M. Rotondo. La partenza dal Fargno Stampa E-mail
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Monte Rotondo - I sentieri per il Monte Rotondo
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Domenica 06 Settembre 2009 14:50

DAL FARGNO PER IL M. ROTONDO PASSANDO PER LA PICCOLA MA DELIZIOSA VAL DI TELA (difficoltà EE)

Il M. Rotondo dal rifugio del Fargno potrebbe essere una delle più brevi e semplici escursioni per ammirare un grandioso panorama dall'alto dei suoi 2.102 metri. Un dislivello di poco meno di 300 metri da superare che si sviluppa su un breve itinerario adatto per assaporare qualche strappo un pochino impegnativo anche per chi non è troppo allenato. La difficoltà E che mi sento da attribuire a questo brevissimo percorso, sta solamente nel fatto che si sviluppa in una piccola cresta e che l'altitudine che si raggiunge è superiore ai 2.000 metri e non certamente per la fatica (che comunque è presente) e lo sforzo che bisogna fare per raggiungere l'obbiettivo. Non mi dilungo su questo percorso che non offre molti spunti per essere descritto; mi limito a dirvi che il sentiero è il N. 276, si snoda salendo alla vostra destra nel momento in cui arrivate con l'auto sulla forcella del Fargno da Pintura di Bolognola (a sinistra se giungete da Casali).

Ci saranno due-tre piccole cime da conquistare prima di arrivare all'enorme "omino di pietra" situato in vetta al M. Rotondo visibile, con un pò di attenzione, anche prima di iniziare l'escursione. Ogni tanto troverete delle bandierine segnalatrici dipinte su qualche pietra; la prima valle che ammirerete salendo alla vostra destra, sarà quella del Fargno dalla quale nasce il torrente Fiastrone mentre successivamente, sempre a destra, comparirà la piccola ma bella Val di Tela "affluente" della gola dell'Acquasanta.

L'itinerario che descriverò si sviluppa proprio lungo questa valle con una visitina alla Punta Bambucerta per poi risalire al M. Rotondo dalla sella tra quest'ultimo e M. Pietralata. E' decisamente un'escursione più faticosa con qualche breve tratto insidioso adatto ad escursionisti un pochino più esperti  (difficoltà EE) per via anche di una traccia che non sempre risulta visibile anche se gli obbiettivi da raggiungere sono comunque visibili.

Da dove inizia questo percorso? Una volta parcheggiata l'auto vicino il rifugio del Fargno, bisogna percorrere a piedi un brevissimo tratto della strada sterrata che riporta verso Pintura di Bolognola contraddistinta sulla carta dei sentieri con il N. 313, dopo di che si vede chiaramente a sinistra il sentiero che scende verso la valle del Fargno. E' il sentiero N. 311 che bisogna percorrere anch'esso per poco. In pratica dovete attraversare la valle e non dirigervi verso il suo interno. Appena potete e se riuscite a trovarlo, c'è una traccia che vi porta sul versante opposto dal quale siete partiti che attraversa tutta l'alta valle del Fargno al di sopra di una piccola costruzione adibita probabilmente alla canalizzazione dell'acqua. Questo sentiero sulla cartina non è numerato; l'ho chiamato 311bis. Nella miniatura accanto ho tracciato il percorso fino alla forcella Cucciolara, primo traguardo che dovete raggiungere.

L'avvicinamento alla forcella è impegnativo soprattutto quando, raggiunta l'altra sponda della valle, dovrete salire decisamente. Il sentiero ogni tanto potrebbe non essere visibile ma sapendo dove dovete arrivare, alla fine potete salire anche "dritto per dritto". E' molto suggestivo constatare come, durante la salita, raggiungerete la quota del rifugio del Fargno fino a superarla ed osservare la lenta ma inesorabile apparizione della Priora dietro Pizzo Tre Vescovi con l'impressionante cresta del Berro sempre presente.

Cosa vi aspetta arrivati alla forcella Cucciolara? Innanzitutto diciamo che è un piccolo valico che separa la discesa lungo la Val di Tela dalla valle del Fargno; da qui la si potrà ammirare in tutta la sua bellezza. Una docile valle che inizia con una splendida parete rocciosa e si snoda in tutta tranquillità verso la orrida gola dell'Acquasanta. Prima della discesa lungo la Val di Tela, se volete, potete raggiungere Punta Bambucerta percorrendo la cresta a destra della valle. Dalla forcella si sale per un breve tratto e poi via, verso sinistra per raggiungere quota 1.870 metri. Attenzione a non confondervi con la Costa delle Vetiche che è l'altra cresta che invece sovrasta la valle del Fargno proseguendo verso destra allontanandoci dalla piccola Val di Tela. <<< Inizio articolo

La Punta Bambucerta, è un balcone straordinario oltre il quale la discesa risulta praticamente molto difficile e pericolosa. E' il luogo dove termina questa breve cresta partita dalla forcella dal quale c'è  la straordinaria vista della valle dell'Acquasanta, di Pintura di Bolognola fino al Valvasseto e dalla via da seguire appena rintracciabile che vi porterà alla sella tra il M. Rotondo ed il M. Pietralata.

A questo punto, personalmente, sono tornato indietro fino alla forcella Cucciolara ed ho iniziato la discesa all'interno della valle. Ho notato subito due cose importanti: la prima è la splendida e caratteristica parete rocciosa a sinistra con cui ha inizio la Val di Tela; la seconda è l'isidiosità della discesa soprattutto al mattino in quanto la valle è decisamente all'ombra ed i raggi solari tardano ad arrivare. La conseguenza è che l'erba è molto umida, bagnata e si scivola con una facilità finta se non si adottano le adeguate precauzioni: piccoli passi e molta attenzione.

Giunti al termine di questa seppur breve discesa, la traccia da seguire sale a sinistra lungo una parete di roccia. Proseguendo invece lungo la valle, il sentiero procede verso la gola dell'Acquasanta ma non è consigliabile avventurarsi oltre in quanto è un tratto proprio sopra la fine della gola decisamente esposto e pericoloso con un sentiero che scompare e che in certi punti bisogna improvvisare. Sulla cartina dei sentieri, è segnalato con dei puntini che stanno ad indicare un percorso di tipo alpinistico con il probabile utilizzo di attrezzature adatte per l'attraversamento e di molta, molta, moltissima prudenza!!!

A dir la verità, anche la traccia di sentiero che vi conduce sulla sella tra il M. Rotondo e il M. Pietralata, non è da sottovalutare. Sulla cartina dei sentieri non è segnalato se non con dei tratteggi neri che stanno ad indicare appunto che si tratta di un percorso privo di segnalazioni ma soprattutto da scovare man mano che lo si percorre perchè non è facilmente rintracciabile. 

Arrivati più o meno a metà valle, iniziate a salire a sinistra; il sentiero poi dovrebbe comparire e condurvi sull'unico punto possibile dove attraversare la parete rocciosa che vi si presenta davanti. E' un bel passaggio questo, molto caratteristico su di una cengia un pochino esposta ma si sale bene. Da qui in avanti, si potrebbe perdere le tracce del sentiero; dovete in pratica tagliare questo versante della montagna. La fatica qui non è tanto nel salire ma nel cercare di non scivolare visto l'inclinazione della parete che non è niente male. Tutto sommato si procede discretamente a parte uno spezzone dove bisogna attraversare un terreno con pietre e sassi che rendono la traversata più impegnativa.

Ogni traccia sembra il sentiero giusto; proseguite dove vi sentite più sicuri. Non vi abbassate troppo perchè più avanti ricompare la via da seguire comodamente fino alla sella dove ad attendervi ci saranno due enormi omini di pietra.

Da qui si spalancherà la vista oltre che sulla gola dell'Acquasanta, che già avete potuto osservare molto da vicino durante la "traversata", anche sulla valle del Rio Sacro e man mano che inizierete l'ascesa lungo la cresta segnata dalle piramidi di pietra, sarà ben visibile anche il casale Gasparri. Inizialmente non è una salita impegnativa ma con lo sguardo già vi renderete conto dove si farà più dura. In compenso sarà breve il tratto durante il quale ci si dovrà impegnare di più dopo di che la pendenza va scemando fino ad arrivare in vetta ai 2.102 metri del M. Rotondo proseguendo verso sinistra lungo un'ampia distesa verde.

Riapparirà, in basso insieme a tutto un insieme di valli e vette magicamente legate tra di loro da sentieri e creste, il punto di partenza e cioè il rifugio del Fargno che raggiungerete percorrendo il sentiero N. 276. Una discesa abbastanza semplice ma che comporta sempre la giusta dose di attenzione per non scivolare proprio ad un passo dalla fine.

E' un anello, secondo me, molto bello che regala lo splendido passaggio dentro la Val di Tela, una valle forse molto poco conosciuta e frequentata. Il percorso è totalmente al sole e non ci sono fonti perciò, cappellino, crema solare e scorte d'acqua. Scordatevi qualsiasi segnale che vi indichi la strada da percorrere; in questo caso si va a vista soprattutto dalla partenza fino al raggiungimento della sella tra M. Rotondo e M. Pietralata. Quando si viaggia in cresta, non ci sono problemi di sorta. E' segnalato invece, con qualche bandierina bianca e rossa, il tragitto finale che dal M. Rotondo vi conduce al Fargno. In ogni caso c'è sempre a disposizione, così come per tutti gli altri percorsi, la traccia GPS da me percorsa. <<< Inizio articolo

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