curiosità dal Lago di Pilato
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Domenica 04 Gennaio 2009 21:44

 IL CROSTACEO DEL LAGO DI PILATO

Eccolo il Chirocefalo, protagonista assoluto dei Laghi di Pilato, il piccolissimo crostaceo branchipode unico al mondo. Non lo troverete in nessun altra parte del globo terrestre. Differisce dai più comuni crostacei per il fatto che non ha una protezione esterna ma si presenta con un corpo molle e trasparente di color rossastro. Fa parte della famiglia degli Anostraci i crostacei più primitivi, importanti costituenti di plancton di acqua dolce.Fu scoperto per la prima volta nel 1957, da Vittorio Marchesoni Direttore di Botanica nell'Università di Camerino in una delle sue escursioni ai Monti Sibillini ed la sua lunghezza vari tra i 9 e i 12 millimetri.

Nonostante sembri così indifeso e fragile, è molto resistente agli stress ambientali al quale è sottoposto (molto meno a quelli provocati dall'uomo!!!).

Si passa dai periodi invernali in cui l'acqua è congelata, fino ad arrivare ai mesi estivi durante i quali il livello dell'invaso scende fino addirittura a scomparire se le precipitazioni invernali sono state scarse.

Per far fronte a tutto questo, ha "ingegnato" un trucco molto efficace; infatti il Chirocefalo, produce delle forme di protezione dette cisti (di forma sferica con un diametro di circa 0.43 millimetri) all'interno delle quali la crescita dell'embrione viene "congelata". Praticamente si crea un minuscolo habitat isolato dal resto del mondo che permette all'embrione di sopravvivere fino a quando non si creano le condizioni ideali per la schiusa. Il ciclo biologico dell'embrione è strettamente legato dal ciclo idrologico del lago e di solito concide con un arco di tempo compreso tra l'inizio di giugno e la fine di settembre durante il quale la forma adulta viene raggiunta attraverso delle graduali modifiche corporee man mano che si aggiungono appendici.

Ma non finisce qui; infatti, le cisti che vengono deposte di stagione in stagione, non si schiudono tutte ma soltanto una parte. Gli altri embrioni rimangono all'interno del loro piccolo mondo garantendo così una ulteriore garanzia per la sopravvivenza della specie. Infatti, mentre la forma natante ha un periodo di vita di circa pochi mesi, quella allo stato embrionale può durare anche diversi anni se naturalmente non ci sono fattori esterni a disturbarne l'equilibrio.

E' importantissimo perciò, soprattutto nei mesi estivi quando le acque si ritirano, rispettare la distanza di sicurezza dal lago segnalata con appositi paletti (troppo fatiscenti purtroppo); oltrepassarli vorrebbe dire calpestare le cisti deposte sotto i sassi provocandone inevitabilmente la rottura con conseguenze che potete immaginare. Saremo colpevoli di un massacro invisibile. Il Chirocefalo è già in pericolo di estinzione per cause naturali; cerchiamo di non dargli una mano a scomparire prima del tempo.

Rispettiamolo ricordando che siamo ospiti e che quello è il suo habitat naturale, non il nostro!

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