Escursione al Monte Primo Stampa E-mail
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Escursioni varie
Scritto da Paolo Ciccarelli   
Sabato 14 Maggio 2011 11:30

SOVRASTA IMPONENTE IL PAESINO DI PIORACO: IL MONTE PRIMO (difficoltà EE)
Traccia GPS ed immagini statiche: qui (utenti registrati)

Un'escursione per nulla da sottovalutare è quella che, dalla piccolissima frazione di Costa S. Severo tra Castelraimondo e Pioraco, si snoda alla conquista della croce del Monte Primo. Da queste poche parole avrete già intuito che ci troviamo al di fuori del Parco Nazionale dei Sibillini, decisamente più a Nord; creste e vette più dolci ma non per questo meno impegnative da percorrere. Non facciamoci ingannare dalle basse stature di questi promontori perchè possono regalarci davvero delle belle sorprese. 

Giunti a Castelraimondo ed imboccata la strada che conduce a Pioraco, è impossibile non notare il Monte Primo, un bel colosso di 1.300 metri sulla sinistra; dalla parte opposta il Monte Tre Pizzi  e, nel mezzo, "la porta" per entrare nella vallata di Pioraco.

L'escursione, per quanto relativamente breve sia, è da considerarsi di difficoltà EE per alcuni motivi che ora vi elenco: anche se lunghezza e dislivello non la collocherebbero ad un tale livello di difficoltà, c'è da sottolineare che i 650 metri di dislivello da coprire in soli circa 3 Km comportano degli strappi abbastanza impegnativi; insomma, un'accoppiata questa di certo niente male. Inoltre c'è da considerare che, per via di un sentiero malamente segnalato (ci siamo accorti di alcune bandierine molto sbiadite dipinte sugli alberi notate solo al ritorno...!) e con diversi incroci che possono forviarvi, l'orientamento è fondamentale. Consideriamo in più che non sono riuscito a rintracciare una mappa cartografica del luogo e quindi....niente cartina. Vi potrà essere utile il tracciato GPS che ho ricavato durante l'escursione se disponete di un navigatore satellitare. 

Dallo spiazzo dietro la piccola chiesina di Costa S. Severo, si prosegue a destra per rintracciare dopo qualche istante, la carrareccia che sale a sinistra. E' una strada frequentata anche dagli appassionati di moto da cross che, con i loro bolidi, intendono risalire fino al Pian di Morri facendo molto rumore e disturbando la quiete che regna in questo luogo. Questa, volendo, è una più semplice via per raggiungere il Monte Primo; è impossibile sbagliare perchè si cavalca sempre la sterrata fino a sfociare su di un grande pianoro. Bisogna proseguire verso destra per raggiungere la meta dove ad ogni modo vi aspetterebbe una ascesa impegnativa ma tranquillamente fattibile. Torniamo a noi ed alla descrizione di quest'altro itinerario decisamente più selvaggio.

Dopo qualche istante incontriamo due cartelli stradali (divieto di transito e freccia a destra) probabilmente rivolti proprio ai centauri ma in questo caso anche a noi e perciò proseguiamo in direzione della freccia. Successivamente ci troviamo di fronte ad una biforcazione: la strada che prosegue dritta è l'eventuale alternativa, quella percorsa dai motociclisti; in questo caso noi dobbiamo svoltare a destra ed iniziare una dura salita. Come vi sarete subito resi conto il sentiero al momento è molto largo ma è altrettanto insidioso per un un fondo composto da un misto di grosse pietre, fogliame e rametti di legno. <<< Inizio articolo

Percorso ad inizio primavera, gli alberi ancora sonnecchiano quassù in alto; verso Maggio sarà sicuramente un'altra storia: è un bosco molto verdeggiante ma se non si è un pochino esperti, più avanti potrebbe far perdere l'orientamento. Continuando a salire si tiene la sinistra ad un altro "incrocio"; successivamente, ad una svolta decisa ancora a sinistra in corrispondenza della quale c'è una parvenza di traccia che non dovete considerare che prosegue dritta, ne segue più avanti (non molto distante), un'altra verso destra dove invece è presente una strada molto evidente che anche in questo caso prosegue dritta. Svoltate a destra e continuate a salire. In alcuni frangenti il sentiero sembra dar respiro con qualche tratto più pianeggiante ma si tratta soltanto di pochi metri.

Giunti a questo punto, la vostra tappa successiva è quella di raggiungere una grossa formazione rocciosa che a picco si affaccia sulla sottostante vallata. Se vi accingete ad andare ad inizio primavera, man mano che vi avvicinerete non potete fare a meno di non notarla tra gli alberi spogli. A natura rigogliosa sarà difficile intravederla finchè non ci sarete praticamente arrivati. Ad ogni modo l'ampio sentiero inizia a restringersi fino a quasi scomparire; ad un certo momento dovete superare un piccolo salto di roccette per nulla complicato aiutandovi anche con le mani per cercare appigli dopo di che, percorsi alcune decine di metri, sarete giunti a questa particolare formazione rocciosa.

Una pausa ci sta tutta per riprendere fiato, per ristorarsi un pò, per leggere una particolare scritta rossa sulla parete e per notare che sul macigno è ancorata una fune di acciaio da usare come aiuto per salire in cima. Da qui in avanti il sentiero potrebbe perdersi un pò anche se a volte è ben visibile. Si prosegue scendendo per un breve tratto con a destra una bella direttissima per la valle: un ripido canalone scende fino ai piedi della montagna con al suo interno evidenti distacchi di pietra e roccia provenienti dal costone alla vostra sinistra. Dopo poco si ricomincia a salire in corrispondenza di una grande fenditura su una roccia e si continua poi su traccia evidente dentro il bosco.

Dopo una breve salita, il sentiero si snoda dritto avanti a voi scendendo lasciandovi alla vostra destra il ripido costone. Passerete di fianco a l'ennesima roccia con una piccola caverna e ricomincerete di nuovo a salire dentro un ampio bosco dove il sentiero potrebbe giocare un pò a nascondino. Cercate di seguirlo per quanto possibile fino a quando vi condurrà al di fuori della macchia dove a sinistra troverete un bel pendio di falasco da risalire fino in cresta con un dritto per dritto che non ha nulla da invidiare a salite verso più alte vette; a destra potrete ammirare i paesini di Fiuminata, Sefro e Pioraco proprio sotto i vostri piedi. Memorizzate bene questo punto in modo da poterlo facilmente ritrovare per la discesa.

Raggiunta la piccola cresta non vi resta che percorrerla verso destra per pochi minuti e raggiungerete la croce del Monte Primo. Panorama a 360 gradi nonostante la "bassa statura"; il Monte S. Vicino si fa notare con i suoi 1.500 metri di altitudine mentre in lontananza, verso Sud spiccano naturalmente anche i Monti Sibillini. Visuale poi anche su tutto Montelago sulla città universitaria di Camerino, Castelraimondo e Matelica.

Selvaggia escursione in un ambito non troppo frequentato dagli escursionisti che forse prediligono la via più semplice per raggiungere il Monte Primo percorrendo la strada meno faticosa e sicura dei motociclisti. Un itinerario, come detto, in alcuni frangenti un pò impervio ma senza particolari problemi nel percorrerlo. L'unica preoccupazione potrebbe essere quella dell'orientamento perciò, se non almeno un pochino esperti del territorio locale, andate con qualcuno che magari conosce la zona o ha già percorso l'itinerario appena descritto.  

Dislivello: 670 m circa

Difficoltà: EE

Distanza: 3 Km

Tempo di percorrenza: 1h 15min solo andata a passo veloce; 2h 30min passo turistico

Macerata-Costa S. Severo con Google Maps.

Ascoli P.-Costa S. Severo con Google Maps.

Foligno-Costa S. Severo con Google Maps.

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