M. Rotondo. La partenza da Macereto Stampa E-mail
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Monte Rotondo - I sentieri per il Monte Rotondo
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Giovedì 22 Ottobre 2009 14:00

UN'ALTRA LUNGA MAZZATA PER IL MONTE ROTONDO???? MA DAL SANTUARIO DI MACERETO NATURALMENTE...(difficoltà EE)

Come fatica non siamo allo stesso livello del massacrante percorso che inizia da Vallecanto ma l'impegno è comunque notevole se si vuol arrivare fino in fondo.  Il sentiero che ha inizio da Macereto non è tra i più lunghi ma quasi: sono circa 18 i chilometri da percorrere tra andata e ritorno con un dislivello che supera abbondantemente i 1000 metri. Da qui la difficoltà EE.

Volevo ricordare, dato che ci sono, che le difficoltà che ognuno di noi incontra durante una escursione sono decisamente soggettive ma la scala della difficoltà adottata dal CAI a livello nazionale, tiene conto di tre parametri oggettivi: il dislivello da superare, la distanza da percorrere ed il modo in cui è segnalato il sentiero. Detto questo, torniamo a noi.

E' decisamente un bel percorso, molto panoramico e vario. Si transita attraverso sterminati pascoli, si fiancheggia successivamente una splendida e verdeggiante pineta attraverso uno stretto sentierino decisamente visibile e proseguire poi verso verso il Monte Rotondo "costeggiando" a destra la Croce di Monte Rotondo e a sinistra la fine della valle del Rio Sacro sempre bella da vedere. Per non parlare poi di come inizia l'escursione: il santuario di Macereto con tutto il cortile attorno è davvero straordinario ed imponete; vien voglia quasi di rinunciare all'escursione per rilassarsi e sdraiarsi con una coperta sopra i prati; è come una calamita che attira i chiodi. Si è portati inevitabilmente ad ammirare per un attimo questa splendida forma di architettura che può essere comunque visitata in tutta relax al ritorno dal Monte Rotondo.

Ah già.....il Monto Rotondo....a forza di parlare del santuario quasi mi dimenticavo dei 1100 metri di dislivello da superare....COSA?????? MILLECENTO METRI????? No, no....io mi rilasso qui!!! 

Il sentiero inizia a sinistra poco dopo il santuario per chi proviene da Macerata; C'è una indicazione decisamente evidente su di un bel paletto che vi indica la direzione per Cupi. Attenzione a non confondervi con una traccia altrettanto evidente che parte dallo stesso punto e che procede perpendicolare ala strada asfaltata. Se non incontrate subito dei paletti di legno con le segnalazioni rosse e bianche e omini di pietra, alcuni enormi, avete preso la via sbagliata. Per farla breve e chiara per tutti, con l'indicazione per Cupi alle spalle, il sentiero inizia alla vostra destra. Vi dico questo, perchè ci sono rimasto fregato imboccando il sentiero errato rimediando comunque più avanti.

In questo tratto si prosegue in tutto relax: la salita è molto blanda e vi dà modo di scaldare le gambe per tratti decisamente più impegnativi che si incontreranno più avanti. Impossibile perdere di vista il sentiero; come ho detto pocanzi, omini di pietra segnalano la via e ce ne sono davvero tanti....ma come mai...???? Molto semplice....ci troviamo a "cavalcare" una parte del GAS (Grande Anello dei Sibillini) e questo ragazzi è la seconda cosa che si vede dalla Luna dopo la Grande Muraglia Cinese....se tutti i sentieri fossero segnalati così sarebbe davvero uno splendido sogno che si avvera...sono disposto a mettermi a disposizione per migliorare la visibilità dei tantissimi altri sentieri ma forse per qualcuno non è conveniente.... <<< Inizio articolo

Proseguendo su di uno splendido altopiano, il Monte Bove Nord a destra è davvero grandioso se la visibilità lo permette; incontrerete una fonte che apparentemente è asciutta e poco più avanti sfocerete su di una strada sterrata dove ad attendervi ci sarà un'altra indicazione per Cupi.

Termina qui il tratto del GAS che dovete percorrere. La via da seguire ora si snoda a destra dopo aver percorso un brevissimo tratto della strada sterrata in direzione di Cupi. Sulla carta dei sentieri è il N. 279. Si nota bene ed alzando gli occhi potete già immaginare dove si va ad infilare: proprio alla fine di una bellissima pineta. Da qui inizia un pò di salita (anche se non presenta grosse difficoltà) ma anche il tratto, secondo me, più bello e particolare.

Il santuario di Macereto segue ogni vostro passo ed è davvero incredibile come ora sia così piccolo in mezzo a tutta questa immensità stupefacente che lo circonda. Il sentiero procede silenzioso ai margini di questa verdeggiante pineta che in autunno nasconde una quantità industriale di funghi. Proseguite sempre sulla stradina più visibile. Usciti di nuovo in spazzi decisamente aperti, appena fuori dalla vagetazione, il tracciato si perde un pò. Continuando su di una traccia verso destra, come punto di riferimento potete prendere alcuni ruderi di un vecchio casolare che vi ritrovate alla vostra sinistra. In teoria il sentiero dovrebbe portarvi a vederlo alla vostra destra. Ma poco importa.

A questo punto, tirate diritto verso la strada proseguendo, quando potete, un pò verso sinistra; e già, se ci fate caso c'è la traccia di una sterrata che dovete attraversare per ben tre volte e si vede anche il sentiero che prosegue oltre che l'attraversa di nuovo e che dovete raggiungere.

Ma come...tutta questa fatica e poi quassù ci si arriva anche in auto???? E' così infatti, volendo si può giungere anche con la macchina...ma poi che gusto c'è!! La stada che attraverserete è quella che parte da Fiastra e raggiunge il rifugio del Fargno.

L'ascesa lungo questo tratto che vi porterà ad attraversare la strada per altre due volte, procede attraverso  un sentiero decisamente pietroso che potrebbe riisultare un pochino insidioso durante il ritorno. Ogni tanto si intravedono bandierine segnaletiche ed in particolare all'inizio ed alla fine dell'ultimo strappo che vi porterà per la terza volta sulla strada alle pendici del Monte di Croce di Monte Rotondo situato alla vostra destra.

Giunti a questo punto c'è molto da dire; innanzi tutto alle vostre spalle, il santuario di Macereto è davvero piccolino, chiaro segnale che di strada ne abbiamo fatta un bel pò anche se ci troviamo poco oltre la metà e poi che il Monte Rotondo potrebbe essere raggiunto in diversi modi. <<< Inizio articolo

Il primo potrebbe essere quello di iniziare a salire verso destra per raggiungere prima il Monte di Croce di Monte Rotondo per poi ridiscendere e giungere a destinazione percorrendo la sella tra quest'ultimo ed il Monte Rotondo chiamata la Banditella. Il mio consiglio è quello di fare, se voltete, questo tragitto al ritorno: è meno faticoso. Questa deviazione non è segnalata sulla carta dei sentieri (l'ho tracciata personalmente sulla cartina che potete scaricare qui).

Il secondo modo potrebbe essere quello di percorrere una strada che prosegue diritti avanti a voi poco più in basso verso sinistra. Vi condurrà al casale Gasparri ma da qui dovrete risalire per ritornare sulla Banditella e proseguire l'ascesa al Monte Rotondo.

Il terzo modo, il più semplice, è proseguire il sentiero N. 279 che procede in direzione della strada che conduce al casale Gasparri ma decisamente più in alto. Taglia il versante del Monte di Croce di Monte Rotondo con andamento quasi pianeggiante per risalire un pò di più verso la fine al termine del quale vi ritroverete sulla spalla del Monte di Croce, un bello spiazzo decisamete ampio dal quale ammirare la valle del Rio Sacro e l'imponente Monte Rotondo da raggiungere (se ancora avete voglia e forze). Approfittatene per riposarvi un pò e mangiare qualcosa: il luogo lo sussurra caldamente!!

Da qui si procede a destra fino al raggiungimento, in modo semplice, della Banditella. In basso a sinistra si trova il casale Gasparri ma è inutile cercarlo: non riuscirete a vederlo fino a che non si inizierà l'ultimo tratto di salita per la vetta del Monte Rotondo, il più faticoso soprattutto perchè di strada ne abbiamo fatta tanta e le gambe iniziano a pesare un bel pò.

Il Monte Bove Nord, è sempre alla vostra destra insieme alla graziosa Val di Panico. Lungo quest'ultimo tragitto, troverete delle bandierine segnaletiche. Se le seguirete, il sentiero vi condurrà ad un certo punto verso sinistra con visuale sul casale Gasparri per risalire poi all'interno di un piccolo canalone (niente di pericoloso); se invece dopo un pò voltete proseguire più verso destra, per capirci più "vicino" al Monte bove Nord, il sentiero sarà segnalato più avanti da una distesa di omini di pietra. Scegliete voi...l'importante è salire. 

Manca pochissimo alla vetta ma sembra che la cima non arrivi mai; c'è sempre una "collinetta" da scoprire ma alla fine, la fatica sarà ripagata dallo straordinario panorama che si gode da questa fantastica montagna.

Per il ritorno si percorre il sentiero a ritroso ma se lo desiderate, potete salire alla croce di Monte Rotondo per la semplice e deliziosa cresta una volta scesi alla Banditella. E' una croce decisamente grande e massiccia rispetto ad altre che ho potuto vedere.  La discesa da qui è pura accademia e potrete osservare le numerose barriere contro le slavine e valanghe situate alla vostra sinistra. Non è un bel vedere ma purtroppo sono necessarie a meno che non si spostino interi paesini. 

Cosa dire, è una bellissima escursione, c'è molto, molto sole durante il tragitto e sorgenti d'acqua non ne ho incontrate perciò portatene abbastanza: il percorso è decisamente lungo e se poi vi imbattete in una giornata calda.... <<< Inizio articolo

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