Il Vettore per la via del Canalino Stampa E-mail
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Lago di Pilato/Vettore - I sentieri per il lago di Pilato e Monte Vettore
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 03 Settembre 2012 10:00

LA "DIRETTISSIMA" PER IL MONTE VETTORE. UN'ESCURSIONE DI GRADO ELEVATO LUNGO IL CANALINO DEL VERSANTE SUD (difficoltà EEA)

Dal parcheggio situato dopo Forca di Presta per chi proviene da Castelluccio di Norcia, per intenderci quello utilizzato per percorrere il bellissimo sentiero dei Mietitori, si sviluppa una lunga traccia a quota più alta del GAS, non segnalata sulla cartina, che è da considerarsi come avvicinamento all'attacco della ferratina, parte iniziale dell'impegnativo canalino da risalire fino in cresta tra il Vettore ed il Pizzo.

Prima di iniziare la descrizione di questa escursione, volevo subito puntualizzare che non è certamente indicato per escursionisti occasionali, con poca esperienza e che soffrono di vertigini.

Ci sono passaggi di II grado (arrampicata vera e propria: è necessario spostare un arto per volta con una corretta impostazione dei movimenti. Appigli (per le mani) ed appoggi (per i piedi) sono abbondanti) e forse qualcuno di III grado (la struttura rocciosa è più verticale, appigli e appoggi sono più radi ma con una certa possibilità di scelta nei passaggi e nei movimenti) che possono risultare abbastanza impegnativi per chi non è abituato a muoversi e risalire rocce e roccette senza l'aiuto di attrezzatura adeguata compreso anche un caschetto perchè è facilissimo imbattersi in pietre che si staccano dovute al passaggio di chi vi precede.

Un percorso quindi che va affrontato in compagnia di persone esperte di alpinismo in grado di affrontare eventuali situazioni di emergenza perchè una volta intrapreso il canalino è poi difficile tornare indietro se non riuscite più ad avanzare. Le tipiche situazioni che a volte troppo spesso succedono in montagna quando si sottovalutano le difficoltà delle escursioni o si sopravvalutano le proprie capacità.

Parcheggiata quindi l'auto da dove inizia il tratto del GAS del sentiero dei Mietitori, è facile individuare un pochino più in alto dell'attacco ufficiale del sentiero, una stradina erbosa appena accennata che si inoltra verso i prati. A dir la verità questa traccia svanisce quasi subito e bisogna continuare senza seguire una via obbligata verso la fine del Canale dei Mezzi Litri salendo sempre pian piano di quota. Incontrerete un omino di pietra in prossimità del fondo del canale e, con una breve salita repentina, raggiungerete una traccia verso destra che vi farà attraversare il canale (vi troverete ad una quota di circa 1.560 metri). <<< Inizio articolo

Da qui in avanti e per un lungo tratto, il sentiero sarà spesso indicato con gli omini di pietra e la traccia risulterà quasi sempre inconfondibile e ben evidente. Dopo una breve parte iniziale un pò più ripida, il sentiero si snoda trasversalmente con brevissimi momenti di salite ed il panorama che offre è davvero superbo. Contrafforti monumentali che scendono sopra le vostre teste fanno da cornice ad un panorama verso i Monti della Laga davvero eccezionale con il piccolo paesino di Pretare sempre in primo piano.

Anche se il sentiero è relativamente facile da percorrere non bisogna assolutamente sottovalutare il fatto che qualche passaggio, sopratutto nell'attraversamento dei canaloni, risulta abbastanza esposto; usate perciò la massima prudenza. I canaloni appunto: se ne attraverseranno diversi di cui uno abbastanza grande con placche di pietra giganti sopra di voi davvero suggestive.

La prima vostra meta, è quella di raggiungere la base del bordo sinistro (con la parete difronte) della così detta Piramide   all'inizio dell'Aia della Regina, enormi placche di pietra che scendono ripide sotto la grotta delle Fate. Ve ne accorgerete perchè saranno inconfondibili e soprattutto perchè il sentiero e gli omini di pietra qui si interrompono e bisogna intraprendere la via che ritenete più opportuno per raggiungere il bordo destro della Piramide da dove poi ha inizio la risalita del canalino.

Le difficoltà oggettive per chi non ha molta dimestichezza con le rocce iniziano già qui. Non è proprio semplicissimo attraversare il canalone che vi trovate innanzi all'inizio delle Piramide. La nostra scelta è stata quella di risalire, arrampicandosi su delle roccette, sopra le placche dell'Aia della Regina. Con scarponi adeguati e gomma non consumata, non si cammina male anche se il colpo d'occhio che offre è davvero impressionante: si ha sempre l'impressione di volare nel vuoto....è importante posizionare i piedi dove non ci sono sassolini che possano farvi scivolare.

Abbiamo percorso una cinquantina di metri sopra questa enorme placca proprio sotto la grotta delle Fate dopo di che abbiamo intravisto un passaggio sulla destra che ci ha permesso di scendere ai suoi piedi e di proseguire, non senza difficoltà, tra prati ripidi e ghiaione. Siamo risaliti poi successivamente verso sinistra e quindi ancora tra roccette e placche abbiamo raggiunto, risalendo in obliquo una piccola cresticina più erbosa e più facilmente affrontabile. <<< Inizio articolo

L'inizio della ferrata è già visibile per chi la conosce ed è inconfondibile comunque un enorme spuntone di roccia solitario alla fine di un colletto, punto di partenza per la risalita del canalino, da prendere come punto di riferimento. Si è giunti così sul lato destro della Piramide ed un freccia rossa e la catena indicano inequivocabilmente l'inizio della dura risalita verso la cresta. 

Superata la prima parte con l'aiuto della catena, vi si spalanca davanti lo stretto canale e bisogna essere abili e molto esperti nel muoversi in un ambiente così particolare fatto di pietra friabile pendenze ripide ed esposte. Non è richiesta una abilità nel superare un sesto grado di difficoltà ma molta esperienza e saggezza nel disimpegnarsi in questo panorama particolare. A proposito di panorama.....soffermatevi ogni tanto per stemperare la tensione voltandovi alle spalle: ciò che vedrete è davvero unico, speciale ed....inquietante. 

Dopo qualche passaggio all'interno dello stretto canale, si giunge su di un ripido prato che nonostante tutto fa tirare un sospiro di sollievo. Il canale si allarga e, risalendo, giungiamo ancora ad altri passaggi su roccia. Si devia verso destra dove il terreno continua ad essere friabile ed è facile che i sassi si stacchino da sotto i vostri piedi. Massima attenzione per chi segue ed avvertite sempre l'eventuale caduta di pietre.

Continuando all'interno del fosso si giunge così in cresta. Ad un certo punto, quando lo si ritiene opportuno, si può anche salire verso sinistra ritrovandosi al cospetto di una ennesima cresticina erbosa. Non è una passeggiata risalirlo ma ma non ci saranno più rocce da scavalcare. Giunti finalmente sul filo di cresta, la soddisfazione sarà tanta nonostante la molta fatica fatta.

Proseguendo a sinistra si intercetta poi il sentiero che proviene dall'Imbuto del Vettore e vi condurrà fino in cima al Vettore. La discesa per ritornare alle auto avverrà per il ben conosciuto tracciato che vi porterà prima al rifugio Zilioli e quindi a Forca di Presta. Se avete più auto il consiglio è di lasciarne una proprio qui in modo da evitare circa un chilometro e mezzo di strada asfaltata.

L'escursione, come più volte ripetuto, si rivolge ad escursionisti esperti con un minimo di attrezzatura. Lungo tutto il tragitto scarseggia la presenza di fonti d'acqua e, considerando che nella sua totalità il tempo impiegato per percorrere l'anello non è inferiore alle 5-6 ore, vi consiglio di portarne abbastanza. Il caschetto è un accessorio che non deve mancare per via di un terreno molto friabile che inevitabilmente, in diverse occasioni, può franare sotto i vostri piedi facendo staccare sassi e pietre pericolosi per chi vi segue.

Insomma, è un percorso dove il tempo sembra si sia fermato. Un ambiente ostile, ostico, silenzioso e solitario dove ti trovi a tu per tu con la montagna e le sue leggi che qui dominano incontrastate. Ma è anche bello, straordinario, ricco di soddisfazione e superbo per scorci panoramici. La montagna va rispettata, i compagni di avventura devono restare compatti ed aiutarsi a vicenda perchè nessuno deve restare troppo distante. Indietro non si torna, c'è solo la faticosa, inevitabile salita da affrontare. <<< Inizio articolo

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