Anello del Monte Aria Stampa E-mail
Share
Escursioni varie
Scritto da marco lambertucci   
Giovedì 08 Aprile 2010 14:00

LE GROTTE DI SAN EUSTACHIO E LA BUCA DEL TERREMOTO
Dalla valle dei Grilli attraverso la valle Ombrosa per ammirare un'inconsueta voragine
Traccia GPS: qui (utenti registrati)

Quello qui descritto è un itinerario che bene si adatta ai colori e profumi della primavera. Privo di difficoltà, si svolge interamente su strade bianche e su evidenti sentieri, sempre segnalati e comodi da percorrere, che attraversano alcune tra le zone di interesse escursionistico più famose comprese tra il comune di San Severino Marche e quello di Serrapetrona; il tutto si sviluppa attorno al Monte Aria, riconoscibile dai suoi evidenti ripetitori. In particolare, descriverò un percorso ad anello attraverso le grotte della valle dei Grilli e i fossati della valle Ombrosa fino ad arrivare sul ciglio della Buca del terremoto, voragine profonda una trentina di metri, formatasi per cause naturali e immersa in una pineta.

Se, come accennato, la facilità del terreno potrebbe classificare tranquillamente questa escursione come semplice (T), la sua lunghezza (18 km) e dislivello (580 m.) rendono forse più prudente una classificazione superiore (E), anche se è sempre possibile "spezzare" l'anello in più percorsi tra loro indipendenti, che mano a mano illustrerò.

L'itinerario si presta molto bene anche agli appassionati di Mountain Bike, che gradirannno particolarmente i divertenti guadi della valle Ombrosa, e che possono inoltre integrare questo anello con altri percorsi presenti nella zona. Nella descrizione farò spesso riferimento al tracciato visualizzabile con Google Earth, che invito quindi a visualizzare per una comprensione più chiara.

Il nostro cammino inizia a San Severino Marche, presso il vecchio ponte di S. Antonio, dove è possibile lasciare l'auto in prossimità di alcuni cartelli che segnalano proprio la presenza del percorso pedonale che faremo nella prima parte del tragitto; dapprima asfaltato, esso attraversa le poche case presenti per poi dirigersi subito verso un maneggio, passato il quale una piccola barriera ne segnala l'inizio vero e proprio.

Si tratta di una comoda strada bianca che costeggia per circa 3 km le acque del fiume Potenza seguendo la direzione della vicina strada statale Settempedana. Questo tragitto, conosciuto anche con il nome pittoresco de “u rivordò ”, è interamente in piano e si presta bene ad una prima fase di riscaldamento; è inoltre molto frequentato sia a piedi che in bici, e non di rado è possibile incontrare qualcuno anche a cavallo, proveniente dal vicino maneggio.

Al termine di questo piacevole primo tratto una sbarra e un evidente slargo segnalano l'inizio della valle dei Grilli; è qui possibile lasciare l'auto qualora non fossimo interessati a percorrere il tratto sopra descritto. In questo caso occorre guidare da San Severino verso Castelraimondo lungo la già citata statale Settempedana, abbandonandola dopo qualche km in prossimità di una strada bianca e di un passaggio a livello sulla sinistra (GE "parcheggio grotte"). Il percorso all'interno della valle dei Grilli conserva la facilità del tragitto precedente, anche se ora l'ambiente diventa molto più particolare; si inizia a salire un po', ma la fatica è davvero poca. <<< Inizio articolo

La parte più interessante di questo secondo tratto si trova nello slargo finale, dove possiamo finalmente visitare l'Abbazia di Sant’Eustachio in Domora e le sue grotte; questa zona è molto frequentata anche da chi pratica arrampicata in quanto costituisce un'utile palestra per gli appassionati di questo sport.

Mentre la chiesa e le grotte principali si trovano alla destra orografica della strada, alla sua sinistra, un po' nascosta nella vegetazione ma sempre facilmente raggiungibile, si trova una bella Colombaia incorniciata da una piccola grotta, da visitare.

A questo punto, per continuare il nostro itinerario occorre dirigersi al termine della radura, dove alla strada si sostituisce un evidente sentiero che si inoltra nella vegetazione. Questo tratto ci porta in maniera più marcata all'interno della valle, dapprima costeggiando, poi guadando in maniera veramente "gustosa" le acque provenienti dal fosso di S. Eustachio; si incontra un'altra piccola grotta letteralmente rubata dalle acque alla roccia e poi si prosegue sempre a fondovalle dentro la bella valle Ombrosa. Qui il percorso è semplice, basta farci sempre guidare dal letto del torrente, ignorando eventuali sentieri che si alzano alla nostra destra (sinistra orografica); continuando in questo modo arriveremo in breve alla fine del tratto percorribile a fondovalle, e vedremo un evidente sentiero alzarsi prima leggermente, poi in maniera più marcata, alla nostra sinistra. E' ora di salire!

Non spaventatevi comunque, la fatica è veramente esigua ed anzi consiglio ad un certo punto di deviare seguendo un sentiero molto largo che sale alla nostra destra (GE deviazione) che brevemente ci porterà su una bella terrazza affacciata su tutta la valle appena percorsa, dove potremo fare altre foto.

Tornati in seguito sui nostri passi, percorriamo ancora il precedente tratto in salita fino ad arrivare ad uno slargo dove una strada bianca proveniente da destra continua in piano verso sinistra (GE slargo); qui dobbiamo girare senza indugio a destra e seguire per un po' la strada in salita, ignorando eventuali altri sentieri. Dopo circa 900 metri essa gira in maniera evidente a sinistra (presenza di diversi cartelli escursionistici) in prossimità di una curva da dove partono altri percorsi; non lasciamoci ingannare ma restiamo sempre su strada e dopo un altro tornante arriveremo in breve al rifugio Manfrica. I suoi invitanti tavoli di legno sono occasione per uno spuntino ma anche per spezzare questo anello per chi non desidera compierlo integralmente; una proposta alternativa prevede infatti la sola visita della valle dei Grilli e della valle Ombrosa, per poi tornare indietro. In questo caso si percorrono circa 4 km (solo andata) ed un dislivello di 400 m. impiegando circa 1,5 ore, soste escluse.

Decidendo invece continuare, occorre ora imboccare la strada alla sinistra di quella da dove siamo venuti (direzione Est); è questa una larga strada bianca molto comoda che prosegue in leggera salita ma che dopo un primo tornante si assesta subito in un facile percorso pianeggiante. Rilassiamoci mentre la percorriamo per poco più di 1 Km, avendo solo cura di attraversare con un minimo di attenzione un breve tratto franoso presente oramai da parecchio tempo.

Continuando per la strada ed arrivati al limite della radura che la circonda noteremo alla nostra destra un evidente sentiero, privo però di segnaletica, che lascia la strada per salire dolcemente verso un vicino campo; prendiamo senza indugio questa deviazione ed attraversiamo liberamente il campo, immettendoci così in un nuovo sentiero proveniente dal basso in corrispondenza di una sbarra rossa. Le direzioni ora diventano due; a destra si sale verso la cima del Monte Aria, mentre a sinistra, molto più marcato, il sentiero costeggia il fianco del monte dapprima pianeggiante, poi in leggera discesa. <<< Inizio articolo

Prendiamo quest'ultima direzione e camminiamo per circa 1,5 Km fino alla chiesetta della Madonna della Neve o del Monte  da dove partono ben 4 stradine. Cerchiamo ora il cartello con la freccia che indica la nostra ultima meta, la Buca del Terremoto; esso indica l'unica stradina che si allontana rimanendo in piano. Percorrendola, noteremo già da ora in basso alla nostra sinistra il fosso del Cerreto, l'ultima tappa che percorreremo in seguito per chiudere il nostro anello.

Per raggiungere la Buca del Terremoto seguiamo la strada per 1,5 Km fino al punto in cui raggiunge la pineta; dirigiamoci alla nostra destra, nel punto in cui è presente un'evidente apertura ed un cartello (fig. sx). Da qui parte un tragitto veramente breve (si tratta di pochi minuti) che attraverso alberi segnati ci guida fino alla nostra meta.

Anche qui, per coloro che lo desiderano, è possibile scegliere di fare un percorso alternativo che comprenda la visita alla sola Madonna delle Neve e alla Buca del Terremoto, tralasciando quindi le due valli (colore in blu con GE); in questo caso occorre arrivare in auto da Serrapetrona e lasciarla a scelta lungo l'ampia strada bianca che sale ai ripetitori del Monte Aria. Giunti a piedi in cima si ridiscende attraverso prati dalla parte opposta, sempre su strada bianca, fino ad arrivare alla chiesetta e da qui alla Buca (5 Km, 200 m. dislivello); per il ritorno si può scegliere di rifare la stessa strada o di seguire al contrario quella che porta al rifugio Manfrica, che continueremo a seguire in leggera salita anche dopo averlo superato, fino a sbucare al parcheggio dell'auto (1,5 Km in più).

Volendo invece concludere il nostro anello, una volta usciti dalla pineta dobbiamo tornare indietro per la strada che porta alla Madonna della Neve, seguendola però solo per qualche centinaio di metri, lasciandola subito in favore di una mulattiera che scende alla nostra destra; percorrendola, ci abbassiamo abbastanza velocemente dentro il già citato fosso del Cerreto, itinerario semplice e comodo che scende in maniera costante per circa 3 km, passati i quali si ricongiunge con una strada bianca. Seguiamola, sempre in discesa, fino al punto in cui diventa asfaltata e lì giriamo subito a sinistra per passare un ponticello oltre il quale è possibile ritornare ancora dentro il fosso (purtroppo qui si noteranno un po' gli effetti della "civiltà"). Percorriamolo in tutta la sua lunghezza (500 metri) per sbucare nei pressi del maneggio incontrato all'inizio e da qui, in pochi minuti, tornare finalmente alla nostra auto.

Riepilogo percorsi
(Tempi e distanze si riferiscono alla sola andata; non sono considerate le soste)

ANELLO COMPLETO
lunghezza: 18 Km
dislivello: 580 metri
tempo: 4,30 ore
difficoltà: E

VALLE DEI GRILLI E VALLE OMBROSA
partenza: parcheggio grotte
arrivo: casale Manfrica
lunghezza: 4 Km
dislivello: 400 metri
tempo: 1,30 ore
difficoltà: E

MADONNA DELLA NEVE E BUCA DEL TERREMOTO
partenza: Monte Aria
arrivo: Buca del Terremoto
lunghezza: 5 Km
dislivello: 200 metri
tempo: 1,30 ore
difficoltà: T

Macerata-S. Severino Marche con Google Maps.

Ascoli P.-S. Severino Marche con Google Maps.

Foligno-S. Severino Marche con Google Maps.

DICHIARAZIONE DI NON RESPONSABILITA'

L'autore declina ogni responsabilità per la attualità, correttezza, completezza o qualità dell'informazione riportata. Richieste di indennizzo riguardo danni causati dall'uso di qualsiasi informazione fornita, incluso ogni tipo di informazione incompleta o non corretta, saranno quindi rifiutate. Tutte le notizie riportate sono non vincolanti e senza alcun obbligo. Parti delle pagine o la completa pubblicazione inclusi i files allegati potranno essere integrate, modificate, parzialmente o interamente cancellate dall'autore senza alcun preavviso.  

<<< Inizio articolo  Home