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Pretare: la leggenda della Sibilla Stampa E-mail
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Monti Sibillini - Leggende sui Monti Sibillini
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 17 Agosto 2009 19:20

UNA SPLENDIDA E SUGGESTIVA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE ALLE PENDICI DEL VETTORE, RACCONTA LA LEGGENDARIA STORIA DELLA FATA SIBILLA!!

Pretare è un piccolo e grazioso paese che si colloca in una delle zone dove il massiccio del Vettore mostra tutta la sua imponenza; una straordinaria prospetiva dalla quale il versane sud si getta a picco con estrema ripidità e pareti rocciose davvero impressionanti.

Pretare è anche luogo turistico e madre di leggende, di quelle leggende che ormai riempiono le valli e le vette dei Monti Azzurri legate naturalmente alla famosa fata Sibilla.  In una rappresentazione teatrale, che si svolge ogni tre anni  a causa  di uno sforzo economico non indifferente, viene rivissuta in questa località la discesa delle fate dal Monte Vettore e la loro storia con i pastori del luogo.

Un piccolo stand gastronomico posto nella piazzetta del paese, ha permesso di allietare l'attesa con patatine fritte e panini molto molto invitanti con salsiccie e carne, cotte al momento sulla griglia da simpaticissimi cuochi provetti!!

Alle 21:30 ha avuto inizio lo spettacolo.

In una atmosfera surreale contornata dai protagonisti con costumi fantastici e coloratissimi, colonne sonore interpretate e cantate in maniera egregia da far venire i brividi, sotto una volta celeste cosparsa di miliardi e miliardi di stelle tutte visibili con il Carro Maggiore che man mano "tramontava" dietro l'imponente Vettore e la Via Lattea che in poche occasioni mi è capitato di osservare così luminosa e definita, su di un palco posizionato ad arte che permette agli attori di sfruttare anche i prati e boschetti circostanti rendendo il tutto ancora più suggestivo e reale, si è svolto il giorno 15 Agosto 2009 (messo in scena anche il giorno 14 nonostante qualche goccia di pioggia di troppo), questo incredibile spettacolo gratuito che davvero è valso la pena essere visto e vissuto fino in fondo. 

Le origini di questa leggenda, vanno ricercate nel periodo in cui vi fu la rinascita delllo Stato Pontificio con l'aumento esponenziale di eresie e superstizioni ma soprattutto con la pubblicazione letteraria del XV secolo della storia del Guerrin Meschino di Andrea da Barberino che collocò il suo protagonista, tra le vette dei Monti Sibillini alla ricerca della fata Sibilla in grado di svelargli la verità sulle proprie origini.

Si narra che in una grotta del Monte Vettore, viveva la malvagia Sibilla che un giorno provocò una violenta frana che ricoprì e distrusse completamente un piccolo paesino chiamato Colfiorito. Dopo moltissimo tempo, alcuni pastori si recarono in zona alla ricerca di verdeggianti pascoli per il loro bestiame ma con la speranza anche di incontrare delle giovani ragazze con le quali trascorrere il resto della vita in grado di interrompere così la loro monotona vita. <<< Inizio articolo

Durante una splendida notte alcune ancelle della fata Sibilla, incuriosite dalla presenza dei pastori, chiesero il permesso di uscire e raggiungere quei giovani, permesso che gli fu conesso a patto che fossero tornate prima dell'alba. Così, con grande meraviglia, i pastori furono travolti da mille emozioni nel vedere queste splendide fanciulle, tutt'altro che malvage, scendere dal Vettore ed unirsi a loro in canti e balli da capogiro. Ognuna di esse rappresentava un elemento della Natura: acqua, prati, fiori, roccia, fuoco, neve...

Per diverse sere le splendide fanciulle uscirono dalla grotta per incontrarsi con i pastori, a volte anche di nascosto ed in una di queste un giovane molto curioso, ebbe l'idea di osservare sotto gli splendidi e fastosi vestiti scoprendo una amara verità: delle zampe di capra. Ormai il segreto era stato svelato e le giovani rientrarono in fretta alla grotta dove però la severa e maligna fata Sibilla stava ad attenderle per punirle ed imprigionarle.

Il caso volle che da lì a pochi giorni, arrivò sul luogo un cavaliere di nome Meschino intenzionato ad incontrare la Sibilla per chiedere informazioni sul suo passato e soprattutto sui propri genitori. Nonostante vari tentativi da parte della gente del posto di fargli cambiare idea, Meschino tirò dritto per la sua strada ed i pastori colsero l'occasione per chiedergli aituto: nel caso si fosse trovato a tu per tu con la Sibilla, se vi era la possibilità di interrompere l'incantesimo a cui erano sottoposte le ancelle e quindi anche di liberarle.

Dopo pochi giorni il cavaliere arrivò alla grotta, entrò ed incontrò la fata ammaliatrice che si innamorò di lui. Fu sottoposto a tre domande e se avesse risposto esattamente avrebbe avuto i suoi desideri avverati.

Con molta astuzia il Meschino rispose esattamente e fece in modo di interrompere l'incantesimo che affliggeva le ancelle che ritornarono al loro stato totalmente umano e libere di incontrare e vivere la loro vita con giovani pastori. Insieme, fondarono il paese di Pretare sulle rovine della vecchia cittadina di Colfiorito. <<< Inizio articolo

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