M. Lieto. La partenza dal Pian Perduto Stampa E-mail
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Monte Lieto - I sentieri per il Monte Lieto
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 07 Dicembre 2009 11:45

RISALENDO LA VAL CANATRA, UN'ESCURSIONE DI TUTTO RISPETTO IN VETTA AL M. LIETO (difficoltà E)

E' certo che non si tratta di una uscita tra le più impegnative ma neanche tra quelle più semplicissime. Ci si rende immediatamente conto della bella "passeggiata" che bisogna intraprendere e soprattutto di dove bisogna arrivare considerato che la partenza per la conquista di questo monte tutt'altro che da sottovalutare, avviene proprio sotto le sue pendici.

A dir la verità, l'inizio di questa escursione può avvenire in due modi: il primo è quello di lasciare l'auto poco prima di risalire a Castelluccio (proveniendo da Visso) in corrispondenza di un piccolo spiazzo sulla destra ricavato sotto una vecchia piccola cava. Nel bel mezzo del Pian Perduto, il sentiero si snoda proprio accanto a voi dirigendosi ai piedi del Monte Lieto  per poi svoltare a sinistra per la Val Canatra. Sulla carta dei sentieri è segnalato con un tratteggio senza nessun numero che lo identifichi. Si ricongiungerà in corrispondenza della fonte Val Canatra con la stradina che proviene da Castelluccio che è l'altro punto dal quale si può partire per raggiungere il medesimo obbiettivo.

Non fatevi scoraggiare vedendo quella cima così in alto; non pensateci al momento perchè il tratto iniziale di questa "avventura" avviene dentro una tra le più caratteristiche valli dei Monti Azzurri.

Il secondo modo di iniziare queto bel giretto è, appunto, quello di partire dalla piazzetta di Castelluccio; infatti, parcheggiata l'auto e incamminandosi in direzione del Pian Perduto (verso Visso), dopo qualche decina di metri sulla sinistra si inoltra una carrareccia che fiancheggia il Monte Veletta. Questa strada, indicata sulla cartina come il Sentiero Italia (SI), vi permette di osservare l'inizio della Val Canatra dall'alto invece di passarci all'interno e si ricongiunge con quello che proviene dal Pian Perduto in prossimità dell'unica fonte di cui ho parlato sopra.

Giunti alla sorgente d'acqua si prosegue per l'evidentissima strada che si interna sempre più nei meandri di questa piccola valle. Si procede con molta semplicità, leggermente in salita in una quiete davvero speciale dove il suono di alcune campanelline appese al collo di qualche pecora di un gregge che pascola nei dintorni, potrebbe rendere l'atmosfera ancor più piacevole e rilassante.  Si raggiungere così uno spiazzo dove il sentiero si biforca in due: il Sentiero Italia prosegue a sinistra, in corrispondenza di un evidente cartello blu, e risale la Coste i Valloni per raggiungere eventualmente Poggio di Croce; voi dovete proseguire dritti continuando così l'ascesa al Monte Lieto lungo un tracciato ancora molto evidente ma al momento privo di segnalazioni; anche sulla cartina topografica non è indicato con nessun numero identificativo considerato forse il fatto che abbiamo a che fare con un breve tratto.  La salita qui aumenta un pò; è un piccolo strappo che in autunno con le foglie degli alberi cadute, può risultare più scivoloso del previsto soprattutto al ritorno perciò prestate la dovuta attenzione.

C'era da aspettarselo che da un momento all'altro un'anteprima di salita si sarebbe fatta viva dopo un'inizio di escursione tutt'altro che proibitiva. Vi servirà per scaldare meglio ed in modo graduale i muscoli delle vostre gambe.

State in pratica percorrendo la parte terminale della Val di Canatra; il sentiero dopo un pò svolta vistosamente a destra anche se è ben visibile il canalone che prosegue avanti diritto. C'è un omino di pietra in quel punto come riferimento. Comunque la traccia è decisamente inconfondibile. Sempre in salita (anche se ora è più morbida) e sempre sotto gli alberi, seguite tranquillamente il sentiero. Si ha l'impressione, man mano che si procede, di uscire improvvisamente dal bosco ed infatti più avanti sarà così. <<< Inizio articolo

Si intravede la cresta che unisce il Monte Lieto con il Monte delle Rose ed è proprio in quella direzione che dovete dirigervi. Il sentiero vi porta ad ogni modo più in basso rispetto alla filo di cresta ed ora è indicato con il N. 184 sulla cartina. Delle indicazioni (non so se volute o meno) fatte con della rete di plastica a maglie larghe color arancione poste intorno a due trochi di albero, vi invitano a proseguire verso destra in direzione del Monte Lieto e da qui in avanti uscirete definitivamente dalla macchia.

La via su questi prati resta molto evidente così come lo è la vetta da raggiungere. C'è poco da improvvisare. La tentazione comunque di raggiungere il filo di cresta  è tanta perchè vien voglia di scoprire cosa si nasconde al di là di quel "muro". Tranquilli...lo potrete osservare anche più avanti poco prima della "mazzata" finale, ascesa alla vetta "dritto per dritto" lungo il sentiero che è indicato con il N. 33. Volendo potete proseguire per il N. 184  che risulta piuttosto visibile e che fiancheggia il monte per risalire poi dalla parte opposta da dove vi trovate. Forse la salita è un pò meno impegnativa (il dislivello da fare resta sempre lo stesso non preoccupatevi...quello non scende mai...) ma i metri da coprire sono decisamente di più e poi....cavolo non si può sempre scegliere la via più facile no???

Giunti in prossimità di questo piccolo valico dal quale oltre alla Val Canatra appena percorsa sono visiibili i Prati di S. Lucia e la valle di Rapegna dalla parte opposta,  non vi resta che tirare dritti sulla cresta dove la fatica si fa un pò sentire per via di una pendenza che aumenta decisa. Pian piano e zigazzagando si sale e nonostante si cerchi in ogni modo di scorgere Castelluccio alla vostra destra, il paesino resta ancora nascosto e si fa desiderare.

Si arriva così in vetta, c'è il classico omino di pietra ma aimèh non è la cima giusta perchè quella principale e più alta si trova avanti a voi ad almeno ancora una ventina di minuti di cammino e l'altro mucchietto di sassi lassù in cima sembra  piccolino data la distanza. Una bella fregatura....dopo questo "dritto per dritto" ancora non si è arrivati. Il bello poi è che a questo punto si scende e poi si risale di nuovo. 

Comunque, a parte questo piccolo particolare che non vi deve assolutamente scoraggiare, giunti in vetta potete tranquillamente rilassarvi e godervi il meritato spettacolo che, dai Piani di Castelluccio e di tutta la catena montuosa dei Sibillini, spazia fino ad Ovest dove primeggia il Monte delle Rose con la croce del Monte Patino. 

E' un'escursione relativamente breve divisa quasi equamente tra sole ed ombra. Non è, come detto, molto impegnativa ma dato che si sfiorano i 2.000 metri di alterzza e si percorre qualche tratto di sentiero evidente ma non segnalato di cui qualche parte anche in cresta, è considerato di difficoltà E. Una fonte d'acqua dopo circa 20 minuti di cammino e poi...sotto con le scorte che vi portate dietro!! Buona passeggiata! <<< Inizio articolo

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