| Gli eremi di Madonna del Sasso e S. Benedetto |
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| Santuari-Eremi - Madonna Sasso-S. Benedetto |
| Scritto da Paolo Ciccarelli |
| Venerdì 15 Gennaio 2010 12:45 |
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In prossimità del lago di Caccamo vicino al piccolo e caratteristico paesino medioevale di Pievefavera che quasi dà l'impressione di tuffarsi dentro lo specchio d'acqua, trovano spazio la chiesetta di Madonna del Sasso ed i resti dell'antico eremo di S. Benedetto. Hanno certamente svolto un ruolo molto importante nell'alta valle del Chienti e sono stati strategici punti di appoggio per persone bisognose ed in cerca di riparo negli anni molto oscuri del Medioevo. Prima di spiegarvi come raggiungere questi due particolari siti, una breve occhiata alla loro storia sicuramente legata l'una al destino dell'altra. Della chiesa, che quasi certamente era annessa all'eremo, abbiamo notizie molto frammentarie e soprattutto non confermate al cento per cento. Come se avesse vissuto una vita appartata, in silenzio senza troppo esporsi alla vita quotidiana, alla realtà. Nata forse come romitorio dell'abbazia di S. Benedetto i cui resti resistono alle intemperie del tempo al di sopra di essa, sembrra che a partire dal XIV secolo, periodo in cui iniziò il declino del sito, ospitasse una piccola comunità di religiose forse dell'ordine francescano. E', in pratica, incastonata sotto una prorompente sporgenza rocciosa del Monte Fiungo e domina l'alta valle del Chienti dall'alto di un suggestivo balcone. Una leggenda narra che all'interno di essa si nascondesse l'ingresso del tempio della Sibilla Cimaria ma non si hanno nessun tipo di notizie certe. Sono invece concreti i due affreschi presenti dentro la Madonna del Sasso: la Madonna con il Bambino ed una Crocifissione. ![]() I resti che si trovano più in alto sullo stesso versante del Monte Fiungo, fanno parte di una antica abbazia benedettina chiamata "Sancti Benedicti de crypta Saxi Latronis" la cui datazione risale all'incirca intorno al IX-X secolo. Ancor prima che venisse trasformata in un eremo, fu una vera e propria fortificazione all'interno della quale ricchi feudatari caduti in malora trovarono rifugio costretti ad arrangiarsi in qualche modo. Ma non solo feudatari ma anche persone benestanti che nel Medioevo, erano state private dei loro beni e proprietà da signori potenti e quindi costretti anch'essi a dedicarsi al brigantaggio o a vivere di stenti ed elemosina. Venivano chiamati "Latrones". E' certo che la posizione dell'eremo di S. Benedetto era decisamente adatta per agguati ed imboscate ai continui passaggi di merci considerato che dall'alto era in grado di controllare questa importante e stretta via di comunicazione e di commercio che si snodava all'interno della valle del Chienti. Un luogo isolato e difficilmente raggiungibile abitato successivamente dai monaci; l'eremo, considerata la vicinanza con la Rocca di Varano, fu certamente protetto dai Signori di Camerino e cadde in declino, seguendo la strada di altri monasteri, intorno al XV secolo. Molto suggestiva la facciata della torre che ancora resiste sotto la quale, intatta, è presente una splendida stanza con volta a botte perfettamente conservata. Sembra che il tempo qui dentro si sia fermato. Panorama mozzafiato da quassù e l'unica cosa che purtroppo non è più possibile ascoltare è il silenzio; con la cava di fronte e la superstrada laggiù in basso, è impossibile estraniarsi dai rumori quotidiani ma ciò non toglie nulla alla suggestività di un luogo davvero isolato e arroccato sul versante Nord del Monte Fiungo. E' incredibile come abbiano potuto costruire un'eremo in questo posto. Raggiungere la chiesina di Madonna del Sasso e l'eremo di S. Benedetto, è abbastanza semplice. Contrariamente invece a quanto scritto sul libro "I sentieri del silenzio" di Andrea Antinori dal quale ho tratto spunto per qualche informazione sulla storia, esiste un sentiero che si inerpica sul Monte Fiungo per raggiungere l'eremo di S. Benedetto. Non particolarmente difficile ed è anche segnalato ma manca l'indicazione fondamentale: l'inizio della traccia. Chi andrà a fare una capatina all'eremo ora troverà, poco dopo aver attraversato il ponte e prima della Madonna del Sasso, un bell'omino di pietra a sinistra in corrispondenza del punto in cui bisogna cominciare a salire per raggiungerlo. Opera di Angelo che ha avuto la saggia idea di segnalare l'inizio del sentiero. In questo modo si evita di fare una bella faticata che sinceramente non è accessibile a tutti percorrendo "dritto per dritto" la piccola cresta a sinistra una volta che si è usciti dalla boscaglia continuando a percorrere la strada oltre la Madonna del Sasso come descritto nel libro. Un tratto privo di sentiero dove bisogna arrangiarsi per salire, all'inizio fuori dal bosco e poi dentro fino alla base delle rovine. Si prosegue leggermente verso sinistra in un piccolo canalone fino al raggiungimento dell'evidente sentiero di cui sopra; si procede verso destra ed il gioco è fatto. Chi vuole può provare entrambi le esperienze.
In breve raggiungerete l'eremo di S. Benedetto. Fate attenzione anche durante la visita: nulla di particolarmente difficile ma il terreno è accidentato e ci sono alcuni punti anche un pò troppo esposti. Prudenza quindi. <<< Inizio articolo |















