M. Rotondo. La partenza da Casali Stampa E-mail
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Monte Rotondo - I sentieri per il Monte Rotondo
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Lunedì 03 Agosto 2009 00:15

UN'ALTRA SPLENDIDA ESCURSIONE PER RAGGIUNGERE IL MONTE ROTONDO: DA CASALI, L'ENNESIMO DISLIVELLO CHE SUPERA I 1.000 METRI (difficoltà E)

Si inerpica da Casali l'ennesimo sentiero per raggiungere il M. Rotondo ed anche questa è un'escursione grandiosa soprattutto per quello che offre mentre si sale. Appena scesi dall'auto, il M. Bove Nord sembra ci cada addosso schiacciandoci come delle insignificanti e minuscole pulci. Non si può trattenere l'istinto di scattargli qualche foto e non sarà l'ultima che gli farete perchè durante l'ascesa resterete esterrefatti per la sua bellezza!

Il giorno che ho effettuato l'escursione, credo sia stata una delle giornate più limpide nella quale mi sono imbattuto e quella mattina, insieme all'inaspettata quanto mai gradita compagnia di Angelo, il M. Bove Nord sembrava stampato davanti ad un cartoncino di un blu intenso da sembrare finto. Si intravedevano tutti i particolari della sua massiccia parete rocciosa illuminati da un sole che pian piano si faceva strada su nel cielo e che da lì a poco avrebbe fatto di una mattinata fresca, una giornata decisamente calda.

Il sentiero che si intraprende è il N. 278 sulla carta ed è quello che inizia dalla chiesina del paese e si dirige a sinistra entrando per un pochino dentro Casali. L'altro sentiero che invece costeggia la chiesa e prosegue diritto, è quello che conduce alla Val di Panico.

Dopo un breve tratto pianeggiante si inizia a salire abbandonandoci il paese alle spalle; quasi subito ci troviamo di fronte una croce e ad un bivio: il sentiero da prendere è  quello che scende in basso a destra, ci conduce ad una piccola quanto graziosa cascatella e prosegue oltre, in salita.

Da qui in avanti, per un bel pò, scordativi qualsiasi passaggio pianeggiante se non nel caso di qualche breve tratto. 

Durante questa prima parte, camminerete dentro il bosco e capiterà di imbattervi in qualche sentiero alternativo. Per non sbagliare, prendete sempre a sinistra e continuate a salire.

L'ascesa non è proprio semplicissima, la pendenza c'è ed il fondo è ghiaioso un ulteriore difficolta per via che l'aderenza degli scarponi a volte non è massima. 

Dopo non molto uscirete decisamente all'aperto in uno spiazzo dove vi rallegrerà il dolce suono dell'acqua che sgorga da una fontana e dove, spazi aperti, conforteranno i vostri occhi che non potranno far altro che ringraziarvi per questo scorcio di inizio escursione. L'immensa Val di Panico si inerpica fino a Pizzo Berro sotto la visione attenta di un "cattivo" M. Bove Nord che dal basso sembra alzare la voce e far capire chi è che comanda!! Dall'altro lato la via da seguire sale ben definita e a vederla da questa prospettiva non sembra sia eccessivamente dura; infatti.....non sembra......e invece...

Inizialmente è tranquilla, una salita decisamente abordabile ma basta fare qualche passo in più che il fiato si fa sempre più corto. Una bella "pettatina" durane la quale siamo sempre accompagnati dalla stupenda visuale dalla Val di Panico, Pizzo Berro e M. Bove Nord ed è una bella e simpatica scusa quella di fermarsi per scattare splendide foto per riposarsi e riprendere fiato.

Non ci sono problemi nel rintracciare il sentiero che diventa ancora un pò più impegnativo poco prima di giungere ad un'altra graditissima e fresca fonte molto originale che ha come trocche le classiche vasche da bagno dopo la quale il tragitto ci dà un pò di tregua dirigendosi a sinistra con una lieve pendenza che ci porta a sbucare sulla carreggiata che collega Casali con il rifugio del Fargno. 

"Potevamo prendere l'auto...." direte voi.....certamente, ma poi che gusto c'è!!!!! Arrivati sulla sterrata, si prosegue per un breve tratto nella stessa direzione con cui siamo saliti, in poche parole, allontanandoci dal Fargno con il Pizzo Berro alle spalle. Quando ve la sentite, ogni momento è buono per superare la piccola scarpata che avete alla vostra desta per dirigervi alla Banditella, la parte più bassa compresa tra il M. di Croce di Monte Rotondo e l'inizio della cresta per raggiungere il M. Rotondo. Da questo punto si scopre la valle del Rio Sacro ed iniziando a salire, da più in alto si intravede il casale Gasparri punto di riferimento per tutti coloro che si vogliono cimentare nella "mazzata" che parte da Vallecanto.

Nonostante ci troviamo a risalire la cresta, il sentiero ogni tanto è evidenziato su qualche roccia (di solito non  ci sono segnali) ma poco importa. Potete seguirlo se lo rintracciate e allora vi porterà sul versante dal quale è visibile il casale Gasparri appunto, oppure tirare dritto per dritto allora salirete ancora di quota lungo una cresta che più avanti è disseminata di "omini di pietra" e che vi porterà in vetta ai 2.102 metri lungo il versante dal quale, man mano potrete ammirare il Pizzo Tre Vescovi, il maestoso Berro, la Forcella della Neve che sbarra la Val di Panico, il Bove Nord che naturalmente  non ha smesso mai di seguirci, più in lontananza i "mostri" del Redentore e Vettore ma soprattutto lo straordinario Pizzo della Regina che domina incontrastata questo indimenticabile scenario. Il panorama è mozzafiato ma vi renderete conto da soli!!

Giunti in vetta, per ritornare alle auto è possibile effettuare lo stesso percorso a ritroso, oppure scendere per la cresta che arriva al rifugio del Fargno per il sentiero N. 276. Sinceramente ve lo consiglio....non ha senso tornare per la stessa via.

La discesa non presenta difficoltà eccesive; prima si scende e poi si risale un paio di cime sulla prima delle quali trovate una lapide di due ragazzi deceduti nel 1984. E' d'obbligo una piccola sosta per ricordarli! Durante la discesa, la maestosa Priora fa capolinea dietro il Pizzo Tre Vescovi ma in compenso è la bellissima valle del Fargno a salire sul piedistallo. In breve tempo si arriva al Fargno dal quale poi potete prendere la strada carreggiabile verso destra e percorrerla fino al punto in cui siete sbucati da Casali e quindi proseguire la discesa. Sulla carta è segnalato con il N. 278-280. Oppure se volete c'è una piccola alternativa ed è quella di intraprendere un sentiero, a volte visibile, a volte un pò meno, che percorre in parallelo la strada ma molto più in basso.

Io ed Angelo l'abbiamo percorso ma sinceramente non mi sento di consigliarvelo; intendiamoci, non è che sia pericoloso ma è più difficoltoso nel percorrerlo rispetto alla più tranquillissima strada. Per raggiungerlo abbiamo faticato un pochino perchè siamo scesi, dritti per dritti, in corrispondenza della stazione meteo (almeno credo che serva a questo scopo!), insomma vicino a quelle antenne poco lontano dal rifugio. La pendenza è notevole ma non impossibile e con attenzione e prudenza si può giungere a quella che sembra una traccia di sentiero (che non è segnalato sulla cartina se non con una linea nera tratteggiata). Probabilmente è più semplice guadagnarlo partendo dal Fargno.

Ci troviamo a ridosso del Fosso la Foce ed il sentiero, segnalato ogni tanto da qualche "omino di pietra" a dir la verità forse più immaginato che veritiero,  ci conduce alla seconda fontana che abbiamo incontrato durante l'ascesa da Casali. Prima vi imbatterete in una splendida quanto mai carattedistica ed inusuale cappellina dedicata a S. Antonio. 

Riprenderete quindi il percorso iniziale ricordandovi che, in caso di indecisione per qualche sentiero che vi può confondere le idee dopo l'altra fontana che incontrate, dovete dirigervi sempre verso destra. Ma ormai siete arrivati a Casali ed in un modo o nell'altro raggiungerete il paese senza troppi problemi.

Cosa dire...le solite raccomandazioni sulla prudenza, lungo il tragitto incontrate almeno due fonti  più il rifugio del Fargno dove potete rifocillarvi a dovere e per il 90%  del tragitto sarete sottoposti ai caldi raggi solari perciò.... <<< Inizio articolo

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