| M. Lieto. La partenza da Rapegna |
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| Monte Lieto - I sentieri per il Monte Lieto |
| Scritto da Paolo Ciccarelli |
| Giovedì 01 Luglio 2010 14:40 |
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Una lunga e bella escursione per il M. Lieto ha inizio dal piccolo paesino di Rapegna. I sentieri che si percorrono durante questa uscita, fanno in modo di poter intraprendere un giro ad anello molto gratificante anche se purtroppo latitano le indicazioni del CAI soprattutto lungo la valle di Rapegna (sentiero di andata) anche se il tracciato risulta comunque intuibile. Mancano di indicazioni in un paio di punti chiave che cercherò di descrivere il più semplicemente possibile. Anche il sentiero del ritorno, percorrendo la cresta che unisce il M. Pian Falcone, Punta Valloprare e M. Pagliano, pecca di indicazioni importanti soprattutto all'interno del bosco nei pressi del M. Pagliano; indicazioni ora che, in quest'ultimo tratto, troverete decisamente più visibili: con mia cugina Beatrice, il giorno dopo, mi sono armato di vernice ed abbiamo rifatto la segnaletica per evitare discese scomode tra rovi e rami. Il Monte Lieto è forse una vetta non molto considerata per il fatto che si discosta un pò dalle vette più importanti dei Sibillini ma da qui, come ripetuto altre volte, si pò ammirare una straordinaria panoramica della catena montuosa più magica d'Italia. L'escursione che mi appresto a descrivere è tra le più impegnative che si possono svolgere per raggiungere i 1.944 metri di altitudine della vetta che sovrasta il Pian Perduto. Con la partenza che avviene dalla piccola frazione di Rapegna, si supera un dislivello di più di 1.100 metri percorrendo l'omonima valle molto verdeggiante e ricca d'acqua. Parcheggiata l'auto a destra, nei pressi della piccola chiesina dedicata a S. Lucia, si prosegue a piedi continuando avanti lungo una strada che da lì a poco diventerà imbrecciata. La compagnia del torrente vi accompagnerà per tutta la durata di questo primo tratto durante il quale non ci sono difficoltà oggettive da considerare. Nonostante il sentiero non sia segnalato, al momento non ci si può sbagliare: c'è semplicemente da seguire la carrareccia che sale pian piano.
La pendenza aumenta un pò (non ci sarebbe da meravigliarsi considerato il dislivello da superare) e dopo all'incirca un altro chilometro eccoci che si arriva al secondo incrocio cruciale sul quale non troviamo nessuna indicazione; leggendo la cartina comunque risulta intuibile. Vi accorgerete di arrivare nel punto in questione quando il rumore di un'apparente cascatella si farà decisamente più udibile; la strada si biforca e la via da seguire è a destra, superando una recinzione. <<< Inizio articolo
Meritatissima sosta per ammirare la straordinaria vista dell'intera catena montuosa e delle sterminate Piane di Castelluccio anche se il Pian Grande resta un pò nascosto. Come prosegue ora questa bella escursione? Come detto è un giro ad anello e, per portarlo a termine, si torna indietro fino all'omino di pietra incrociato poco prima di giungere in vetta e da qui si prosegue dritti sempre in cresta. A destra abbiamo la piccola Valloprare mentre a sinistra si può ripercorrere con gli occhi la valle di Rapegna precedentemente intrapresa. Lungo questo tratto di cresta ci sono anche alcune segnalazione del CAI. Giunti sul M. Pian Falcone, il sentiero scende evidente, poco più avanti, verso sinistra al di sotto della P.ta di Valloprare che in ogni modo potete, per uno sfizio personale, ugualmente raggiungere per ricongiungervi con il sentiero N. 252 percorrendo verso sinistra alcune decine di metri fuori traccia.
Dopo questa breve permanenza alla luce del sole, ci si ributta dentro il bosco fino al termine dell'escursione. Non pochi problemi durante il nostro primo passaggio per capire quale fosse la via giusta da seguire a causa della segnaletica praticamente assente o sbiadita da passare totalmente inosservata. Con il rifacimento delle bandierine ora risulterà tutto un pò più facile (ricordo ad ogni modo che è sempre disponibile la traccia GPS per gli utenti registrati). La discesa risulta leggermente problematica in alcuni punti in cui si può facilmente scivolare. Il sentiero non è praticamente quasi più frequentato e, soprattutto all'inizio del tratto boscoso a ridosso del M. Pagliano, in qualche circostanza bisogna farsi strada scanzando alcuni rami di troppo che impediscono il passaggio; più in basso, l'escursione procede lungo una più ampia via. Durante la discesa, ad una quota di circa 1.000 metri, trovate l'unica deviazione verso sinistra che continua a scendere e che vi riporta a Rapegna. Sulla carta topografica è indicata in nero ed l'ho evidenziata con una freccia blu. Sul campo, troverete un omino di pietra in corrispondenza del bivio e su di un sasso ho indicato la direzione per Rapegna e per Nocelleto (se vi capita di passare, potete anche dare una ripassatina alle scritte con un pennarello...). Entrambi i sentieri sono poi segnalati. Se scendete a sinistra, verso Rapegna, costeggerete un filo spinato ed alla fine attraverserete il torrente. Proseguendo invece dritti, per la "via" principale, giungerete a Nocelleto. Dovrete oltrepassare una recinzione aprendo o scavalcando un rudimentale cancelletto oltre il quale si procede praticamente dentro un fosso molto accentuato. Non considerate una falsa traccia che prosegue in leggera salita veso destra: non porta a nulla. Continuate a scendere. Più avanti ci si imbatte in un vero e proprio incrocio nel quale sono presenti le bandierine del CAI su quello che procede alla vostra destra (valle di Corveto) e quello dritto avanti a voi. E' quest'ultimo che dovrete intraprendere. Non vi resta che seguire ancora le indicazioni fino a Nocelleto ed al ricongiungimento con la strada principale asfaltata che vi riporterà a Rapegna ammirando nel contempo una splendida visuale del paese di Castelsantangelo sul Nera con le sue particolarissime mura a "V" rovesciata. E' un lungo giro ad anello dove non si incontrano molte fonti. La fonte della Sparviera è posta dopo solo circa 5 Km di un tratto per nulla impegnativo e quindi raccomando scorte idriche abbondanti soprattutto in giornate calde. C'è alternanza tra boschi e attraversamenti di prati; consigliato anche un bel cappello e scarpe da trekking....quelle sempre!! <<< Inizio articolo <<< Torna alle Partenze M. Lieto Torna alla Home M. Lieto Home |




















