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Le storie che hanno reso e rendono magici i Monti Sibillini.

La leggenda sul torrente Salino Stampa E-mail
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Monti Sibillini - Leggende sui Monti Sibillini
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 05 Ottobre 2013 09:19

UNA LEGGENDA SIBILLINA QUASI PERSA NEI MEANDRI DELLO SCORRERE DEL TEMPO!!

Una giornata dedicata agli antichi sentieri lungo il torrente Salino, che insieme al Tennacola rappresenta un affluente sinistro del fiume Tenna, ha fatto riaffiorare, nella mente di Piero Castellucci, un'antica leggenda che il nonno gli raccontò più di 60 anni fa!!!! Un ulteriore documento che arricchisce ancor di più il misterioso territorio dei Monti Sibillini. Un grazie a Piero ed al mio amico Tony che mi ha postato lo scritto.

Enea in fuga dalla sua città in fiamme, con un manipolo di troiani e con Ascanio, il futuro Julo, stava risalendo la costa adriatica dell’Italia alla ricerca di un sito dove fondare una nuova città. Dalle foci dei fiumi navigabili che incontrava penetrava all’interno dei territori alla ricerca di fertili pianure. I Piceni, residenti nell’odierno Belmonte, spaventati dall’imminente arrivo dei bellicosi troiani pensarono di chiedere consigli alla Sibilla e si recarono nel suo antro in cima all’omonimo monte.

 
Pretare: la leggenda della Sibilla Stampa E-mail
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Monti Sibillini - Leggende sui Monti Sibillini
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 17 Agosto 2009 19:20

UNA SPLENDIDA E SUGGESTIVA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE ALLE PENDICI DEL VETTORE, RACCONTA LA LEGGENDARIA STORIA DELLA FATA SIBILLA!!

Pretare è un piccolo e grazioso paese che si colloca in una delle zone dove il massiccio del Vettore mostra tutta la sua imponenza; una straordinaria prospetiva dalla quale il versane sud si getta a picco con estrema ripidità e pareti rocciose davvero impressionanti.

Pretare è anche luogo turistico e madre di leggende, di quelle leggende che ormai riempiono le valli e le vette dei Monti Azzurri legate naturalmente alla famosa fata Sibilla.  In una rappresentazione teatrale, che si svolge ogni tre anni  a causa  di uno sforzo economico non indifferente, viene rivissuta in questa località la discesa delle fate dal Monte Vettore e la loro storia con i pastori del luogo.

 
Balli e canti risuonavano nella gola Stampa E-mail
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Monti Sibillini - Leggende sui Monti Sibillini
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Mercoledì 07 Gennaio 2009 18:52

 LA LEGGENDA NELLA GOLA DEL GOLUBRO

Molto tempo fa, la strada che conduceva alla gola veniva chiamata "Balleria" un luogo cioè dove le fate, dopo aver lasciato la non lontana grotta della Sibilla, giungevano per ballare. I vecchi montanari del luogo raccontavano che una sera le fate chiesero il permesso alla Regina Sibilla per partecipare ad un ballo notturno che si teneva proprio nella gola dell'Infernaccio.

"Andate, andate pure" - rispose loro la Regina - "ma ricordate e tenete bene in mente di rientrare nella grotta prima dell'alba. Che nessun raggio di sole vi sorprenda per strada..." Le fanciulle perciò mossero verso la gola entusiaste per la nottata che le attendeva. Ma l'entusiasmo fu tanto e nessuno di loro si accorse che le prime luci dell'alba avevano già lasciato l'orizzonte. Sorprese, sbigottite e nonchè impaurite ed in preda all'ansia, se ne andarono frettolosamente verso la grotta lasciando dietro di loro una scia più chiara che ancora oggi si distingue sul dorso della montagna. La gente la chiama il "cammino delle fate". <<<   Home

 
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