Lago di Pilato. La partenza da Forca di Presta Stampa E-mail
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Lago di Pilato/Vettore - I sentieri per il lago di Pilato e Monte Vettore
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Domenica 04 Gennaio 2009 23:13

AL LAGO DA FORCA DI PRESTA (difficoltà EE)

E' il tragitto più conosciuto e più frequentato. A differenza di quello di Foce, che porta direttamente al lago, qui c'è una tappa intermedia; si arriva prima al rifugio Tito Zilioli che altro non è che una piccola casetta ai piedi del Vettore.

Il parcheggio per le auto non è un problema; si possono lasciare tranquillamente ai bordi della strada proprio in cima al valico di Forca di Presta appunto.

E' una escursione diversa rispetto a quella di Foce; qui non si cammina dentro una vallata circondata da imponenti montagne; qui piano piano si sale di quota fino ad arrivare sopra le loro creste. Si respira un'aria pura e fresca (non potrebbe essere altrimenti, ci troviamo quasi a 2.000 metri); respirate, respirate a pieni polmoni.

Il paese di Castelluccio vi seguirà quasi sempre lungo l'ascesa al rifugio mentre, più salite, più sarà facile riconoscere un possente ammasso roccioso verso sud: è il Gran Sasso con i suoi quasi 3.000 metri di altezza. gran sasso.jpg - 30.47 Kb

Al rifugio di solito ci si ferma per riposarsi un pò, per rifocillarsi ed anche per decidere se eventualmente prima della discesa al lago, si vuol fare una puntatina sulla cima più alta dei Sibillini oppure cambiare totalmente itinerario e proseguire sulle creste proprio sopra di esso godendo di un panorama spettacolare. Quest'ultimo percorso è comunque descritto più dettagliatamente nella escursione che parte da Capanna Ghezzi e in un racconto nella sezione "cronaca".

Per il Lago di Pilato, dal rifugio Zilioli, si comincia a scendere; si trovano infatti più in basso ma il fatto di dover fare la discesa non deve trarre in inganno.

Da principio si scende senza dover seguire un sentiero ben preciso poi ad un certo punto ne troverete uno che ultimamente, (soprattutto all'inizio), si è andato via via sempre più rovinando. Bisogna scendere lungo delle roccette un po' esposte e l'attenzione deve essere massima. Con le giuste precauzioni (che ci vogliono sempre!) si supera tutto ma occhio per chi soffre di vertigini. Da qui potrete osservare la bellezza del lago così importante ed unico.

L'acqua cambia colore a seconda dell'intensità del sole, da un verde intenso ed un celeste, azzurro...e poi se avete l'accortezza di osservarlo in una visione di insieme, forse riuscirete a distinguere un leggero color arancio ai bordi per la presenza del Chirocefalo quel minuscolo crostaceo che abbiamo la fortuna di avere qui e in nessun'altra parte del Mondo.

Questo sentiero, il N. 101 sulla cartina dei sentieri, è classificato con un grado di difficoltà EE; portate il solito cappellino e la giacchetta a vento; il rifugio si trova ad una quota abbastanza elevata, il vento tira quasi sempre e quando arriverete sarete abbastanza sudati soprattutto se è una giornata calda; non ci sono posti per ripararsi dal sole lungo il tragitto e portate acqua perchè non ne troverete. Divertitevi e buona escursione a tutti!

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